
Questo post nasce da una conversazione con una cara amica, una donna che, pur nella lontananza fisica che ci separa, sento molto vicina ai miei pensieri, al mio modo di sentire, al mio essere.
Una donna che, come me, si ritrova spesso, per un motivo o per un altro, a fare i conti con un cuore ed una mente in continuo fermento, sempre ad interrogarsi su ciò che prova, perennemente alla ricerca di un po’ di serenità interiore.
Lei la chiama inquietudine…sì, in effetti credo che, se proprio un nome si debba dare a certe sensazioni, inquietudine possa render bene l’idea di quella specie di tarlo che ci scava dentro l’anima.
Apparentemente abbiamo tutto (o almeno così sembra) eppure siamo eternamente insoddisfatte…ad occhi esterni e sconosciuti nulla traspare di tutto ciò, eppure noi lo sentiamo.
E pensando alla complessità ed alla varietà di stati d’animo che accomuna me e questa donna (e chissà quante altre donne…) mi è venuta in mente una figura letteraria a me molto cara: Madame Bovary.
Emma Bovary, protagonista del celebre romanzo ottocentesco di Gustave Flaubert incarna in sè molta di quell’inquietudine, anzi direi che è proprio l’inquietudine in persona.
Per i pochi che non hanno letto il romanzo o non ne ricordano la trama, è sufficiente sapere che nel suo componimento Flaubert si è ispirato ad una storia vera, o meglio a personaggi realmente esistiti: un tale Eugene Delamare, allievo del padre di Flaubert, la cui moglie, Delphine Couturier, si uccise avvelenandosi, dopo averlo abbondantemente tradito e ridotto in rovina sommergendolo di debiti. Emma e Charles Bovary sono l’alter ego dell’adultera e suicida Delphine e di suo marito Eugene.
L’intero romanzo è un universo concentrico che ruota attorno alla figura di Emma Rouault, coniugata con il mediocre medico di campagna Charles Bovary, la quale appare, sin dalla sua prima entrée, come una creatura che scalpita, una che sta ansiosamente cercando qualcosa, e che si sta cercando.
Emma è un vampiro che si nutre nello stesso tempo del sangue altrui e del proprio. Morirà alla fine, del suo vampirismo, che non è capace di procurarle altro che appetiti e desideri sempre ulteriori, e quindi un’infelicità sempre più vorticosa, alla cui tremenda accelerazione di ritmo ella non sarà più in grado di reggere.
Il personaggio di Emma nella complessità delle sue emozioni ha avviato il cosiddetto bovarismo cioè quel tarlo, quel male, che nasce da una tragica scoperta: il “nulla” cioè quello di un’esistenza che scopre il suo abisso, il suo vuoto. Il bovarismo corrisponde a un sentimento di profonda inadattabilità sociale compensata dall’evasione nel sogno e nell’immaginazione. Emma detesta la vita banale, misera e monotona che lei trascorre a fianco di un marito senza alcuna levatura, in una provincia dove non succede niente.
Le sue ambizioni sociali sono deluse da un sentimento di frustrazione che va ben al di là della semplice noia. Lei trova rifugio nei suoi sogni romanzeschi frutto delle sue letture e s’inventa un’altra realtà attraverso degli uomini-amanti mediocri. Eternamente insoddisfatta finirà per suicidarsi.
Forse questi sono sentimenti propri di chi non si accontenta mai, di chi non sa gioire delle piccole cose, oppure sono sintomi di un malessere le cui radici vanno cercate più in profondità, in una carenza di affetti forse, in una certa insicurezza di fondo che si cerca di compensare riempiendola d’altro, alla ricerca di un comune calore da condividere e scambiare…
Tuttavia, credo che certe mancanze non si possano mai colmare e quand’anche provassimo a farlo, ben presto ci accorgeremmo che ciò che abbiamo ottenuto sono solo miseri surrogati.
Eppure, credo ancora che certi “malesseri” si possano “curare” con un bacio in fronte, con la delicatezza di una mano appoggiata sulla spalla, con una carezza tra i capelli, con il calore di un abbraccio.
Amica mia…smettermo mai di cercare tutto questo?


61 comments
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17 Ottobre 2007 a 9:14 am
luna
Passavo di qua come tante altre volte…
e, leggendo questo tuo post, non posso che condividere quello che dici di te e della tua amica lontana…solo fisicamente.
alla quale rivolgo la tua stessa domanda : “Amica mia…smettermo mai di cercare tutto questo?”
Le stesse sensazioni le conosciamo molto bene, io e… la mia amica lontana solo fisicamente…
17 Ottobre 2007 a 2:13 pm
Elle
Ciao Luna, quindi sei una mia affezionata lettrice?
Mi fa piacere che questa volta, passando, tu abbia voluto lasciare il tuo commento.
Come dicevo nel mio post, sono sensazioni e stati d’animo che accomunano me e la mia amica…ma chissà quante altre donne, oltre a noi e a Madame Bovary, possono riconoscersi in quell’inquietudine…
18 Ottobre 2007 a 10:36 am
Loris
Passato
di V. Cardarelli
I ricordi,
queste ombre troppo lunghe
del nostro breve corpo,
questo strascico di morte
che noi lasciamo vivendo
i lugubri e durevoli ricordi,
eccoli già apparire:
melanconici e muti
fantasmi agitati
da un vento funebre.
E tu
non sei più che un ricordo.
Sei trapassata
nella mia memoria.
Ora sì, posso dire che
che m’appartieni
e qualche cosa
fra di noi è accaduto
irrevocabilmente.
Tutto finì, così rapito!
Precipitoso e lieve
il tempo ci raggiunse.
Di fuggevoli istanti
ordì una storia
ben chiusa e triste.
Dovevamo saperlo
che l’amore
brucia la vita
e fa volare il tempo.
18 Ottobre 2007 a 8:54 pm
luna
Ciao Elle, si ti leggo spesso. Mi piacciono i tuoi scritti.
Ma, come forse succede a tanti di noi, commento pochissimo…
15 Dicembre 2007 a 5:39 pm
4ever4me
ciao bellissima, in effetti l’inquietudine non accomuna solo noi due, ne sono certa…a volte penso che l’inquietudine stessa sia “donna”, ma magari mi sbaglio…
dici bene che occhi esterni ci vedono serene, perchè magari sanno che abbiamo tutto, apparentemente…ma la nostra verità è che cerchiamo sempre qualcosa che riesca a riempire la nostra fame d’amore, di affetto, nient’altro.
non lo so se la troveremo mai, di certo ci son due cose: una è che non siamo disperate al punto di m.me bovary, due che sto meglio ad essere inquieta piuttosto che vivere una vita banale senza rendermene conto
ti abbraccio
11 Marzo 2008 a 10:50 am
4ever4me
…Elle…I miss you…
non so cosa sia successo…vabè, lascia perdere…paranoie…
11 Marzo 2008 a 10:56 am
Elle
Tesorina anche tu mi manchi…ma tu sai come raggiungermi…che succede?
Anche se il tuo commento su questo post, proprio su questo, mi dà già una risposta forse…
Ci sentiamo in separata sede, va bene?
4 Maggio 2008 a 11:51 pm
mario
Finalmente la scienza ha scoperto attraverso all’esame del DNA che molti comportamenti degli esseri umani sono dovuti o a uno scarso allineamento di alcune cellule che lo costituiscono o all’assenza totale di elementi che lo compongono o addirittura a sostituzione di quegli elementi originali con altri. Sono dunque malformazioni che insistono nel codice genetico che ci costituisce. La difficoltà psicologica di recuperare questa conoscenza e accoppiando la non trascurabile quantità di denaro che permette la conoscenza di noi stessi fa si che invece di riconoscere il vero disagio ci si accontenti di accampare teorie che non hanno nulla di fondato. Accontentano sì la nostra immaginazione quand’anche scritta su autorevoli riviste ma ci si acceca volontariamente per non scoprire la propria vera carenza. Io penso che si dovrebbe permettere a tutti di conoscere a fondo il proprio codice genetico onde potersi comportare di conseguenza. Vero è che noi abbiamo la possibilità di modificare e interpretare i nostri comportamenti realizzando così una sorta di by-pass,ma non è da tutti e comunque occorrerebbe da tutti la possibilità di accedere a questa conoscenza. E’ evidente che per gli interessi di potere è molto difficile che “i tutti”abbiano questa possibilità ma non di meno esiste e questo è già un grande passo avanti. Quante volte ci siamo chiesti perchè non riuscivamo a compiere una certa azione,perchè non riuscivamo ad assimilare determinati concetti etc. eppure desideravamo ardentemente conseguire quei risultati. La risposta potrebbe essere nascosta proprio nel DNA. Questo non vuole dire che domattina noi ci alziamo e iniziamo a commettere le corbellerie più assurde,tanto è colpa del DNA,in quanto come ho già esposto abbiamo la possibilità in un qualche modo di sopperire,ma questa conoscenza ci permettere di mettere a fuoco alcuni lati del nostro carattere che altrimenti non ci spieghiamo. Qui si potrebbe disquisire per lunga pezza le diverse sfaccettature che questo comporta ma no credo che questo blog sia la sede più opportuna.
5 Maggio 2008 a 8:46 am
Elle
Faccio sempre un po’ fatica ad accogliere questo tipo di teorie scientifiche o pseudo tali.
Non credo che la persona sia fatta solo di DNA, quindi mi viene un po’ difficile credere che certi moti del cuore siano imputabili solo ad una “strana” combinazione di cellule o addirittura “malformazioni che insistono nel codice genetico che ci costituisce”.
Credo che noi principalmente siamo il prodotto di ciò che viviamo, quindi, l’ambiente circostante, le persone che lo compongono e tutto ciò che ruota quotidianamente intorno a noi ha un notevole peso su ciò che siamo o ciò che diventiamo, su ciò che pensiamo e come ci proponiamo.
Una sorta di “imprinting” che non proviene da una manciata di cellule scomposte ma dalle esperienze più o meno felici, più o meno dolorose, che siamo chiamati a vivere.
5 Maggio 2008 a 9:35 am
donnaemadre
Fattori genetici o ambientali? Alla fine la scienza ha deciso: “Un po’ di entrambi”. Io credo il DNA abbia un ruolo ben superiore a quello che gli viene riconosciuto, Ma andiamo oltre, anche se, cara Elle, non vorrei andare a toccare un tasto che potrebbe creare qualche screzio.
Non mi è simpatica Madame Bovary, non mi piace chi non ha rispetto dell’altro, chi porta alla rovina un’ uomo che ha la sola colpa di non essere un supereroe. L’animo tormentato, quello pieno di inquietudini, quello sofferente, che per questo suo fuoco sacro si sente superiore alla persona tranquilla, o forse anche mediocre, e si sente in diritto di rovinarle l’esistenza, non mi piace. Certo, Madame Bovary vive in un’epoca che non è la nostra, dove forse le donne non potevano scegliere, per esempio, di non sposarsi. Ma anche questa è una tesi che non regge: quante donne, anche al giorno d’oggi, si sposano un uomo scialbo, solo per non essere sole o, peggio ancora, solo per avere la fede al dito e poter dire a se stesse e al mondo che sono sposate, e poi passano la vita a tormentare il malcapitato di turno, colpevole di essere, magari solo ai loro occhi, un “mediocre”. E poi, mediocre, che vuol dire?
Io ho avuto le mie storie finite, ma non ho mai rimproverato alla persona in questione di non essere un altro. Magari è successo il contrario, e non ho permesso neanche quello. Una volta dissi al mio ragazzo di allora (a caso, un padre di un bimbo mai nato… ):, che mi rimproverava non so cosa: “Perché io ti accetto per quello che sei, e tu non sei capace di fare altrettanto? Pensi che di te mi stia bene tutto? Non è così: ci sono tanti aspetti che preferirei diversi, ma li accetto come parte di te. Nel bilancio delle cose che amo di te e quelle che invece vorrei diverse, vincono quelle che amo, e ti accetto esattamente per quello che sei. Perché tu pretendi che io cambi?”. Pare che il discorso lo sconvolse: sparì, e sparì in modo veramente scorretto e poco dignitoso. E poi tornò (ma quanto mi sono stufata di questo copione, non so se ho avuto abbastanza occasione di dirvelo…): tornò dopo che i dispiaceri mi avevano causato la perdita del bambino, tornò dopo avermi mostrato quanto era insensibile a ogni mio sentimento e a ogni mio dolore. Tornò dopo aver dato sfoggio della sua viltà senza confini. Tornò dicendomi: “Hai usato l’esercito per stanare uno studente”. Francamente, questa frase non l’ho mai capita e, vi dirò, neanche mi interessa capirla. “Torniamo insieme, purché non parliamo del passato”. Nella mia mente passarono in un solo istante vari pensieri, che andavano dal “Ma chi ti credi di essere? Ma perché mai mi dovrebbe far piacere o pure solo minimamente interessare tornare con te”, al più immediato e prosaico: “Ma vaff….”. Ma non gli ho detto niente di tutto questo: l’ho lasciato andare per la sua strada senza dire A. Non gli ho chiesto di essere diverso: il momento in cui non l’ho più stimato, non c’è stata più storia.
5 Maggio 2008 a 9:53 am
mario
ti porto un esempio. Quando qualcuno in passato cercò di dimostrare ai soloni del tempo la teoria eliocentrica per poco non finì sul rogo. La stessa cosa accadde per la dimostrazione della terra rotonda e qui si potrebbe continuare doviziosamente. E’ molto difficile accettare nuove conoscenze specie quando queste sovvertono completamente punti di vista secolarmente dati per certo. Come ti ho scritto noi abbiamo la possibilità di avere a nostra disposizione un qualche By-pass (non solo mentale) che ci permette di sopperire in qualche modo a certe carenze ma la sostanza rimane e sarebbe bene conoscerla. Quello che poi vorremmo farne uso sta a noi deciderlo,ma con occhi aperti. Questo vale anche a livello sociale,in un certo senso(ma profondamente vero e accertato) per bloccare una macchina non serve fare grandi cose,è sufficente un piccolo,piccolissimo ingranaggio consumato o una pietruzza messa al posto giusto oppure ancora per parlare in termini di softwear un insignificanta virus e la macchina, il PC si bloccano. Noi siamo stati costruiti,per quanto ci è a disposizione sapere,come la macchina più perfetta che solca gli spazi,ma sempre macchina in “Primis”. Cosa ci permette di automodificarci è la nostra Anima,ma ha da essere conosciuta,sapere coscientemente che esiste e che può modificare i nostri comportamenti in base a ciò che tu hai espresso. E’ evidenza che questo non sempre succede,proprio per la carenza sopra espressa e non solo,ma la chiusura mentale a quanto potremmo fare ci fornisce la scusa (pietosa) che non ne abbiamo colpa e che ci piace continuare come habbiamo sempre fatto. Mi auguro di essere stato più chiaro anche se parlare di questi argomenti è molto difficile anche perchè molti possono essere i “distinguo”che dovrebbero inserirsi nella tematica generale e anche questi a loro volta abbisognerebbero di moderazione. Per niente facile quindi ma ritengo necessario. buona giornata mario
5 Maggio 2008 a 10:03 am
Elle
Cara Diemme non preoccuparti, non accendi nessuno scontro con il tuo commento, sai che il confronto mi fa piacere.
A me Madame Bovary piace come figura femminile all’interno del romanzo in cui vive, (romanzo che come hai giustamente osservato tu fa parte di un’epoca storica ben diversa da quella attuale), in quel contesto ottocentesco è, a mio modo di vedere, una figura femminile che, più o meno consapevolmente rompe gli schemi e nel farlo assume su di sè le conseguenze di un tale comportamento, fino all’estremo gesto.
Una “antieroe” se vogliamo, ma che con le sue fragilità, le sue contraddizioni, i suoi lati tormentati mette in luce un modo di essere donna che, al di fuori del romanzo, credo continui a vivere in tante altre donne.
Quando ho scritto il pezzo, mi sono riconosciuta in quella sua inquietudine ma ciò non significa che io giustifichi o approvi certe sue azioni che tuttavia, ricordiamocelo, sono funzionali alla dinamica del romanzo.
Non penso che in nome di quell’inquietudine tutto sia concesso, men che meno la rovina di un’altra persona.
Tuttavia credo che esista l’errore, siamo essere fallibili, soprattutto quando di mezzo ci sono i sentimenti…rifiutiamo, feriamo, distruggiamo, permettiamo che le cose vadano diversamente da come vorremmo, e che sia un fattore genetico o ambientale a questo punto, poco importa.
Quando si commettono errori poi spesso restano i segni addosso, occorre saper portare anche quelli, e magari trarne insegnamento per poterli poi, un giorno, evitare.
5 Maggio 2008 a 10:12 am
donnaemadre
@Mario: concordo su tutto.
Tornando comunque alla Madame Bovary (primo ho dovuto interrompere il discorso), non so se Elle ricorda della storia che raccontai sul blog di Emaki, di quel mio amico, tipo tranquillo, fatto a pezzi dalla sua donna, che lo rimproverava di non essere di qui, e non essere di lì, e alla quale io dissi: “Ma perché non te ne prendi uno più adeguato, tu che puoi, e lasci perdere questo povero disgraziato?”. E poi mi chiedo, chi è più creativo, un “animo tormentato” che porta alla rovina se stesso e chi gli sta accanto, o chi si rimbocca le maniche e, quale silenzioso eroe, affronta la vita di ogni giorno, senza colpo ferire, e trovando una sua serenità? E voi mi chiamate quest’ultimo “grigio”? Non riesco ad essere d’accordo, e non riesco a provare nessuna simpatia per Madame Bovary.
*** Absit iniuria verbis ***
5 Maggio 2008 a 10:18 am
DG
Uhm Mario…argomento interessante ma molto farriginoso per come è esposto. Trovo difficile replicare!
5 Maggio 2008 a 10:29 am
donnaemadre
A me sembra chiaro: siamo strutturati come macchine, e se ne conosciamo il meccanismo, magari è pure facile intervenire.
5 Maggio 2008 a 10:33 am
Elle
@Mario: sarà come dici tu…ma io non mi sento una “macchina” perfetta o imperfetta che sia. Su quell’Anima che, tu dici, bisogna conoscere e che permette di automodificarci sono d’accordo, ma credo anche che occorra avvicinarcisi con molto tatto, con pacatezza, con umiltà, senza la pretesa di razionalizzare per forza qualcosa che spesso sfugge persino a noi stessi, figuriamoci se può essere inglobata, classificata, schematizzata e ingabbiata in fredde teorie pseudo scientifiche.
@Diemme: nessuno sta cercando di dare meriti di creatività all’”animo tormentato” piuttosto che a quello “tranquillo”. Come ho già detto quel “fuoco sacro” non giustifica niente, il fatto che ci sia o no, non è rilevante ai fini della persona, forse stiamo un po’ uscendo dai binari…
5 Maggio 2008 a 11:51 am
mario
Un commento a questi ultimi. Togliere il Pathos dello sconosciuto,della fantasia sovente non ce la sentiamo.Il sogno,quel velo che svela e nasconde è veramente intrippante. Un esempio da maschietto ma che molto ben comprendono anche le femminucce. Vedere una donna in città vestita in modo”adeguato” è molto più sensuale che non vederla in bikini. L’una è il sogno,l’altra è la realtà. A una mente aperta e conscia della vita ambedue sono coinvolgenti ma la seconda da il senso di un certo tipo della realtà oggettiva. Ad essa non viene tolto nulla del “sogno” ma realizza anche il concreto. Dice bene “donnaemadre” forse che amando i suoi più cari affetti toglie qualcosa alla conoscenza delle loro realtà, NO, ma se accanto a questo potesse conoscerli nella loro essenza,non tenterebbe forse la possibilità di farli stare meglio,sia nella parte spirituale che fisica? E’ veramente molto difficile crescere in conoscenza senza togliere nulla al “Sogno”ma a parere mio è da perseguire. Grazie di avermi considerato.
5 Maggio 2008 a 12:21 pm
donnaemadre
Devo ammettere che ogni tanto mi perdo nei meandri dei commenti: quando ho detto che “amando i suoi più cari affetti toglie qualcosa alla conoscenza delle loro realtà”?
*** Mi sa che mi sono persa qualcosa… ***
5 Maggio 2008 a 12:22 pm
Elle
…pure io volevo dirlo, ma prima di aprir bocca, ho provato a cercare, ma non ho trovato dove avresti detto quella frase.
Forse Mario non voleva commentare qui, ma su un altro post, non so…
5 Maggio 2008 a 12:28 pm
DG
mahh.. uomo macchina… semplicistico come discorso (e un pò complicato).. un filosofeggiare sulla struttura emotiva umana che al di là dei complessi meccanismi è qualcosa di… di… di… boh mi son perso…
ciao…
grazie per avermi considerato…
Elle ricoverati…
DM i negozi chiudono… vai a far la spesa…
aiuto
5 Maggio 2008 a 12:46 pm
mario
chiarisco. Commento di donnaemadre delle 10:29 am
L’espressione “grazie di avermi considerato” è di pura cortesia……
Gli è….e lo sperimentato in tutti i blog che l’ultimo arrivato sovente si prende la secchiata di acqua gelata…va bene,non me la prendo,ci sono abituato,anche perchè gli argomenti che tratto normalmente non sono molto facili e sovente i commenti che trovo (in tutti i blog) sono o di cortesia o di immaginifiche e osannanti esclamazioni. Personalmente non me ne cale di queste,se devo esprimere un consenso come una critica la esprimo senza mezzi termini,se non comprendo chiedo spiegazioni. La “Rete” serve anche a questo,a volte a imparare oltre che a esprimere sorrisi di cortesia. forse questa mia espressività non è gradita. Pazienza.
5 Maggio 2008 a 1:05 pm
donnaemadre
Ecco un altro permaloso… è esattamente quello che abbiamo fatto, chiedere spiegazioni per quello che non abbiamo capito, e da questa parti, come dalle mie e da quelle di tutti i nostri amici, chi interviene è trattato in guanti bianchi, accolto a braccia aperte e tenuto nella massima considerazione.
Se poi soffri i manie di persecuzione… francamente, problemi tuoi
*** Noi abbiamo già dato… ***
5 Maggio 2008 a 1:08 pm
donnaemadre
@DG: uomo/macchina? Io credo di sì: prova a studiare contemporaneamente anatomia e informatica, e qualche dubbio ti viene..
!
Che poi il Signore ci abbia soffiato dentro l’anima, è un altro discorso… ma credo che non abbia terminato il lavoro
Fare la spesa? Nah, sto a dieta… che ci vuole a comprare un cespo d’insalata?
*** E ringrazia la tua buona stella che non voglio fare la permalosa per tigna con mario! ***
5 Maggio 2008 a 1:58 pm
mario
Grazie dell’abbraccio e dei guanti,ancora un pò e soffocavo. Non sono permaloso ma ho il vizio di leggere
)) Il bello dello scrivere è che resta e permette di comprendersi,di spiegare,imparare. Forse per come ho commentato l’argomento non a tutti è piaciuto,mi dispiace starò più attento. grazie
5 Maggio 2008 a 2:16 pm
donnaemadre
@Mario:
Mia risposta delle 10:12
“@Mario: concordo su tutto”
ore 10:29, in risposta a DG che riteneva che il pensiero fosse un po’ farraginoso:
“A me sembra chiaro:”
Non mi sembrano secchiate d’acqua
5 Maggio 2008 a 2:21 pm
mario
6 Maggio 2008 a 8:48 am
Elle
Mammamia che polverone che si è alzato in mia assenza!!!
@Mario: dal tuo ultimo commento con faccina ultra sorridente deduco che è tutto chiarito, tuttavia ci tengo a precisare un paio di cose.
Mi dispiace che tu ti sia sentito l’ultimo arrivato preso a secchiate d’acqua, però sinceramente penso anche che tu ti ci sia sentito senza reale motivo.
Ho sempre tenuto aperte le pagine di questo blog alle opinioni altrui, quelle simili alle mie ma anche e soprattutto a quelle contrarie, mi piace il confronto e credo che infondo siamo qui anche per questo, non per fare soliloqui.
Personalmente mi sento un po’ distante dalle tue ultime esternazioni, faccio un po’ fatica a seguire il filo del tuo discorso, ma ciò non significa che io, o chiunque esprima una visione diversa, non abbia piacere di leggerla o di confrontarla con la mia e con quella dei miei lettori abituali.
Detto questo, penso che la querelle possa dirsi definitivamente conclusa e risolta.
@DG: io sono già ricoverata, non te ne eri accorto?
Sono nel “reparto macchine malfunzionanti” quelle senza libretto d’istruzioni per di più!!!
Sai che ti dico? che vado a fare la spesa con Diemme, a lei basta un cespo d’insalata, io mi accontento di due carote ed un sedano…la prova bikini incombe e checchè se ne dica, non mi sentirei proprio a mio agio ad andare in spiaggia in tailleur
6 Maggio 2008 a 9:48 am
arthur
Sai che ti ci vedo in spiaggia in tailleur? Wow, saresti grandiosa…
Comunque, se posso accodarmi, vengo a fare la spesa con voi, con una cesta a parte, però, anche perchè IO non mi accontento di un cespo di insalata.
Per quanto riguarda il “reparto macchine malfunzionanti”, se vuoi io sono denominato “mani d’oro”, nel senso che qualsiasi cosa tocco, riesco ad aggiustarla, ma ho l’impressione che con te non funzionerà, perchè dovrei avere a che fare con una macchina PERFETTA che più perfetta di così non si può; ecco perchè manca il libretto d’istruziioni, tu sei autoistallante…
*** Buonagiornata, gemellina! ***
6 Maggio 2008 a 10:01 am
DG
Ragazzi.. io sdrammatizzavo suuuuu.. tra teoria eolistica e uomo-macchina qui il delirio si spreca.
Non ti prendo in giro.. sulla teoria eolistica però mi son fatto due risate..
Mario..il grazie per avermi considerato è giocoso
@DM: non ti impermalosire per un pò di ironia
@Elle: la prova bikini incombe inesorabile.. credo che l’insalata sia necessaria..e vestiti non è il massimo!! ahahahahah
6 Maggio 2008 a 10:26 am
donnaemadre
@Arthur: che cos’è che diventa qualsiasi cosa tocchi??? E poi ti lamenti dei miei “consolatori”!!!!
@DG: Ma io non mi sono impermalosita: ho obbedito! Cespi e cespi d’insalata…
@Elle: Tu in tailleur, e io col solito burqa, l’oriente e l’occidente a braccetto e noi, come sempre, ecumeniche più che mai!
Baci baci!
6 Maggio 2008 a 10:41 am
Elle
@Arthur: da oggi in poi chiamami “punto exe”!!!
@DG: sdrammatizza quanto vuoi, chiedo se c’è posto anche per te qui in clinica?
@Diemme: Ecumeniche ed emancipate come non mai
6 Maggio 2008 a 10:46 am
arthur
Da oggi non ti chiamerò…
6 Maggio 2008 a 10:49 am
Elle
??? Why? cantava Annie Lennox?
Arhur spiega altrimenti ti minaccio col cespo d’insalata!!!
6 Maggio 2008 a 11:03 am
donnaemadre
Eh no, l’insalata è mia! Toglietemi pure quella!!!!
6 Maggio 2008 a 11:08 am
arthur
Curiosona…diciamo che mi è venuto così, e poi anche “Elle” non è un nome…è implicito il bisogno di non chiamarti per nome, ci sei, cos’altro di più…
6 Maggio 2008 a 1:09 pm
mario
Sinceramente mi sto divertendo. Le mie teorie in effetti possono essere pesanti. Non lo farò più Preferisco vedere amabili conversari. In fondo la vita oggi è già di per se difficile e su queste pagine è meglio,francamente ,scherzare,a parte commentare intrigatissimi post di Elle,e relative fotografie di notevole fattura. Non aggiungo chiusure alla mia maniera,altrimenti arrivano ortaggi.
))))))
6 Maggio 2008 a 1:20 pm
Elle
Mario scusa, ma non mi sembra che per “quieto vivere” o per compiacere “amabili conversari”, qualcuno ti abbia chiesto di cambiare le tue teorie o ciò che dici o come lo dici.
Ribadisco che le porte del mio blog sono e restano aperte a qualsiasi opinione, che poi ci si possa scherzare su, è un altro discorso.
Con gli altri ci conosciamo da più tempo e quindi ci viene naturale anche “giocare”, ma senza urtare la sensibilità di nessuno.
Aggiungi pure chiusure, aperture e tutto ciò che vuoi, se c’è una cosa che rispetto altamente è la libertà di espressione, di opinione, di pensiero, di stampa, di tutto.
******Freedom******
6 Maggio 2008 a 1:43 pm
mario
Bagno con la lingua la punta della mia matita,ops,tastiera,tienti pronta,cose mai lette……..:))))
6 Maggio 2008 a 2:32 pm
arthur
Mario, uno degli amabili conversatori ringrazia…
Scusa, come mai sei così polemico?
6 Maggio 2008 a 3:26 pm
donnaemadre
Caro Arthur, devo risponderti io?
Uno dei mali di questo secolo è la solitudine, e il mondo di internet, le chat, i blog, sono anche delle possibili soluzioni, magari soluzioni tampone, o placebo, o … (ops, stavo per dire “quant’altro”…).
Il blog, rispetto per esempio a una chat, si pone forse a un livello più elevato: non è una conversazione breve e superficiale, ma un invito a riflettere più profondamente su temi importanti dell’esistenza, su sentimenti che sono più comuni di quanto possiamo pensare.
Io non conosco mario, e non ho la più pallida idea di cosa l’abbia spinto qui, a leggere e a commentare il blog da cima a fondo: ma se quello che l’ha spinto è la solitudine, quello che sta facendo è tutto sommato un modo pulito e nobile di porvi rimedio. Polemico? Magari vuole solo farsi due chiacchiere, e getta il sasso nello stagno per dare il “la” a una conversazione.
*** Che è sempre meglio dei sassi dal cavalcavia… ***
6 Maggio 2008 a 3:34 pm
arthur
Veramente avrei preferito che mi rispondesse lui, ma va bene comunque.
6 Maggio 2008 a 3:37 pm
donnaemadre
Ma lo sai che le donne devono avere sempre l’ultima parola…
*** Bisogna che cominci ad abituartici… ***
6 Maggio 2008 a 3:39 pm
donnaemadre
La sai quella battuta che dice:
“In ogni discussione mia moglie deve avere sempre l’ultima parola: ogni mio ulteriore commento è l’inizio della discussione successiva… ”
*** Tremendisia=Hiroshima ***
6 Maggio 2008 a 5:18 pm
mario
Vento di procella. Gasp. Gli è che di tanto in tanto mi piace interrompere le faccende in cui sono affacendato e scoprire posti nuovi,persone diverse,scambiare idee,concetti e verdura. No grazie al cielo la Solitudine non centra come spero neanche per Voi. Curiosità sì! E poi lo scrivere dona un’altra possibilità,almeno a me; ho la possibilità di frenare la lingua,di riflettere e alle eventuali relative rampognie,invece di “Incazzarmi”(spero si possa dire) come una bestia,considerarle nella loro giusta luce,con calma,sì con calma e la cosa mi fa bene,mi permette di respirare lungo e di non spargere sangue inutilmente.
))))
Inoltre nello specifico al di la di voli erbacei sento una certa calma un certo aplomb,ovviamente dopo le prime secchiate parate da chi,ma sicuramente da una “Donnamadre”,e chi se no! Mamma, adesso Arthur andrà ai mercati generali e io dovrò preparare il banchetto! buon pomeriggio
6 Maggio 2008 a 6:12 pm
arthur
Carissimo, a quest’ora i mercati generali sono chiusi, per tua fortuna, comunque tranquillo, per questa volta il banchetto andrai a prepararlo da qualche altra parte.
Più che altro non capisco perchè dovresti “spargere sangue inutilmente”, non pensi che anche con la parola, si intendo parola parlata, lingua che si muove nella bocca e che produce suoni, si può fare un lungo respiro di sollievo prima di blaterare? Siamo, in genere, persone pensanti e allora, non è necessario riflettere solo quando si scrive, anzi, sarebbe meglio farlo soprattutto quando si parla.
O magari ha ragione la nostra Diemme, quando dice che tu ami gettare il sasso nello stagno, però attenzione, il rischio è di intorpidire le acque, soprattutto quando sono, come in questo caso, così limpide.
Comunque tranquillo, gli ortaggi in genere li usiamo come contorno alle nostre pietanze, quindi se la tua curiosità è solo voglia di condividere, pronti, noi siamo qua, a tua completa disposizione, e parafrasando un famoso detto: Liberté, Égalité, Fraternité, che è poi, in un certo senso, quello che ha detto la nostra padrona di casa.
*** Elle, mi sono sbilanciato troppo? ***
6 Maggio 2008 a 6:40 pm
mario
SI…hai fatto una sparata inutile. Io ho scherzato,credimi,quando faccio sul serio si sente,parecchio. spero da queste poche parole di essere stato chiaro. Data la tua sensibilità vorrà dire che commenterò sulla punta dello spillo. Sono rattristato.
6 Maggio 2008 a 6:59 pm
donnaemadre
Don’t worry, be happy! Dalle nostre parti prenderci in giro è lo sport nazionale, se continui a frequentarci vedrai che i gavettoni ce li facciamo spesso (io ed Elle no, siamo Alleate!), e non solo a chiusura d’anno scolastico!
*** Anche perché, ahimé, siamo lontani dall’età scolare… ***
6 Maggio 2008 a 8:02 pm
mario
Non vale,tutti contro tutti,così non si capisce più niente e viene il fiatone:))
Allora era vero la faccenda de secchio! impuniti,ci ero cascato
6 Maggio 2008 a 8:18 pm
donnaemadre
Ma no, è solo per giocare! e non siamo tutti contro tutti…. di solito tutti contro uno… a turno…
*** ma quando è il mio turno mi butto vilmente malata… ***
6 Maggio 2008 a 8:25 pm
Elle
Ma braaaaavi oggi gavettoni in mia assenza eh???
@Arthur sbilanciati pure, figurati! la sagra del nonsense continua…
@Diemme: l’età scolare l’abbiamo passata, NOI, è vero e sinceramente se mi guardo intorno, adesso come adesso, non la rimpiango
@Mario: sono contenta di sapere che la Solitudine non c’entra, ma un respiro di sollievo lo tirerò solo quando riuscirò a leggere un tuo commento dall’inizio alla fine senza ritrovarmi col fiatone in gola e la nebbia della valpadana in testa…
Mai disperare!
6 Maggio 2008 a 8:27 pm
mario
Porc…correggerò le bozze.
7 Maggio 2008 a 10:54 am
DG
Vi amo!!!
7 Maggio 2008 a 11:19 am
donnaemadre
Pure tu?
7 Maggio 2008 a 11:35 am
Elle
Povera Madame Bovary…questo post sta prendendo sembianze sempre più strane ed inaspettate.
Tra il trash e il cult, passando per il folk…
7 Maggio 2008 a 1:12 pm
mario
A Elle-8:25 pm. Speriamo che non ci sia mancanza di coerenza…Non penso che con la sensibilità che esprimi nel proporre i tuoi argomenti di discussione ti riduca a ciò che indichi. Altrimenti sarebbe solo mera ricerca per stupire; “ma quanto è brava,chissà dove li va a scovare,etc.” Dato che mi auguro che così non sia,va da se che gli stessi vengono proposti con rigore di causa. In effetti questo argomento nasconde in esso profonde osservazioni e temi che qualche volta ci riguardano da vicino. Se poi non si vuole approfondire per mille e una ragione mi sta bene,ma in quel caso costringiamolo nell’ambito di notizia e nulla più. Ora se vuoi critica pure,sarà sicuramente fonte di chiarezza.
7 Maggio 2008 a 1:14 pm
mario
Dovè la bombola dell’Ossigeno?
)))
7 Maggio 2008 a 3:25 pm
Elle
Non ho alcun interesse a criticare Mario, un blog può avere molti scopi, io qui esprimo solo il mio modo di sentire, i miei interessi, i miei gusti, i miei tormenti…il tutto a modo mio, nel modo che sento più mio, senza preoccuparmi di piacere o non piacere.
Nè ho alcun interesse a mettermi in “vetrina” per stupire, mi piace comunicare, confrontare opinioni e punti di vista e finora sono sempre riuscita a portare avanti questa iniziale dichiarazione d’intenti.
Poi, si sa…del doman non v’è certezza…
7 Maggio 2008 a 3:36 pm
arthur
Scusate, qual’è il M_otivo del contendere?
*** Non l’ho ancora capito. ***
7 Maggio 2008 a 4:58 pm
mario
no,no,nessuna contesa,Ho cercato di esprimere un pensiero sulla sensibilità. Plado sicuramente alle proposizioni di Elle,mi sono apparse fin dall’inizio meritevoli di ampliamento nelle loro tematiche. Forse io amplio troppo le stesse e forse non dovrei farlo,non so,ditemi voi. Nel mio commento non volevo assolutamente esprimere il pensiero della “vetrina”,ma al contrario. Io sono abituato in presenza di proposizioni del genere a esplorarne i contenuti in tutte le possibili forme di confronto e discussione e come ho espresso precedentemente forse vado troppo oltre.
7 Maggio 2008 a 8:55 pm
donnaemadre
Sapete che tutta ’sta discussione mi ha fatto venire voglia di andarmelo a leggere, ’sto benedetto Madame Bovary????
*** ‘notte ‘notte… ***
7 Maggio 2008 a 9:46 pm
mario
Brava,brava,così se vorrai ne riparleremo