
Sonno intermittente stanotte e mi risveglio in questo mattino immobile e piovoso, di una pioggia lenta e fitta che guardo da dietro il vetro della finestra. E in testa ricordi che si rincorrono e si accavallano l’uno sull’altro, mossi dal vento come foglie secche appese a qualche ramo.
C’è odore di bucce di mandarini messe ad essiccare sul termosifone e alla radio questa canzone…
Cade la pioggia e tutto lava cancella le mie stesse ossa Cade la pioggia e tutto casca e scivolo sull’acqua sporca Si, ma a te che importa poi rinfrescati se vuoi questa mia stessa pioggia sporca Dimmi a che serve restare lontano in silenzio a guardare la nostra passione che muore in un angolo e non sa di noi non sa di noi non sa di noi Cade la pioggia e tutto tace lo vedi sento anch’io la pace Cade la pioggia e questa pace è solo acqua sporca e brace c’è aria fredda intorno a noi abbracciami se vuoi questa mia stessa pioggia sporca Dimmi a che serve restare lontano in silenzio a guardare la nostra passione che muore in un angolo E dimmi a che serve sperare se piove e non senti dolore come questa mia pelle che muore che cambia colore che cambia l’odore Tu dimmi poi che senso ha ora piangere piangere addosso a me che non so difendere questa mia brutta pelle così sporca tanto sporca com'è sporca questa pioggia sporca Si ma tu non difendermi adesso tu non difendermi adesso tu non difendermi piuttosto torna a fango si ma torna E dimmi che serve restare lontano in silenzio a guardare la nostra passione non muore ma cambia colore tu fammi sperare che piove e senti pure l’odore di questa mia pelle che è bianca e non vuole il colore non vuole il colore no.. no.. La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto scrivi tu la fine io sono pronto non voglio stare sulla soglia della nostra vita guardare che è finita nuvole che passano e scaricano pioggia come sassi e ad ogni passo noi dimentichiamo i nostri passi la strada che noi abbiamo fatto insieme gettando sulla pietra il nostro seme a ucciderci a ogni notte dopo rabbia gocce di pioggia calde sulla sabbia amore, amore mio questa passione passata come fame ad un leone dopo che ha divorato la sua preda ha abbandonato le ossa agli avvoltoi tu non ricordi ma eravamo noi noi due abbracciati fermi nella pioggia mentre tutti correvano al riparo e il nostro amore è polvere da sparo il tuono è solo un battito di cuore e il lampo illumina senza rumore e la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto ma scrivi tu la fine io sono pronto
E sorrido anche se mi guardo indietro, sorrido e scuoto la testa pensando a quella frase…
”Tu sei una donna forte…”
Ed io: “Lo ero…”
” No, lo sei!”


5 comments
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22 Dicembre 2007 a 12:58 pm
il naufrago
Bella canzone, bellissimo post. Mi ha fatto rivivere alcuni momenti della mia vita. Grazie.
Buone feste!
22 Dicembre 2007 a 5:17 pm
4everme
ciao bellissima, hai scelto un bellissimo pezzo per questo post…
“tu sei una dona forte”..è vero…fa che quel vento spazzi via i brutti ricordi e colori la memoria solo dei più belli.
un bacio grande, a presto!
23 Dicembre 2007 a 9:55 am
Elle
Ciao Naufrago…grazie per aver condiviso con me le tue emozioni, buon Natale anche a te!
Ciao tesorina…qui da me il vento soffia sempre forte, lo sai…raffiche che spazzano e scrollano per poi rallentare e placarsi…ma sono momenti…
13 Dicembre 2008 a 11:11 pm
spaziocorrente
Il marinaio fermo sul molo sa che la pioggia non può sempre cadere, il mare si calmerà e potrà nuovamente salpare.
Ci sono mari che sembra non si calmino mai, ma forse per via di quella corrente che arriva da fuori e che non hai ancora imparato ad affrontare.
… e mi piace pensare al sorriso di quell’uomo che si sente forte al timone, non per superbia, non per follia, ma solo perchè si ritrova a dare una rotta alla sua vita.
Grazie
3 Luglio 2009 a 9:40 pm
bAbY bAd GiRl
dawero bellissima canzone…Negramaro esprime delle emozione fortissime e tra l’ altro anke Jovanotty la mixa benissimo…
BRAVO
bebatrice97@hotmail.it