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	<title>Commenti a: Indifferenza</title>
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	<description>Penso alla scogliera in cima al paese. Di sera, in questa stagione, è immersa in un blu fondo. L&#039;acqua è liscia, immobile. Lenta copre i sassi, gli scogli appuntiti. Non fa schiuma. E il cielo, riflesso in quel foglio d&#039;acqua nera, brilla senza tremare. Non c&#039;è nessuno, a quest&#039;ora. Il silenzio lassù dev&#039;esser teso come una corda. Durissimo e freddo, appena scaldato dal frusciare secco della lampada dal faro che si apre e si chiude come un occhio.   Simona Vinci da &#34;In tutti i sensi come l&#039;amore&#34;</description>
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		<title>Di: Elle</title>
		<link>http://2elle.wordpress.com/2008/03/27/indifferenza/#comment-2213</link>
		<dc:creator>Elle</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 16:02:15 +0000</pubDate>
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		<description>Tutti i commenti fanno piacere, ma alcuni, forse fanno più piacere.
Perchè arrivano in momenti inaspettati, in giornate grigie e portano luce, perchè riscaldano laddove c&#039;è freddo.
Inaspettati, inattesi eppure con un tempismo eccezionale, sono quelli che ti sorprendono alle spalle e ti &quot;costringono&quot; per un attimo a fermati e volgerti indietro.
E queste tue parole arrivano in questa mia domenica come un dono immenso Spaziocorrente.
Impossibile spiegarti come e perchè...in questo momento sono solo emozionata ed incredibilmente stupita e grata per ciò che mi hai scritto per poter dare spiegazioni che, alla fine, non aggiungerebbero nulla di importante a ciò che stiamo dicendo.
So solo che non vorrei mai un cielo uniforme senza colore. 
A volte ho avuto persino la presunzione o l&#039;illusione di poterli vedere tutti i colori del cielo...e invece no.
Non possiamo sapere quando il cielo cambia colore, ma farsi trovare pronti ad accoglierlo è già un primo passo (e coincidenza tra le coincidenze, proprio ieri stavo scrivendoci su qualcosa da pubblicare nel mio prossimo post). 
E questo cielo di novembre sta iniziando a sfumare i suoi colori...domani è già dicembre.
Grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti i commenti fanno piacere, ma alcuni, forse fanno più piacere.<br />
Perchè arrivano in momenti inaspettati, in giornate grigie e portano luce, perchè riscaldano laddove c&#8217;è freddo.<br />
Inaspettati, inattesi eppure con un tempismo eccezionale, sono quelli che ti sorprendono alle spalle e ti &#8220;costringono&#8221; per un attimo a fermati e volgerti indietro.<br />
E queste tue parole arrivano in questa mia domenica come un dono immenso Spaziocorrente.<br />
Impossibile spiegarti come e perchè&#8230;in questo momento sono solo emozionata ed incredibilmente stupita e grata per ciò che mi hai scritto per poter dare spiegazioni che, alla fine, non aggiungerebbero nulla di importante a ciò che stiamo dicendo.<br />
So solo che non vorrei mai un cielo uniforme senza colore.<br />
A volte ho avuto persino la presunzione o l&#8217;illusione di poterli vedere tutti i colori del cielo&#8230;e invece no.<br />
Non possiamo sapere quando il cielo cambia colore, ma farsi trovare pronti ad accoglierlo è già un primo passo (e coincidenza tra le coincidenze, proprio ieri stavo scrivendoci su qualcosa da pubblicare nel mio prossimo post).<br />
E questo cielo di novembre sta iniziando a sfumare i suoi colori&#8230;domani è già dicembre.<br />
Grazie.</p>
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	<item>
		<title>Di: spaziocorrente</title>
		<link>http://2elle.wordpress.com/2008/03/27/indifferenza/#comment-2212</link>
		<dc:creator>spaziocorrente</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 15:27:03 +0000</pubDate>
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		<description>...Cerchiamo di non far entrare l&#039;indifferenza spacciandola per difesa o protezione, o peggio ancora mascherandola di sicurezze e certezze. Porteremmo agli altri un&#039;esempio di un cielo senza colore (vedi il ragazzo del tuo post). Penso sia meglio sanguinare da una ferita inferta da una mano amica, che morire allo specchio di un cuore che non vuole riflettere...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;Cerchiamo di non far entrare l&#8217;indifferenza spacciandola per difesa o protezione, o peggio ancora mascherandola di sicurezze e certezze. Porteremmo agli altri un&#8217;esempio di un cielo senza colore (vedi il ragazzo del tuo post). Penso sia meglio sanguinare da una ferita inferta da una mano amica, che morire allo specchio di un cuore che non vuole riflettere&#8230;</p>
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		<title>Di: mario</title>
		<link>http://2elle.wordpress.com/2008/03/27/indifferenza/#comment-697</link>
		<dc:creator>mario</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 May 2008 13:31:58 +0000</pubDate>
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		<description>Dejà-vu-Anche questo lo è e non solo al maschile ma in modo stragrande al femminile.  Si dovrebbe dire &quot;cresciamo&quot; &quot;porco qui e porco là&quot; ma non è facile,per niente. Troppi condizionamenti,troppi rischi,troppa ignoranza voluta e imposta.  Troppa sofferenza,sì,troppa sofferenza,voluta e imposta,si,proprio così,e non fate i buonisti,voi che avete seppellito l&#039;anima sotto al tappetino di casa vostra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dejà-vu-Anche questo lo è e non solo al maschile ma in modo stragrande al femminile.  Si dovrebbe dire &#8220;cresciamo&#8221; &#8220;porco qui e porco là&#8221; ma non è facile,per niente. Troppi condizionamenti,troppi rischi,troppa ignoranza voluta e imposta.  Troppa sofferenza,sì,troppa sofferenza,voluta e imposta,si,proprio così,e non fate i buonisti,voi che avete seppellito l&#8217;anima sotto al tappetino di casa vostra.</p>
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		<title>Di: DG</title>
		<link>http://2elle.wordpress.com/2008/03/27/indifferenza/#comment-571</link>
		<dc:creator>DG</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 13:23:44 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;L&#039;entusiasmo è un vulcano sulla cui cima non cresce l&#039;erba dell&#039;indifferenza&quot;

Come uomo mi sento chiamato in causa.
Mai riuscito ad essere indifferente di fronte ad una persona che ha attirato la mia attenzione. A dire il vero nemmeno se è una persona che non rientra nelle mie grazie. La galanteria e l&#039;essere cavalleresco è un modo di fare che oggi l&#039;uomo non conosce più. E&#039; più facile considerare la donna una bistecca. L&#039;unica indifferenza che manifesto è quella a fronte di una presunta superiorità. Le ragazze che si sentono troppo belle ad esempio. A quelle sono indifferente...dopo tutto a me basta una parola!

;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;entusiasmo è un vulcano sulla cui cima non cresce l&#8217;erba dell&#8217;indifferenza&#8221;</p>
<p>Come uomo mi sento chiamato in causa.<br />
Mai riuscito ad essere indifferente di fronte ad una persona che ha attirato la mia attenzione. A dire il vero nemmeno se è una persona che non rientra nelle mie grazie. La galanteria e l&#8217;essere cavalleresco è un modo di fare che oggi l&#8217;uomo non conosce più. E&#8217; più facile considerare la donna una bistecca. L&#8217;unica indifferenza che manifesto è quella a fronte di una presunta superiorità. Le ragazze che si sentono troppo belle ad esempio. A quelle sono indifferente&#8230;dopo tutto a me basta una parola!</p>
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		<title>Di: Elle</title>
		<link>http://2elle.wordpress.com/2008/03/27/indifferenza/#comment-516</link>
		<dc:creator>Elle</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 08:38:26 +0000</pubDate>
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		<description>Tenere il cervello acceso è un&#039;arma a doppio taglio, se per cervello intendiamo razionalità, quella razionalità che con le emozioni fa fatica ad incastrarsi. Almeno il mio. 
E l&#039;indifferenza è nemica dell&#039;emozione, è assenza di emozioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tenere il cervello acceso è un&#8217;arma a doppio taglio, se per cervello intendiamo razionalità, quella razionalità che con le emozioni fa fatica ad incastrarsi. Almeno il mio.<br />
E l&#8217;indifferenza è nemica dell&#8217;emozione, è assenza di emozioni.</p>
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	<item>
		<title>Di: donnaemadre</title>
		<link>http://2elle.wordpress.com/2008/03/27/indifferenza/#comment-515</link>
		<dc:creator>donnaemadre</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 04:54:43 +0000</pubDate>
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		<description>Ho paura che l&#039;indifferenza non si cura tenendo il cervello acceso... anzi, oggi come oggi il cervello è proprio quello che alimenta l&#039;indifferenza: secondo te perché la gente non si ferma a soccorrere chi sta male? Secondo me per paura delle aggressioni, visto che tante volte un finto malato ha aggredito la persona che si era chinata a soccorrerlo. Purtroppo la vita ti insegna che non si danno passaggi agli autostoppisti (mentre l&#039;idea, di per sé, è decisamente costruttiva, per chi riesce a viaggiare il mondo gratis, e per chi agevola tutto ciò ottenendone in cambio una bella chiacchierata che gli fa compagnia spezzando la noia della guida solitaria), la cronaca quotidiana ci insegna che tutto è pericoloso.
Una volta, da ragazza, io e una mia amica girammo un sacco di case per fare una colletta per il brefotrofio presso il quale facevo volontatiato, e quando l&#039;assesitente sociale lo seppe le si rizzarono i capelli in testa: &quot;figliole, vi rendete conto a che vi siete esposte?&quot;. In realtà, siamo sempre state prudenti e non siamo mai entrate in nessuna casa, però...
Ci disse pure che era reato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho paura che l&#8217;indifferenza non si cura tenendo il cervello acceso&#8230; anzi, oggi come oggi il cervello è proprio quello che alimenta l&#8217;indifferenza: secondo te perché la gente non si ferma a soccorrere chi sta male? Secondo me per paura delle aggressioni, visto che tante volte un finto malato ha aggredito la persona che si era chinata a soccorrerlo. Purtroppo la vita ti insegna che non si danno passaggi agli autostoppisti (mentre l&#8217;idea, di per sé, è decisamente costruttiva, per chi riesce a viaggiare il mondo gratis, e per chi agevola tutto ciò ottenendone in cambio una bella chiacchierata che gli fa compagnia spezzando la noia della guida solitaria), la cronaca quotidiana ci insegna che tutto è pericoloso.<br />
Una volta, da ragazza, io e una mia amica girammo un sacco di case per fare una colletta per il brefotrofio presso il quale facevo volontatiato, e quando l&#8217;assesitente sociale lo seppe le si rizzarono i capelli in testa: &#8220;figliole, vi rendete conto a che vi siete esposte?&#8221;. In realtà, siamo sempre state prudenti e non siamo mai entrate in nessuna casa, però&#8230;<br />
Ci disse pure che era reato.</p>
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	<item>
		<title>Di: il naufrago</title>
		<link>http://2elle.wordpress.com/2008/03/27/indifferenza/#comment-514</link>
		<dc:creator>il naufrago</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 22:11:14 +0000</pubDate>
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		<description>Bhè, come secondo me giustamente ha detto donnaemadre, alle volte l&#039;indifferenza (che poi è solo quello che vogliamo che gli altri percepiscano, visto che dentro di noi i sentimenti ci sono, eccome se ci sono, altrimenti non dovremmo reprimerli...), è semplicemente un sistema di difesa, che spesso si attiva automaticamente. Altro è il livello di disumana mancanza di consapevolezza di sè e degli altri (come l&#039;episodio citato da donnaemadre con la sua bambina), che è un comportamento patologico. Purtroppo quasi tutto, nella sostra società, ci spinge a fregarcene dei nostri sentimenti (e di quelli degli altri). Per questo è importante decidere di tenere il nostro cervello sempre ben acceso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bhè, come secondo me giustamente ha detto donnaemadre, alle volte l&#8217;indifferenza (che poi è solo quello che vogliamo che gli altri percepiscano, visto che dentro di noi i sentimenti ci sono, eccome se ci sono, altrimenti non dovremmo reprimerli&#8230;), è semplicemente un sistema di difesa, che spesso si attiva automaticamente. Altro è il livello di disumana mancanza di consapevolezza di sè e degli altri (come l&#8217;episodio citato da donnaemadre con la sua bambina), che è un comportamento patologico. Purtroppo quasi tutto, nella sostra società, ci spinge a fregarcene dei nostri sentimenti (e di quelli degli altri). Per questo è importante decidere di tenere il nostro cervello sempre ben acceso.</p>
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	<item>
		<title>Di: Elle</title>
		<link>http://2elle.wordpress.com/2008/03/27/indifferenza/#comment-513</link>
		<dc:creator>Elle</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 08:58:16 +0000</pubDate>
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		<description>@Fabio: neanch&#039;io me ne dispiaccio...nè per te nè per me intendo, siamo forse passionali, ma non conosco altri modi per &quot;sentire&quot; un&#039;emozione.

@Arthur: l&#039;indifferenza che racconti nell&#039;episodio del passante riverso in mezzo alla strada è molto significativo di una società che è sempre meno abituata a prestare attenzione, troppo intenta a consumare tutto velocemente, per potersi fermare a guardare, soprattutto quando quel fermarsi ti costringe poi a guardare in faccia una sofferenza, un dolore, un disagio altrui.
Questo è solo uno dei tanti modi in cui può colpire l&#039;indifferenza, e sono d&#039;accordo con Diemme, in questi casi si rasenta il disumano.
Poi c&#039;è l&#039;indifferenza come mezzo di difesa, tipo quella che racconto nell&#039;episodio adolescenziale che ho vissuto. In quel caso era una specie di maschera da indossare per occultare un interesse, ma a volte è anche normale mostrarsi indifferenti per paura di soffrire.
Al tempo non mi era molto chiaro il concetto...ora con qualche consapevolezza in più acquisita con l&#039;età e l&#039;esperienza posso dire di aver capito che certi scudi se usati a sproposito possono creare più danni che benefici. E qui arriviamo a Diemme...

@Diemme: proteggersi va bene, ma anestetizzarsi al punto tale da non poter/voler sentire, no! Anche se a volte lo si desidera, è un inganno verso sè stessi in cui non si dovrebbe mai incorrere.
Perchè è il vuoto emozionale l&#039;indifferenza peggiore!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Fabio: neanch&#8217;io me ne dispiaccio&#8230;nè per te nè per me intendo, siamo forse passionali, ma non conosco altri modi per &#8220;sentire&#8221; un&#8217;emozione.</p>
<p>@Arthur: l&#8217;indifferenza che racconti nell&#8217;episodio del passante riverso in mezzo alla strada è molto significativo di una società che è sempre meno abituata a prestare attenzione, troppo intenta a consumare tutto velocemente, per potersi fermare a guardare, soprattutto quando quel fermarsi ti costringe poi a guardare in faccia una sofferenza, un dolore, un disagio altrui.<br />
Questo è solo uno dei tanti modi in cui può colpire l&#8217;indifferenza, e sono d&#8217;accordo con Diemme, in questi casi si rasenta il disumano.<br />
Poi c&#8217;è l&#8217;indifferenza come mezzo di difesa, tipo quella che racconto nell&#8217;episodio adolescenziale che ho vissuto. In quel caso era una specie di maschera da indossare per occultare un interesse, ma a volte è anche normale mostrarsi indifferenti per paura di soffrire.<br />
Al tempo non mi era molto chiaro il concetto&#8230;ora con qualche consapevolezza in più acquisita con l&#8217;età e l&#8217;esperienza posso dire di aver capito che certi scudi se usati a sproposito possono creare più danni che benefici. E qui arriviamo a Diemme&#8230;</p>
<p>@Diemme: proteggersi va bene, ma anestetizzarsi al punto tale da non poter/voler sentire, no! Anche se a volte lo si desidera, è un inganno verso sè stessi in cui non si dovrebbe mai incorrere.<br />
Perchè è il vuoto emozionale l&#8217;indifferenza peggiore!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: donnaemadre</title>
		<link>http://2elle.wordpress.com/2008/03/27/indifferenza/#comment-512</link>
		<dc:creator>donnaemadre</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 08:35:11 +0000</pubDate>
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		<description>Però l&#039;indifferenza può essere anche legittima difesa. A volte si soffre troppo, e si arriva a volersi anestetizzare, tagliare il filo che lega alle emozioni per non soffrire ancora. Certo, è una morte cerebrale, ma si può giudicare?
Anche a me è successo un episodio analogo a quello raccontato da Arthur, ma nel mio caso la persona a terra ero io. Ero con mia figlia, io per terra, mia figlia piccola accanto spaventatissima, il tutto su una strada molto frequentata, sia a livello di pedoni che di traffico automobilistico. Non solo non si è fermato nessuno, non solo è stato impressionante vedere la gente che mi girava intorno, ignorando pure la bambina spaventata ma, più sconvolgente di tutto, è stata una ragazza che mi ha scavalcato. Qui non stiamo parlando di indifferenza, ma di essere diventati disumani!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Però l&#8217;indifferenza può essere anche legittima difesa. A volte si soffre troppo, e si arriva a volersi anestetizzare, tagliare il filo che lega alle emozioni per non soffrire ancora. Certo, è una morte cerebrale, ma si può giudicare?<br />
Anche a me è successo un episodio analogo a quello raccontato da Arthur, ma nel mio caso la persona a terra ero io. Ero con mia figlia, io per terra, mia figlia piccola accanto spaventatissima, il tutto su una strada molto frequentata, sia a livello di pedoni che di traffico automobilistico. Non solo non si è fermato nessuno, non solo è stato impressionante vedere la gente che mi girava intorno, ignorando pure la bambina spaventata ma, più sconvolgente di tutto, è stata una ragazza che mi ha scavalcato. Qui non stiamo parlando di indifferenza, ma di essere diventati disumani!</p>
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	<item>
		<title>Di: arthur</title>
		<link>http://2elle.wordpress.com/2008/03/27/indifferenza/#comment-511</link>
		<dc:creator>arthur</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 18:51:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://2elle.wordpress.com/?p=137#comment-511</guid>
		<description>L’indifferenza...male del secolo; forse lo è sempre stato, perchè l’indifferenza colpisce chi, non vuole essere cionvolto delle cose altrui.

E allora, mi viene in mente un episodio di tanti anni fa, ma che potrebbe essere attuale, tanto è frequente nelle nostre città.
Ero in giro per il centro di Milano e, sotto i portici del centralissimo Viale Vittorio Emanuele, scorgo un uomo sdraiato per terra, che sembrava stesse male. Ero dall’altra parte del marciapiede e, la cosa che più mi colpì, fu innanzitutto la gente che gli passava vicino e, che pur guardandolo, non accennava a fermarsi. Ho attraversato, mi sono chinato su di lui, per chiedergli se stesse male o se avesse bisogno di qualcosa e, improvvisamente si formò un capannello di persone, dapprima un po’ in disparte e dopo, sempre più vicine, curiose, interessate.

Ecco, l’indifferenza è paura del coinvolgimento in cose che “non ci appartengono” in cose che non ci toccano da vicino o forse paura delle sofferenze altrui, paura di non sapere cosa fare.

Coinvolgimento che è emozione, vuol dire per una volta mettersi nei panni dell’altro, e se soffre, soffrire di quella sofferenza e cercare il modo migliore per aiutarlo, ma tutto questo implica un’enorme considerazione della persona che ci sta accanto e poi, che perdita di tempo...

Ormai siamo schiavi dei nostri “variopinti” egoismi, e l’altro ci interessa solo se non ci coinvolge troppo personalmente. E’ frequente sentire, “lascia stare”, “di che t’impicci”, è frequente girarsi dall’altra parte per non vedere, tranne poi coinvolgersi in storie contorte di cronaca nera, che la TV spesso ci propina, in tutte le salse, senza trascurare neanche il più piccolo dei particolari. 
Ma è una storia di altri, noi siamo solo spettatori, protetti da un mobile di plastica.

Poi c’è l’indifferenza di chi non ascolta, l’indifferenza di chi non gl’importa nulla se tu ci sei oppure no, l’indifferenza se l’altro ha paura, se l’altro ha da mangiare, se l’altro ha una vita da vivere, l’indifferenza se si distrugge la natura, l’indifferenza su ciò che è giusto e su ciò che è sbagliato, l’indifferenza che ti fa diventare vittima e al tempo stesso carnefice, un po’ come Grace, la protagonista di Dogville, nel bellissimo film di Lars von Trier, che usa una pietas oltre ogni limite, per sopportare la vigliacca natura umana che la circonda.

Ho molto paura dell’indifferenza, perchè se mai la dovessi provare, vorrebbe dire che ho smesso di provare emozioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L’indifferenza&#8230;male del secolo; forse lo è sempre stato, perchè l’indifferenza colpisce chi, non vuole essere cionvolto delle cose altrui.</p>
<p>E allora, mi viene in mente un episodio di tanti anni fa, ma che potrebbe essere attuale, tanto è frequente nelle nostre città.<br />
Ero in giro per il centro di Milano e, sotto i portici del centralissimo Viale Vittorio Emanuele, scorgo un uomo sdraiato per terra, che sembrava stesse male. Ero dall’altra parte del marciapiede e, la cosa che più mi colpì, fu innanzitutto la gente che gli passava vicino e, che pur guardandolo, non accennava a fermarsi. Ho attraversato, mi sono chinato su di lui, per chiedergli se stesse male o se avesse bisogno di qualcosa e, improvvisamente si formò un capannello di persone, dapprima un po’ in disparte e dopo, sempre più vicine, curiose, interessate.</p>
<p>Ecco, l’indifferenza è paura del coinvolgimento in cose che “non ci appartengono” in cose che non ci toccano da vicino o forse paura delle sofferenze altrui, paura di non sapere cosa fare.</p>
<p>Coinvolgimento che è emozione, vuol dire per una volta mettersi nei panni dell’altro, e se soffre, soffrire di quella sofferenza e cercare il modo migliore per aiutarlo, ma tutto questo implica un’enorme considerazione della persona che ci sta accanto e poi, che perdita di tempo&#8230;</p>
<p>Ormai siamo schiavi dei nostri “variopinti” egoismi, e l’altro ci interessa solo se non ci coinvolge troppo personalmente. E’ frequente sentire, “lascia stare”, “di che t’impicci”, è frequente girarsi dall’altra parte per non vedere, tranne poi coinvolgersi in storie contorte di cronaca nera, che la TV spesso ci propina, in tutte le salse, senza trascurare neanche il più piccolo dei particolari.<br />
Ma è una storia di altri, noi siamo solo spettatori, protetti da un mobile di plastica.</p>
<p>Poi c’è l’indifferenza di chi non ascolta, l’indifferenza di chi non gl’importa nulla se tu ci sei oppure no, l’indifferenza se l’altro ha paura, se l’altro ha da mangiare, se l’altro ha una vita da vivere, l’indifferenza se si distrugge la natura, l’indifferenza su ciò che è giusto e su ciò che è sbagliato, l’indifferenza che ti fa diventare vittima e al tempo stesso carnefice, un po’ come Grace, la protagonista di Dogville, nel bellissimo film di Lars von Trier, che usa una pietas oltre ogni limite, per sopportare la vigliacca natura umana che la circonda.</p>
<p>Ho molto paura dell’indifferenza, perchè se mai la dovessi provare, vorrebbe dire che ho smesso di provare emozioni.</p>
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