h002403_l.jpeg

Accade, sovente, che durante la notte diventi tutto più chiaro, apparente controsenso…e nell’oscurità scompaia invece quel chiarore dove spesso le idee scelgono la notte per trovare il loro luogo.
Le mie, che spesso usavo la notte, e il sonno altrui, per scrivere indisturbata…musica in sottofondo, perché la potenziale fonte di disturbo aiutasse la concentrazione ed evitasse ai pensieri di volare indisturbati, e via per ore, finché gli occhi, verso l’alba, si chiudevano da soli.
Un sogno rivelatore, il soffio lieve sulle palpebre ad ispirare nuovi umori, sono tutti segni che la notte sceglie per indicare il cammino. Netto, preciso, segnato dal via vai di lucciole ad indicar la strada…peccato giunga poi il mattino, a confondere le idee.
La notte non ha misura e ne ha infinite…ed una insonne può sembrare senza fine, se trascorsa in solitudine a desiderare le braccia di Morfeo, ma se le braccia che ci circondano sono quelle può trascorrere in un soffio, in un battito di ciglia.
Giulietta non ode forse l’usignolo, al posto dell’allodola annunciatrice del mattino?

Le notti più lunghe della mia vita le ho trascorse sul mare d’estate, chiacchierate notturne sotto lo sguardo mite delle stelle, dove si sciolgono i dubbi…ed i vestiti, a volte. Nel buio, il rossore si nasconde, la luna “occhio vigile” sfuma lineamenti troppo duri e aggiunge fascino ad altri particolari. La notte dilata i tempi come per magia, rallenta e accelera col ritmo del respiro e del desiderio. A volte troppo corta, come una coperta che lascia i piedi al freddo, altre lunga di timori ed ansie, che nel buio si allargano come la tela di un pittore.
Tenera è la notte come un romanzo di Francis Scott Fitzgerald…un libro strano, di certo molto triste…come a volte la notte lo è. Salda, unisce, rompe gli indugi…si nutre di magia e magia diffonde nell’aria. Attenua i difetti. Muta l’oggetto dei nostri desideri nel desiderio stesso.

(Sonundrack: Patti Smith - Because the night)