Accade, sovente, che durante la notte diventi tutto più chiaro, apparente controsenso…e nell’oscurità scompaia invece quel chiarore dove spesso le idee scelgono la notte per trovare il loro luogo.
Le mie, che spesso usavo la notte, e il sonno altrui, per scrivere indisturbata…musica in sottofondo, perché la potenziale fonte di disturbo aiutasse la concentrazione ed evitasse ai pensieri di volare indisturbati, e via per ore, finché gli occhi, verso l’alba, si chiudevano da soli.
Un sogno rivelatore, il soffio lieve sulle palpebre ad ispirare nuovi umori, sono tutti segni che la notte sceglie per indicare il cammino. Netto, preciso, segnato dal via vai di lucciole ad indicar la strada…peccato giunga poi il mattino, a confondere le idee.
La notte non ha misura e ne ha infinite…ed una insonne può sembrare senza fine, se trascorsa in solitudine a desiderare le braccia di Morfeo, ma se le braccia che ci circondano sono quelle può trascorrere in un soffio, in un battito di ciglia.
Giulietta non ode forse l’usignolo, al posto dell’allodola annunciatrice del mattino?
Le notti più lunghe della mia vita le ho trascorse sul mare d’estate, chiacchierate notturne sotto lo sguardo mite delle stelle, dove si sciolgono i dubbi…ed i vestiti, a volte. Nel buio, il rossore si nasconde, la luna “occhio vigile” sfuma lineamenti troppo duri e aggiunge fascino ad altri particolari. La notte dilata i tempi come per magia, rallenta e accelera col ritmo del respiro e del desiderio. A volte troppo corta, come una coperta che lascia i piedi al freddo, altre lunga di timori ed ansie, che nel buio si allargano come la tela di un pittore.
Tenera è la notte come un romanzo di Francis Scott Fitzgerald…un libro strano, di certo molto triste…come a volte la notte lo è. Salda, unisce, rompe gli indugi…si nutre di magia e magia diffonde nell’aria. Attenua i difetti. Muta l’oggetto dei nostri desideri nel desiderio stesso.
(Sonundrack: Patti Smith - Because the night)


18 comments
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Aprile 5, 2008 a 12:39 pm
panirlipe
a quattordici anni mi ero preso una cotta smisurata per patti smith, amore che si è allentato quando lei divenne troppo commerciale ma soprattutto con il crescere degli anni, che mette un po’ di razionalità nella testa e fa vedere le cose diversamente.
Io ho vissuto tante notti, tendenzialmente non andrei mai a letto, mi piace stare da solo quando tutti dormono, leggere o scrivere e immaginare che sia una notte infinita
Aprile 5, 2008 a 12:51 pm
donnaemadre
La notte a volte porta consiglio, a volte no. Sicuramente porta pensieri che di giorno non ci sono, porta un’illuminazione interiore che forse la luce del giorno oscura un po’. “Notte di note”, cantava Claudio Baglioni, e io ripenso a tutte le mie notti, raramente magiche, sicuramente intense.
A me quello che che piace di più è il risveglio, quella musica dolce alle cinque del mattino, quando i pensieri della notte hanno riposato, quando il giorno, con tutte le sue attività deve ancora iniziare: quello è tempo mio, sotto le coperte calde, cullata dalle note, distesa. A quell’ora è spesso ancora buio, ed è quella la mia notte, quella un attimo prima dell’alba, quell’alba che ti porta quel chiarore che ti strappa un sorriso, ti infonde la speranza, e ti offre un altro giorno di quelli in cui tutto può succedere. Tutte le cose più belle.
Aprile 5, 2008 a 1:07 pm
Elle
@Panir: se sei uno che non andrebbe mai a letto e che ama la notte allora sei “gufo”…si dice di chi appunto ama far le ore piccole.
La canzone l’ho inserita più che per Patti Smith che considero comunque una brava artista, per la canzone in sè…”because the night among two lovers…”, mi suonava in testa mentre scrivevo.
@Diemme: e tu invece sei “allodola” ami il risveglio e le prime luci del mattino. Un’allodola sorridente…è così che ti vedo.
Aprile 5, 2008 a 1:08 pm
donnaemadre
E’ così che sono…
Aprile 5, 2008 a 1:16 pm
Elle
Non per niente siamo anche state raffigurate come “piccione” sulla targa…bisognerà avvertire Arthur che una è senz’altro allodola
Aprile 5, 2008 a 2:00 pm
donnaemadre
No, ti prego, non dirgli niente, altrimenti non mi chiamerà mai “piccioncina mia”…
*** allodoletta mia non fa lo stesso effetto ***
Aprile 5, 2008 a 4:06 pm
Elle
Decisamente no, non farebbe lo stesso effetto!
Io non ho detto niente…ma lui ha già letto e provveduto
Aprile 5, 2008 a 7:08 pm
panirlipe
sì, un gufo solitario perchè le ore piccole le faccio a casa. Allo stesso tempo mi piacciono anche le ore del primo mattino, quando tutti dormono e la città si risveglia. NOn sempre mi succede di godere di questo. Anche se io sono uno che dorme poco, devo costringermmi a stare a letto.
Aprile 6, 2008 a 1:10 am
arthur
Benvenuti nel club dei nottambuli.
Il ricordo più bello che ho, ancora indelebile, è di quando ero a Firenze (ho fatto parte dell’università…) e, una notte non riuscendo a dormire, sono uscito di casa e sono andato a spasso per la città. Ho girovagato senza meta, fino a quando mi sono ritrovato su Ponte Vecchio, mentre albeggiava.
Mi sono fermato, ho guardato il sole che sorgeva dall’Arno e dopo, pian pianino sono ritornato a casa. Quella sensazione, complice anche la mia solitudine del momento, mi ha come impresso nella memoria l’immagine di quell’alba, che dopo tanti anni, è rimasta intatta.
Per il resto, personalmente vivrei di notte…
Aprile 6, 2008 a 7:16 am
donnaemadre
Io ricordo notti passate con gli amici, a cantare sulle scale del Campidoglio, ma non abbiamo neanche risparmiato quelle di Trinità dei Monti. E poi ricordo una notte con un amico, a scorazzare per la città fino alle cinque del mattino, con tanto di puntata in cornetteria, e qui cornetti fragranti che sbriciolavano sulla sua lussuosa Mercedes di cui era così geloso… Era uno di quegli uomini che non credeva nell’amicizia tra uomo e donna, e sono vent’anni che siamo amici e basta: su quante cose si è dovuto ricredere!
*** @A_ [...omissis...] ***
Aprile 6, 2008 a 11:19 am
panirlipe
cè stato un tempo che lavoravo di notte, da mezzanotte alle sei. Rientravo a casa al mattino ed era inevitabile fermarsi a prendere il giornale e poi fare una sosta in panificio. Ed una volta a casa era un piacere fare colazione, leggere il giornale e dire: “adesso tocca a voi andare al lavoro!”
E così arrivavano le otto, le nove…non sarei mai andato a dormire, anche se era giorno
Aprile 6, 2008 a 11:40 am
Elle
@Arthur: quelle tue passeggiate notturne…mi riportano alla memoria qualcuno, una persona che come te, amava le passeggiate solitarie in notturno ed inconsapevolmente lì, in quelle strade vuote (di persone) ma piene (di “dettagli”
ritrovava sempre un po’ di sè.
E tornando a casa con un po’ di notte in tasca e tante emozioni nel cuore poi, si metteva a scrivere…
@Diemme: tu ed il tuo potere persuasivo! non faccio fatica a pensare che il tuo amico si sia dovuto ricredere su un sacco di cose, con te “ricredersi” dev’essere all’ordine del giorno
@Panir: lavorare di notte…mi hai fatto venire in mente una canzone un po’ datata di Jovanotti, “La gente della notte”.
La dedico a tutto il club dei nottambuli (per te Diemme c’è anche il riferimento ai cornetti caldi!)
La notte è più bello
si vive meglio
per chi fino alle cinque
non conosce sbadiglio
e la città riprende fiato
e sembra che dorma
e il buio la trasforma
e gli cambia forma
e tutto è più tranquillo tutto è vicino
e non esiste traffico
non c’è casino
almeno quello brutto
quello che stressa
la gente della notte
è sempre la stessa
ci si conosce tutti come in un paese
sempre le stesse facce
mese dopo mese
e il giorno cambia leggi
cambia governi
e passano le estati
e passano gli inverni
la gente della notte
sopravvive sempre
nascosta nei locali
confusa tra le ombre
la gente della notte
fa lavori strani
certi nascono oggi
e finiscono domani
baristi spacciatori
puttane e giornalai
poliziotti travestiti
gente in cerca di guai
padroni di locali
spogliarelliste
camionisti metronotte
ladri e giornalisti
fornai e pasticceri
fotomodelle
di notte le ragazze
sembrano tutte belle
e a volte becchi
una in discoteca
la rivedi la mattina
e ti sembra una strega
la notte fa il suo gioco
e ti serve anche a quello
a far sembrare tutto
tutto un po’ più bello
parlare in una macchina
davanti a un portone
ed alle quattro e mezzo
fare colazione
con i cornetti caldi
e il caffelatte
e quando sorge il sole
dire buonanotte
e leggere il giornale
prima di tutti
sapere in anteprima
tutti i fatti belli e brutti
di notte le parole
scorrono più lente
però è molto più facile
parlare con la gente
conoscere le storie
ognuna originale
sapere che nel mondo
nessuno è normale
ognuno avrà qualcosa
che ti potrà insegnare
gente molto diversa
di ogni colore
a me piace la notte
gli voglio bene
che vedo tante albe
e pochissime mattine
la notte mi ha adottato
e mi ha dato un lavoro
che mi piace un sacco
anzi io l’adoro
mi chiamo jovanotti
e faccio il deejay
non vado mai a dormire
prima delle sei
Aprile 6, 2008 a 12:03 pm
donnaemadre
Cara Elle, che bel complimento che mi hai fatto! Sì, è così, mi capita spesso di riuscire a far vedere le persone con altri occhi, e farle ricredere. Questa è una cosa che mi disse una volta anche un mio carissimo amico, uno di quelli tipo rottweiler, deciso, decisionista, determinato (’na ‘nticchia prepotente), n lauree e master presi in tutte le parti del mondo: insomma sentirmi dire da lui che ero l’unica persona capace di fargli cambiare opinione, mi sorprese e mi spiazzò decisamente un po’, ma mi fece anche e soprattutto enormemente piacere.
Tra le altre cose, lui è l’unico uomo al mondo che rifiutai perché lo ritenevo decisamente “troppo”, con lui mi sentivo sempre in prima elementare, in eterno stato di soggezione: e per fare sentire così la Tremendisia, vi ho detto tutto del soggetto!
*** A volte mi sorge il dubbio che A_ possa avere lo stesso difetto… ***
Aprile 6, 2008 a 12:06 pm
panirlipe
una delle cose che mi piacevano di più del lavoro notturno era il bollettino del mare. Ascoltato di notte fa tutto un altro effetto. Sentire parlare di mari, venti forza quattro da sud-est e poi qualche annuncio finale (cercasi mozzo per…
ti calava in un’atmosfera tutta particolare, sognante. Ti faceva viaggiare. Quasi quasi stanotte mi alzo e mi sintonizzo sulla rai per riascoltarlo.
Aprile 6, 2008 a 2:21 pm
measumma
ciao, sono ancora spaesato su wordpress, ma il tuo blog fa certo parte della mia dimensione… “me”… dammi qualche dritta…
Ciao, measumma
Aprile 6, 2008 a 6:54 pm
Elle
Ciao measumma.
Sinceramente “spaesata” mi ci sento io.
Ho sfogliato un po’ il tuo blog ed ho visto che scrivi da settembre 2007, che dritte ti dovrei dare? non saprei…
Un po’ sibillino il tuo commento…
Aprile 7, 2008 a 11:26 am
4ever4me
le mie, di notti, passano uguali da sempre…i pensieri del giorno sanno perfettamente quando abbandonarmi e lasciare così liberi i miei desideri e le mie paure di prendere il loro posto…una perfetta sincronia di inquietudini più o meno conscie…ma la notte ha sempre una magia diversa, anche per me, che finalmente mi abbandono…
tesorina, un bacio…riuscirò ad aprirti le porte? a te e agli altri che sono stata costretta, in quel modo, a tagliare fuori…devo, io devo…sarà questione di tempo, ma troverò la soluzione…la priorità adesso è salvaguardarmi, lo sai …tvb
Aprile 7, 2008 a 11:47 am
Elle
Sì che lo so…ti sono vicina, non preoccuparti.
E nell’attesa…qui è sempre aperto, non è come casa tua lo so, ma mi piacerebbe che un po’ lo fosse lo stesso…