E il vento continua a soffiare…insistente ed inquieto come me…soffia forte sembra quasi potermi alzare da terra.
Lascio allora che queste valanghe improvvise d’aria mi raggiungano: vorrei aggrapparmi ma non ho appigli, mentre una vocina interna dice “Aggrappati perché non ci si allena a restare lì in bilico”
Una sorta di ”sospensione dell’essere”, una vertigine che diventa assurdamente l’unica cosa che mantiene vivi senza neppure un po’ di fiato per respirarla.
Aggrappati!
Riflettere, moderare, ponderare…termini che dovrei aggiungere alle altre voci del mio vocabolario personale, con il tempo e con la maturità degli anni a venire, forse…chissà…
Ho voglia di spazi, di idee e cieli dove lo sguardo si perde…altra aria, emozioni…e di quel battito in più che manca al mio cuore.
Ho bisogno di baci nuovi, teneri e concupiscenti, avidi e generosi nel loro offrirsi.
Baci di parole sciolti come miele a riempir silenzi che non fanno più paura.


18 comments
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Aprile 13, 2008 a 7:41 pm
engelsblick
C’è una meravigliosa aspirazione di libertà, nelle tue parole.
Nella vita ci insegnano che dobbiamo “razionalizzarla” - che crescere e diventare maturi significa sapere incasellare ogni cosa in una categoria prestabilita, costruita ad hoc. Mettere ordine, non fare confusione.
C’è un filosofo - e da filosofa non posso che non fare questi riferimenti di tanto in tanto - che ha cercato di opporsi a questo obbligo che avrebbe definito “umano, troppo umano”. Era un filosofo che contrapponeva al rigidismo di un razionalismo soffocante e castrante, l’ebbrezza e la danza.
E’ forse un caso che sia morto pazzo?
*e comunque il filosofo si chiamava Nietzsche!*
Aprile 13, 2008 a 8:08 pm
donnaemadre
La danza, il canto, l’amore, la libertà, sono gli unici modi per onorare lla vita. Che ci è stata data per viverla nella sua pienezza, ci è stato dato un mondo pieno di possibilità, e soprattutto ci ha dato tante persone da amare e da cui farci amare. E, come dicevo in maniera molto prosaica al prof di mia figlia a proposito della genitrice schizzata di una delle due bulle, “Con sei miliardi di persone al mondo, sono sicura che di qualcuna posso fare a meno”.
Ecco, forse il segreto è proprio questo: saper dire di no (vi ricordate il mio post “Soffrire e compiacere”?), e saper mandare al diavolo le persone che ci risucchiano energia (e con queste non intendo assolutamente coloro che hanno bisogno di assistenza).
Hai “bisogno di baci nuovi, teneri e concupiscenti”? Sei in buona compagnia. Ma bisogna mettersi in condizione di poterli vivere in piena libertà, sennò hanno un retrogusto amaro, e lasciano lividi, contusioni e dolori vari qua e là.
*** Diventa aria e vento, e bacia la vita! ***
Aprile 14, 2008 a 9:26 am
emaki81
I baci che non sono vissuti in libertà sono amari…è vero…
Aprile 14, 2008 a 9:37 am
Elle
Cara Engels, bentornata su queste pagine.
Non ho studiato filosofia ma se non ricordo male mi sembra fosse proprio Nietzsche che diceva “ciò che non uccide ci rafforza”.
Ecco, se penso a questa frase ciò che tu hai chiamato “aspirazione di libertà” assume un senso molto preciso nel contesto del mio post.
Che sia morto pazzo non mi sorprende…le personalità che più si interrogano e più scavano dentro e fuori dal proprio io, spesso sono considerate - a torto - così.
@Diemme, @Emaki: forse sono stata troppo simbolica nell’usare l’espressione “baci nuovi, teneri e concupiscenti”, ho il vizio di parlare per metafore troppo strette a volte, di accostare parole apparentemente in controsenso tra loro (teneri/concupiscenti), mi piace creare dissonanza…un vizio stilistico se vogliamo…
Ma nella frase sottostante spiego cosa sono quei baci, non baci fine a sè stessi ma “baci di parole” che riempiono silenzi…è un po’ diverso.
Conosco quel retrogusto amaro che ti può lasciare addosso un bacio “rubato”, ci sono sapori che non si dimenticano mai e questo è senz’altro uno di quelli.
Baciare la vita? Assolutamente sì, sempre! anche quando in risposta ho ricevuto uno schiaffo.
Aprile 14, 2008 a 9:56 am
donnaemadre
Teneri e concupiscenti non sono in contraddizione…
Aprile 14, 2008 a 10:01 am
Elle
Tu dici di no Diemme?
Per come l’avevo in mente io sì…ma non escludo che il tenero possa essere anche concupiscente, è uno stile anche quello
La tenerezza conquista, eccome…
Però per come l’avevo inteso io scrivendo, “tenero” era sinonimo di delicato e concupiscente come sinonimo di sfacciato, provocante, malizioso quindi in contrapposizione alla delicatezza di “tenero”.
Aprile 14, 2008 a 10:14 am
donnaemadre
Eppure si può essere teneri, sfacciati e provocanti nello stesso tempo. Essere conquistata dalla tenerezza, dalla sicurezza, e in quella tenerezza e sicurezza - e proprio per quella tenerezza e sicurezza - rompere ogni schema.
Aprile 14, 2008 a 10:18 am
engelsblick
tenerezza e concupiscenza…
sì, ragazze, possono coesistere.
ne ho le prove!
scappo a lavorare…
buona giornata!
Aprile 14, 2008 a 10:23 am
Elle
Dipende qual è lo schema da rompere.
Io non ne ho in mente uno, i miei pezzi spesso sono scritti di getto, poco meditati, esce fuori l’anima del momento e se l’animo è irrequieto come il vento, difficilmente potrà rispecchiarsi in una tenerezza-sicurezza…
Ma con questo non voglio negare che esista l’aspetto che metti in luce tu, esiste ed è meraviglioso, al pari di altri.
Aprile 15, 2008 a 8:37 am
panirlipe
“Lascio allora che queste valanghe improvvise d’aria mi raggiungano: vorrei aggrapparmi ma non ho appigli,”
E’ per questo che l’uomo vorrebbe imparare a volare, per aggrapparsi al vento e guidarlo.
Aprile 15, 2008 a 9:00 am
Loris
Solo lasciandosi “portare dal vento” si possono raggiungere nuovi spazi. Lascia stare gli appigli perchè senza di essi sarà più facile spiccare il volo.
Un volo la cui meta è il viaggio ed il percorso è la vita.
Aprile 15, 2008 a 10:20 am
Elle
@Pan: il tuo commento mi fa pensare ad Icaro ed il suo volo e ad una canzone che amo molto “I belive I can fly” di R.Kelly.
@Loris grazie per essere passato di qui. Gli appigli a volte sono zavorre, altre volte sono punti fermi di cui non puoi fare a meno…più o meno precari, più o meno sicuri. Lascio che il vento soffi e mi parli…
Aprile 15, 2008 a 11:05 am
arthur
Mi piacerebbe intrufolarmi tra quei “baci di parole” per far parte di quei silenzi, così non diventano più tali…e poi offrirti l’appiglio per aggrapparti, per non restare più lì in bilico, per ritrovare la strada, dove ci sono “spazi, idee e cieli dove lo sguardo si perde…” dove ci sono le emozioni, dove quel battito in più che vai ricercando, possa tornare ad esserci.
E se dobbiamo continuare a parlare per metafore direi che, più che diventare aria e vento, ti inviterei a conoscere meglio quest’aria e questo vento; fanno parte di una stagione che senz’altro c’è già stata e che potrebbe ritornare.
E forse, più che aspirazione, il desiderio di viverla questa libertà.
Aprile 15, 2008 a 11:26 am
Elle
@@@@@@@@@@@Arthur
……………
ooops sono caduta di nuovo dalla sedia!
tu fai sempre ciò che senti eh?
…fuori dalla metafora?…mmmh di solito sto dentro, ma chissà…fuori potrebbe piacermi!
Aprile 15, 2008 a 11:51 am
Elle
Ripresami dallo shock iniziale (mi gira ancora la testa…devo averla sbattuta cadendo dalla sedia…
voglio dare anche una risposta seria al tuo commento Arthur.
Come ho già scritto in un commento sulla prima parte di “Di aria e vento” sento attorno a me un vento reale ed uno apparente.
La Elle di qualche tempo fa non avrebbe esitato un attimo a farsi trascinare dal vento, senza neppure porsi il problema di distinguere tra i due, un vento qualsiasi, purchè soffiasse forte e potesse farla sentire leggera, quasi a librarla nell’aria, a catturare con tutte le sue forze quel senso di libertà che le urla dentro.
Eppure oggi non è così, oggi pondero la velocità e la direzione di quel vento, oggi voglio conoscerlo, non aspiro al volo, le mie ali sono ferite e non posso spiegarle totalmente.
Perchè potrei anche sognare di riviverlo quel battito in più che mi manca, ma poi…le mie ali tornerebbero a chiudersi ed io non volerei mai più.
E tu mi sei vicino nella ricerca della mia direzione, la tua mano come appiglio, la tua spalla come appoggio, la tua presenza non come approdo ma come parola importante…è già tantissimo, molto di più di quanto potessi sperare o desiderare. Ed il tuo invito sarà così accolto…come sempre spero che ti arrivi il mio *grazie*.
Aprile 15, 2008 a 5:32 pm
Margot
Sono davvero senza parole, estasiata dal tuo profondo senso estetico, al punto che mi sono permessa un piccolo “furto” in merito alle tue immagini e alle tue parole… spero non ti dia troppo fastidio: Baricco è uno dei miei autori preferiti, infatti l’ho inserito nella mia personalissima “cartografia”.
Un grazie dal cuore per queste tue splendide pagine di vita, hanno reso perfetto un pomeriggio straziante. Margot
Aprile 15, 2008 a 5:34 pm
arthur
*** Quel grazie mi è arrivato come un soffio di vento, chiaro e forte. ***
Aprile 16, 2008 a 9:57 am
Elle
Grazie Margot, i piccoli “furti” non mi creano nessun problema, soprattutto se riguardano immagini che io stessa scelgo riprendendole dalla rete in base al mio gusto personale e se questo si incontra con il tuo, mi fa piacere.
Ciò che mi infastidisce un po’ invece è il ritrovare riproposti tali e quali persino i miei pensieri, dei quali sinceramente non vorrei cloni in giro e questo l’ho notato soprattutto nella piattaforma in cui hai il tuo blog, spaceslive, appunto. Ed anche qui non ci sarebbe nulla di strano se l’autore avesse almeno il buon gusto e la cortesia di citare la fonte dalla quale provengono certi scritti.
Comunque tranquilla, non è il tuo caso, ho visitato il tuo blog e l’ho trovato molto accogliente e gradevole. Ho ritrovato nella tua “cartografia” molti libri che ho letto anch’io, tra i quali “Donna per caso” o “La solitudine dei numeri primi” che devo ancora iniziare a dire il vero, oltre a Baricco e tanti altri.
Tornerò a leggerti…
@Arthur: ed è così che voleva arrivare…