Il giardino segreto è indispensabile.
Non potrei rinunciare alla mia zona di inviolabilità, non vorrei per nulla al mondo.
C’è un libro meraviglioso, “Le braci” di Sandor Marai, nel quale la protagonista femminile per dedizione e amore assoluti tiene un diario (il taccuino giallo) in cui riporre i suoi intimi pensieri, cui il marito ha libero accesso. Anzi, è propriamente voluto: lei desidera condividere tutta la sua intimità e, forse così, impedirsi di “distrarsi” da lui. L’epilogo è tragico, è impressionante che il taccuino venga bruciato, alla fine. Quel velluto giallo che diventa cenere. Senza che abbia svelato tutti i segreti che gli erano stati amorevolmente confidati e che esso conteneva.
Perché ormai non ce n’era più bisogno. E quando si tratterà di custodire un “vero segreto” il taccuino non verrà più compilato…
C’è sempre una parte di noi che resta e deve restare intoccabile.
Credo molto nel rispetto dello spazio personale.
La discrezione è fondamentale. Non mi piacerebbe che si entrasse da elefante in tutti gli angoli della mia vita. Ci vuole delicatezza, una carezza potrebbe essere troppo ed una corsa a perdifiato poco…ci vuole misura, ricerca, dedizione…
E noi, quanto vogliamo noi entrare nel giardino segreto dell’altro? non sempre, perché spesso entrare significa offrire qualcosa che fino a quel momento non abbiamo voluto…o non potevamo offrire.



19 comments
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17 Aprile 2008 a 11:46 am
donnaemadre
Che delicatezza, chiamare “giardino segreto” quello spazio riservato della nostra vita, quello senza il quale ci manca l’aria, non c’era migliore immagine che tu potessi suggerire. Quello spazio che stavo per definire “inviolabile”, “intoccabile”, ma che talora abbiamo bisogno di condividere.
Non necessariamente, credo io, dalla persona che amiamo. Magari semplicemente dalla persona che riteniamo possa capire quel pensiero o quello stato d’animo. Che si tratti di intimità o di mistero, di senso di colpa o desiderio, o semplicemente di un vezzo fanciullesco come quello di danzare sfaccendando abbracciati a una ramazza, è spazio nostro, che non può essere violato senza violare tutto il nostro essere.
Che poi, freudianamente, ogni tanto apriamo un piccolo varco, perché anche in qualche angolo di quel giardino alberga il bisogno di condividere, è un’altra cosa…
17 Aprile 2008 a 6:11 pm
arthur
Il “giardino segreto” come lo chiami tu, tra le altre cose ci metti tanta delicatezza nel descriverlo, come dice la nostra Diemmuccia, è uno spazio oltre che inviolabile anche indispensabile per ognuno di noi. E’ linfa vitale, quello spazio oltre il quale solo noi siamo disposti ad andare.
E non è certo per conservarci cose proibite o peggio, degli inutili sotterfugi che debbano sfuggire al controllo di chiunque.
A volte, sono i segreti dell’anima, di una parte di noi che magari facciamo fatica a comprendere, di sogni che non si vogliono svelare, per pudore, o solo per un irresistibile desiderio di libertà.
O magari, un bisogno inconfessato di vivere le nostre pene, solo con noi stessi, per essere pronti poi, quando finalmente le conosci, a condividerle veramente.
Che poi, a pensarci bene, capita di essere disposti ad aprire questo varco, una parte, qualcosa, alle volte, non sempre, se solo troviamo l’occasione giusta, la persona che è disposta a comprendere, senza fare troppe domande, ma senza essere per questo violati, o forzati nel farlo.
E fra due persone che si amano o che dividono un pezzetto di vita insieme?
Questo giardino segreto esiste ugualmente, a maggior ragione e nella mia vita, ho sempre gelosamente custodito questa parte di me stesso, ma alla fine quando riesci a conoscerti con l’altro, io penso esista anche una “intimità d’intenti” come mi piace chiamarla, che è fatta di segreti non svelati, ma ugualmente condivisi. Ecco, credo sia il massimo, sia la cosa alla quale io aspiro da sempre, perchè significa che sono in grado di capire, senza necessariamente dire che so.
Quella delicatezza, come tu la chiami, è solo rispetto dell’altro, significa andare aldilà delle parole, non per cercare misteri, ma per tentare di respirare insieme.
E’ così difficile da fare…
18 Aprile 2008 a 1:57 am
Margot
Dobbiamo tutti proteggere il nostro mistero,
custodirci in quel fetale nucleo caldo: non sapete
il sollievo nel leggere queste righe….
Un bacio al mondo
18 Aprile 2008 a 8:30 am
panirlipe
entrare nel giardino segreto dell’altro è una cosa dolorosa, soprattutto se non ne eri a conoscenza. E ci resti malissimo.
18 Aprile 2008 a 8:41 am
donnaemadre
Non sono d’accordo. Se ci si entra di prepotenza, violando un’intimità senza permesso, si possono scoprire cose che sconcertano, e che non si era preparati a sapere. Ma se siamo accompagnati per mano da chi vuole dividere quello spazio con noi, probabilmente è perché ci ritiene preparati a questo, e probabilmente lo siamo, o lo siamo sufficientemente.
Il giardino segreto non è il deposito di “scheletri nell’armadio”, ma la nostra parte più intima, più delicata, probabilmente la più fragile. E se la vìoli, forse il dolore sta proprio nel capire il male che hai fatto. violandola
18 Aprile 2008 a 10:24 am
Elle
Ci sono parti di noi che restano “segrete”, nascoste, persino a noi stessi…non è facile entrare in contatto con esse, non è facile condividerle si preferisce, a volte, proteggerle, custodirle dentro, senza farle emergere in superficie.
Ognuno di noi ha bisogno di spazi propri, mai come in questi ultimi anni me ne sto rendendo conto. Sono sempre stata per la difesa del mio spazio, uno spazio in cui spesso, consapevolmente, non facevo entrare nessuno.
Poi, crescendo questo spazio si è diradato, un po’ per forza di cose, ma un po’ anche per scelta perchè come ho già avuto modo di esprimere, quando hai tutto ma non puoi condividerlo…è un po’ come se non avessi niente!
Ed il condividere è rendere ancora più profondo un rapporto, non è semplice curiosità o voglia di sapere, di guardare dal buco della serratura nella vita di qualcun altro.
In quel caso sarebbe violare quello spazio che io chiamo “giardino segreto”, ed è segreto non perchè ci siano segreti, ma perchè spesso non è visibile.
Con qualcuno posso condividere anche tutto della mia vita, impegni, divertimenti, pensieri e parole: ma ci sarà sempre, SEMPRE, una parte di me che non condividerò, il mio “nocciolo duro”, la parte più intima di me.
Non ci si sentirà mai importanti per chi ritiene di condividere con te solo il “materiale”, non ti sentirai mai unica ed insostituibile.
Ed anche in un rapporto di coppia: la condivisione totale, la simbiosi non è amore.
Il punto non è sapere cosa fai dettagliatamente nel tuo giardino segreto, ma sapere che HAI un giardino segreto…
Il giardino segreto puo’ essere di qualunque forma, colore…quel che è certo è che contribuisce a portare ricchezza e valore aggiunto al rapporto.
18 Aprile 2008 a 11:34 am
DG
Puoi avvicinarti al cancello e sporgere la testa per rubare un dettaglio. Ammirare il manto vellutato d’erba che con cura viene mantenuto pulito. Il piccolo viale dai bordi sassosi. Piccoli sassi disposti in modo ordinato con attenta cura e riflessione. Ogni cosa al suo posto. Fiori rigogliosi e piantine sofferenti che con cura vengono risolte e protette dai parassiti. Ruscelli di acqua fresca e pulita. Filtri naturali costruiti sulla base dell’esperienza.
Puoi avvicinarti e con rispetto e timida intrusione preoccuparti di non disturbare tanta tranquillità. Ma nel giardino esistono piccoli mondi che i tuoi piedi non vorranno mai disturbare, sconvelgere. Insetti che come pensieri e meditazioni prendono iniziative nel tenere pulita ogni foglia. Mangiano ciò che è morto e sanano i petali che stanno morendo.
Il giardino è il tuo cuore. Un posto dove entrare è come violare la bellezza di tanta pace. Spesso violentato da venti freddi che con disprezzo cercano di strappare la tranquillità. Ma se mi apri il cancello non posso fare altro che cercare di non spostare l’aria. Riordinare i cocci rotti e raddrizzare le piantine. Osservare i tuoi sogni che come fiori si nutrono di ogni pensiero, raggi di sole che ogni fonte di comprensione ti dona con bontà disinteressata. Trovare un posto in questo giardino e sdraiarsi per assaporare ogni profumo e il silenzioso rumore della vita intorno.
Questo è il giardino. Questo è il tuo cuore.
DG
18 Aprile 2008 a 11:51 am
donnaemadre
Che cose meravigliose hai scritto… Non mi ero resa conta che questo giardino fosse l’Eden!
18 Aprile 2008 a 12:01 pm
Elle
@DG: non so se nel mio cuore ci siano tutte le meraviglie che hai così poeticamente descritto, le tue parole…dolce brezza che mi accarezza, profumo d’erba appena tagliata, di corteccia e muschio, di terra smossa e ancora umida…penetrante, avvolgente, intenso come tu sai essere.
18 Aprile 2008 a 2:20 pm
Loris
Nei giardini che nessuno sa
si respira l’inutilità,
c’è rispetto e grande pulizia,
è quasi follia.
…..
Nei giardini che nessuno sa,
quanta vita si trascina qua,
solo acciacchi, piccole anemie.
Siamo niente senza fantasie.
Sorreggili, aiutali,
ti prego non lasciarli cadere.
Esili, fragili,
non negargli un po’ del tuo amore…
(R. Zero)
P.S Ultimamente prendo spesso a prestito testi di canzoni per dialogare con gli altri…questa cosa un pò mi piace, un pò mi spaventa. Non vorrei fare la fine di un personaggio in una commedia di E. De Filippo, che stanco di parlare agli altri, si esprimeva con il rumore dei fuoci di artificio.
19 Aprile 2008 a 11:53 pm
DG
Elle..sono solo parole scritte..le parole importanti sono quelle che riesce a leggere solo la sede di tutti i sentimenti: il cuore!! E quelle sono parole che non si riescono a scrivere..
20 Aprile 2008 a 7:20 am
donnaemadre
A volte si riesce a scrivere anche quelle…
20 Aprile 2008 a 9:26 am
Elle
La parola è uno strumento che può essere messa al servizio del cuore.
Se usata così non sono solo parole scritte, in tutto ciò che scrivo c’è una parte di me, che si possa sentire *tutto* il cuore…no, non credo, quello rientra nell’ambito del “giardino segreto” che ognuno ha dentro di sè.
Ma mi piace pensare che una piccola, infinitesima parte del mio cuore arrivi…
20 Aprile 2008 a 10:58 am
arthur
In ogni cosa che scrivi, il tuo cuore batte impetuoso, farà forse capolino, timidamente, dal tuo “giardino segreto”, ma se appena uno tende l’orecchio, se appena uno ha voglia di sentirlo, lo sente palpitare.
E in tutto questo, bisogna essere ancora una volta in due.
*** Non potevo non dirtelo! ***
20 Aprile 2008 a 7:00 pm
Elle
Ed io sono contenta che tu me l’abbia detto…
23 Aprile 2008 a 1:11 pm
Fabioletterario
Spesso siamo noi a non volerci entrare, oppure, ancor più spesso, gli altri a non desiderarci…
23 Aprile 2008 a 3:19 pm
Elle
Caro Fabio, penso che spesso dipenda da noi, dall’essere predisposti o meno ad aprire quelle porte (sia le nostre che quelle altrui), quanta voglia si ha di condividere certe cose…
Come ho già detto c’è modo e modo di entrare, c’è chi sfonda la porta senza neanche chiedere permesso, chi sbircia dal buco della serratura e chi invece lo fa in punta di piedi, quasi silenziosamente…
Non tutto è facilmente accessibile, ma non per questo bisogna rinunciare.
3 Settembre 2008 a 1:33 pm
sancla
lo spazio personale, quello che ognuno conserva per sé ha un valore inestimabile. Ovviamente, provando a raccontarci sul web sveliamo parti di noi, dei nostri pensieri e del nostro quotidiano, ma non significa necessariamente esibirsi gratuitamente. Dietro ad ogni blog c’è una persona che scrive quello che desidera vedere e far vedere, a volte solo intuire. Ed è questo che va rispettato, assolutamente, la persona ed i suoi spazi.
4 Settembre 2008 a 11:09 am
Elle
Ciao Sancla, mi fa piacere tu abbia raccolto l’invito a leggere questo mio post di qualche tempo fa…
Il Giardino Segreto è la zona dell’anima in cui risiedono i sentimenti, i ricordi, le emozioni più care, più sacre.
E come dicevo nel post è una zona estremamente delicata in cui anche una carezza potrebbe essere “troppo” ed una parola “troppo poco”…
Ho definito questo spazio “segreto” non perchè ci sia qualcosa da nascondere ma perchè ci sono parti di noi che non si condividono e non c’è una logica precisa, non c’è una scelta consapevole.
Sono parti di te in cui l’altro non ha accesso…per me non riguardano un fare, ma un sentire o meglio ancora, un essere…
Forse è un giardino segreto che per me non ha nulla di segreto, anzi…è un portone aperto, lascia entrare tutto, tutti, ma al suo interno vengono custodite anche piccole “oasi” protette.