Emerge improvvisamente…schegge di ricordo o forse immagine onirica, una strana proiezione della mente, tra reale ed immaginario, tra desiderio e sopito spasmo… Arriva all’improvviso, mentre gli occhi restano persi nel vuoto, apparentemente fissi nello spazio esterno, sorpresi invece nell’inseguire tracciati interiori, contorti e serpentini. Arriva come una pioggia battente in un pomeriggio di sole, come una vecchia canzone in una radio locale. Colpisce al corpo e al sangue, che ribolle come sotto un influsso magico e mistico, e ti rende vittima del suo calore che ti ammanta e ti amplifica i sensi. Il suo bacio, profondo, assetato, chiara metafora di penetrazione, di fusione, di intreccio di fluidi e sapori complementari… Il suo sapore è richiamo, è appagamento della sete spasmodica, ed è desiderio incolmabile al contempo. Tremano le ginocchia e sudano i palmi, nonostante non sia il primo bacio, nonostante non sia il suo primo bacio. La danza delle piccole fiamme scattanti che si intreccia nelle bocche provoca effetti imprevebili, imbarazzanti, eccessivi. Pervade ogni dove, ogni periferia di ogni estremità non conosce più il freddo, ti senti un’ombra, un corpo di colore, una musica, un massimo dolore e un massimo piacere che si fa materia onnipotente che vaga invisibile tra l’indifferenza, satura di vita, e di struggente consapevolezza. La sua carezza…
Camminare allo stesso ritmo, nel tepore delle mani nude, al di sopra di tutti, al di fuori di tutto, già dentro l’un l’altra. E un colpo d’occhi che dura un secondo alimenta quello spirito, dà rinnovata forza al rituale, consolida le trasformazioni corporee. I corpi pronti, vivi. Questione di minuti, che non vengono percepiti che come successione di spregevoli istanti che scandiscono la distanza, mischiati e sfregati, consumati e ansanti eppure così puliti e così vicini…
Pochi istanti arditi.


24 comments
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Maggio 2, 2008 a 3:51 pm
donnaemadre
Bellissimo. Forse avrei messo “Noi” anziché “Voi”, rende più partecipi, crea un coinvolgimento più immediato: è comunque un post pieno di emozione.
*** Quei brevi istanti… proprio come li hai raccontati… ***
Maggio 2, 2008 a 4:40 pm
panirlipe
“La danza delle piccole fiamme scattanti “. Brava Elle, un’immagine indovinatissima.
Maggio 2, 2008 a 8:12 pm
Elle
Grazie Diemme per avermi fatto notare quel “Voi” di troppo, ora ho apportato qualche correzione qua e là per renderlo più impersonale e leggibile, come avrei voluto che fosse sin dall’inizio, solo che tra le varie modifiche che avevo già fatto, prima di pubblicarlo, qualcosa mi era sfuggito…
Ma a te no, non sfugge niente al tuo occhio
@Pan: grazie, mio fedele commentatore
Maggio 3, 2008 a 2:57 am
arthur
Pochi istanti arditi…
…quasi un tormento aggiungo e, mi sento trascinato da questa forza sensuale che si scatena, quando racconti, e mi travolge, fuori da ogni metafora, come se ci fossi…se “ il suo sapore è richiamo, è appagamento della sete spasmodica, ed è desiderio incolmabile al contempo… “
Maggio 3, 2008 a 8:51 am
Elle
Caro Arthur, anche qui hai colto “l’anima” del pezzo.
Quel tormento c’è, una sorta di pathos che volevo comunicare, un ritmo incalzante che va al di là della sensualità, un moto interno un po’ difficile da rendere in parole…ma che pervade ogni singola riga.
Maggio 3, 2008 a 1:11 pm
mario
Dire…fantastico è dire poco. Se posso permettermi manca qualcosa. Le sensazioni struggenti che nascono dal cervello attraverso combinazioni elettrochimiche accoppiate ai sensi delle sensibilità costruite dall’esperienza,qui vengono da te magistralmente convertite in parole. Manca però qualcosa che ti farebbe volare più in alto,varcare i confini del conosciuto,Tu,Voi,insieme….in quel caso le espressioni verbali quand’anche molto difficili da esprimere farebbero comprimere nella tua Anima l’universo che a sua volta ti ingloberebbe sparpaglianoti in ogni sua cellula, perche un giorno così noi saremo,onniscenti come il nostro creatore.
Maggio 3, 2008 a 4:36 pm
Elle
Questo è un pezzo un po’ “sofferto” e si sente, evidentemente.
Prima di pubblicarlo l’ho riscritto in diversi punti, ecco perchè a volte c’è un po’ di “bisticcio” tra i soggetti.
Volevo renderlo più “neutro” possibile, senza quei “noi” o “voi” o “tu” sparsi…ma alla fine non ci ho voluto ragionare su troppo e l’ho pubblicato lo stesso.
Mi interessava più rendere il pathos, quella specie di “sturm unt drang” che mi dimora dentro…
Maggio 3, 2008 a 5:10 pm
engelsblick
“massimo dolore e un massimo piacere”
Non credo serva aggiungere altro… brava Elle!
Maggio 5, 2008 a 10:07 am
Fabioletterario
Pochi istanti… Ma meglio che tanti e scialbi, no?
Maggio 5, 2008 a 10:40 am
Elle
Qualità e non quantità, Fabio!
Maggio 5, 2008 a 11:12 am
arthur
Cara gemellina, vedo che il tuo “pathos” coinvolge e sconvolge tutti noi, come sempre d’altra parte e, anche questa volta hai toccato e forse azzardo “turbato” la nostra di anima…
*** Che meraviglia! ***
Maggio 5, 2008 a 12:21 pm
Elle
No, non azzardi Arhur.
I turbamenti dell’anima sono al centro di questo post, sebbene non fosse certo mia intenzione “sconvolegere” nessuno.
L’unica cosa che trovo sconvolgente è il farsi raggiungere da certe emozioni, anche attraverso la parola scritta.
Viverla poi, è un’altra cosa…anch’essa non meno sconvolgente.
Maggio 6, 2008 a 9:57 am
arthur
Istanti arditi, intreccio di fluidi e sapori, tormento, turbamento, pathos, emozioni che coinvolgono e sconvolgono…
*** Ma quanto mi piace questo post! ***
Maggio 6, 2008 a 10:29 am
Elle
Presto, presto…una secchiata d’acqua per il nostro Arthur!!!
Questo è un post fatto di circolazione sanguigna allo stato puro più lo leggi e più scorre…
Maggio 6, 2008 a 3:59 pm
pani
a volte è più sconvolgente pensare che vivere.
E’ poco intensa una danza delle piccole fiammelle immaginata e desiderata?
Maggio 6, 2008 a 6:12 pm
mario
Due parole. Ogni tanto vado a rivedermi la fotografia di questo post. Come è ovvio queste immagini sono costruite,ma molto bene. tanto bene che riescono a trasmettere l’intensità del sentimento che vogliono esprimere,pare di sentire AMAMI. Per un curioso traslato,mi ricorda un fotogramma del film Francesco d’Assisi dove il “Poverello” al culmine di una disperazione mistica urla rivolgendo il volto al cielo PARLAMI,stessa intensità. Curioso traslato…
Maggio 6, 2008 a 8:13 pm
Elle
@Pan: ma perchè ti sei cambiato il nik? sei andato in coda di moderazione e non ce l’ho fatta a pubblicare il tuo commento prima di adesso, sorry!
L’intensità delle espressioni è anche (e lasciami dire “soprattutto” ) nella sensibilità di chi legge…merce rara di questi tempi!!!
@Curioso traslato alias mario: la disperazione mistica di San Francesco accostata a questa immagine? originale associazione d’idee non c’è che dire, ma forse un po’ distante da ciò che avevo in mente quando ho scritto il post.
Maggio 6, 2008 a 8:32 pm
mario
Non molto credimi,sempre di amore si parla,quando è pura trasmissione di se stessi. Certo l’oggetto è ben altro,i risultati diversi,ma comunque sacri.
Maggio 6, 2008 a 8:38 pm
mario
Ogni tanto ci penso e mi ritraggo,ti spacca dentro.Ti manca il respiro,il cervello in pappa. Fa paura!
Maggio 6, 2008 a 8:43 pm
Elle
Amore come pura trasmissione di sè stessi??? nulla da dire sulla sacralità del sentire tuttavia quello che è espresso in questo post, non è solo sensualità esplicita fine a sè stessa, non è solo carne che urla e sangue che circola (benchè ci sia, benchè si senta)…cerchiamo di andare al di là dell’oggetto e del soggetto?
Maggio 6, 2008 a 10:34 pm
pani
Ops! Sono un po’ inesperto. Ma lo cambierò ancora…
“un moto interno un po’ difficile da rendere in parole”.
Questa è la difficoltà. I moti interni, lo sturm ut drag che dimora dentro sono le emozioni più difficili da descrivere ed ognuno le interpreta alla propria maniera.
“Un massimo dolore e un massimo piacere” dici. Che poi sarebbe un sinonimo di amore perchè l’amore è ansia e piacere allo stesso tempo.
Maggio 7, 2008 a 12:53 pm
mario
Come dice”Pani” e molto giustamente ognuno interpreta a propria maniera. Molti sono i livelli di sensibilità e quindi molte sono le interpretazioni. Ma poni attentamente al paragone che qui espongo,senza a tutti i costi confrontare le differenze di livello. In quell’urlo quasi disumano del “poverello ” esiste una sensualità che trascende la comune capacità del pensiero. Quella fiamma che viene depositata nelle mani del “Padre” è stata largamente accettata e condivisa,almeno per gli effetti che ha avuto e che noi conosciamo. Ma non è forse la stessa cosa che accade fra due esseri umani quando si amano e trascendono dalla parte fisica? Se non fosse così sarebbero solo vane parole,”aria fritta” per dirla brutalmente. Esse in quel caso accontenterebbero solo il bisogno di una emozione che quando finisce cade nel nulla. Non pensi?
Maggio 7, 2008 a 1:12 pm
Elle
Non faccio confronti di livelli di sensibilità a tutti i costi, ovvero posso accorgermi di una sensibilità altrui più vicina o più distante dalla mia, ma non mi fermo a quello, stai tranquillo Mario.
Le emozioni legate alla parte fisica non finiscono cadendo nel nulla se chi le prova è legato da un “comune sentire” e per trascendere occorre anche che due persone (tutte e due) si riconoscano in questo, altrimenti, finisce come hai detto tu…nel nulla, vane parole, aria fritta.
Maggio 7, 2008 a 1:23 pm
mario
Ovviamente sì. L’AMORE e non l’ Amore pretende la trascendenza. In caso contrario sono emozioni,molto coinvolgenti,portano con se a volte anche conoscenza ma non vanno oltre. A volte sono anche necessarie….