Ognuno di noi ha delle potenzialità, non sempre legate all’intelletto, alla razionalità o a “qualità superiori”, che ci portano ad essere legati cerebralmente a delle persone piuttosto che ad altre…e non credo dipenda tanto da noi, quanto dalla persona con la quale ci rapportiamo: ci sono persone che stimolano la parte migliore di noi, altre che ne sanno tirar fuori quella peggiore, c’è una molla che scatta dentro…oppure non c’è e questo ci pone nella condizione d’essere presenze mediocri, spesso poco coinvolgenti nella misura in cui si è poco coinvolti, o magari solo più distratti, con la percezione nitida di vivere nulla che si percepisca come fuori dalla norma, che è (per esperienza) quanto di più avvilente si possa vivere.
Il surrogato di qualcosa che non c’è…che come fase transitoria può anche andar bene, fin quando non diventi regola e non più l’eccezione: per quanto sbagliato o deleterio, un rapporto che ti rigenera portando una folata di aria come da tempo non respirava il cuore e nuova linfa per la mente, il bene e il male, il giusto e lo sbagliato, i pro e i contro, credetemi, passano in secondo o terzo piano ancora prima d’essersene resi conto.
Al momento non voglio pianificare né razionalizzare piuttosto che mettere paletti o porre dei limiti al libero ed incondizionato sentire: non si può sempre far confluire ogni percezione dell’emozione verso quelle sponde di saggia consapevolezza e, per questo, vivere fino ad ammazzarsi di realtà.
E’ qualcosa che ho fatto e che non mi sento addosso, è un vestito troppo stretto, inadeguato.
Siamo persone diverse, inspiegabilmente attratti da quel fuoco che ci ha scorticato ogni centimetro di pelle, proprio perché null’altro dopo quella devastazione ci ha più reso vivi.
Il punto non è dare un nome a tutto questo, ma comprendere, presto o tardi, tutto questo fin dove può condurre…fin dove ci si può spingere per un istinto, per una mancanza, per qualcuno che diventa ciò che osservi allo specchio: Te. Fino a prendere il posto del tuo cuore, fino a batterti in testa, a diventare tutt’uno con te, come quell’anello che non sfili mai dal dito…un motivo che conosci a memoria, un prolungamento di te, una seconda testa, un altro cuore ancora, che manovra il tuo corpo dall’interno e a suo piacimento.
Nelle mani del dio Sentire…o di qualunque cosa esso sia.
60 comments
Comments feed for this article
Maggio 8, 2008 a 11:58 am
pani
tempo fa, su un blog che non riesco a rintracciare, c’era scritto:
“• Perche avere la stessa attitudine verso le situazioni e le persone stanca. L’energia dentro scade, diventa marcia perche la stiamo utilizzando per meccanismi di essere&azione che sono grossomodo sempre gli stessi. Ma evolvere implica un rigenerarsi e progettarsi continuo di questa energia. ”
Presto o tardi è qui che si finisce.
Maggio 8, 2008 a 12:26 pm
Elle
Sì Pan, credo che sia un po’ così…per ricostruirsi, rigenerarsi occorre energia nuova.
La si può attingere da diverse fonti ed ognuno sceglie, in base al proprio sentire, quella più consona a sè.
Maggio 8, 2008 a 7:33 pm
mario
Come al solito bella fotografia,bella schiena,peccato quei nei…
Imperfezione dell’essere,modificabile…sì è possibile. Mi chiedo però se questo è dovuto al relativo nel confronto o se è possibile riferirlo anche alla non presenza del confronto,mi spiego meglio,se noi fossimo una entità sola,senza confronto,sapremmo fare un’autocrocritica?
Maggio 9, 2008 a 9:01 am
Elle
Ma come “peccato quei nei”!!! La foto è quei nei, non avrebbe avuto significato all’interno di questo post, senza quei nei…
Comunque, per rispondere al tuo quesito, senza differenza non esiste confronto, se fossimo un’entità sola non esisterebbe diversità, quindi non avrebbe senso nemmeno l’autocritica…a che pro?
Ma poi che c’entra???
****Prima o poi credo che dovrò mettere i sottotitoli a questo blog****
Maggio 9, 2008 a 9:41 am
pani
esatto. I nei sono il punto focale di quella foto e del post. E pensare che una volta le donne si mettevano i nei finti…
La bellezza sta tutta nelle imperfezioni, nelle diversità.
Maggio 9, 2008 a 9:45 am
DG
ahahahahahahahahahah muoio… cioè.. non ci posso credere.. vabbè..
Volevo commentare con un certo interesse ma quando leggo Mario mi sembra di essere a Ballarò
Maggio 9, 2008 a 10:04 am
Elle
Caro DG, come darti torto…
Cerca di concentrarti sul mio scritto se il resto ti fa quell’effetto, digeriscilo come un contorno, fattelo scivolare sulla schiena come acqua fresca, come dire…pensa alla portata principale, non in porzione singola, altrimenti non ne veniamo fuori più…
Maggio 9, 2008 a 10:07 am
emaki81
“L’essere umano è sensibile ai transitori, non alle situazioni di regime”: questo era scritto in un libro di neuroscenze che ho studiato all’università.
L’uomo è sensibile, si accorge di più dei cambiamenti, delle differenze, delle diversità piuttosto che di ciò che rimane sempre uguale, che non cambia mai o non cambia più…
I nei sono la foto…non la schiena…
Brava Elle…come al solito un bellissimo post…
Maggio 9, 2008 a 10:08 am
DG
Cmq..
Spesso il ricrearsi un mondo parallelo dove ci si può esprimere con libertà è necessario per fuggire dalla realtà che non più ci appartiene ma alla quale siamo legati. Come stregati e ammaliati dall’abitudine o dall’impossibilità di rendersi liberi ci si accontenta di ricevere ciò che non otteniamo da chi o cosa dovrebbe soddisfarci.
E così troviamo indispensabili le differenze che, come attirate dal nostro modo di percepire la vita [emotivamente parlando], incontriamo in altre entità..e presto prendono lo spazio che non viene più colmato da chi si dice perfetto!! Difetti, imperfezioni indispensabili per dare un senso a tutto. E per paradosso nell’imperfezione tutto diventa perfetto. Capire fin dove può condurre è come voler conoscere anzi tempo la vita. Ho sempre pensato che se si crede in qualcosa valga la pena viverla per il tempo che deve vivere. Ma solo se ci si crede. E più forte è la convinzione più vivrà (non mi spiegherei uomini e donne che si legano per oltre 60 anni)..
Maggio 9, 2008 a 10:09 am
DG
Mario dice: se noi fossimo una entità sola,senza confronto,sapremmo fare un’autocrocritica?
Certo che si!!! Se no non sarebbe AUTOcritica!!
Maggio 9, 2008 a 10:32 am
donnaemadre
@Dg: Quando si dice la semantica…
Comunque, un’altra delle cose che solitamente sostengo, è che sono i difetti a rendere diversi e unici persone e cose, che le rendono “nostri”, diverse dalle mille altre, e ce le fanno amare.
Come quando a mia figlia rubarono un giocattolo in classe, e l’altra bambina sosteneva che fosse suo, che l’avesse comprato… ma mia figlia andò a ricercare quell’angolo scheggiato, e lo riconobbe come proprio.
Maggio 9, 2008 a 10:47 am
Elle
Il pretesto dei nei, imperfezione esterna, per parlare di imperfezioni interne…noto con piacere che finalmente siamo arrivati al coeur del post.
Le differenze di essere o di sentire sono ciò che mi attrae di più in una figura ma sono anche una risorsa interna cui attingere per confrontarsi.
Ma c’è di più, le imperfezioni di cui parlo sono quelle anche un po’ “scomode”, quelle che a volte ti chiedi se sia giusto o no modificare, quei comportamenti al di là del razionale, (contrapposti a quel vivere fino ad ammazzarsi di realtà) che sfuggono a qualsiasi tentativo di essere imbrigliati o contenuti in certi schemi…
Imperfezioni che mi appartengono, come nei sulla pelle.
Maggio 9, 2008 a 10:53 am
arthur
Mannag…cosa mi sono perso!
Vedo che manca il mio “illuminato” parere e tra poco vi stupirò… (forse… )
Maggio 9, 2008 a 11:01 am
Elle
Mi stavo giusto chiedendo dove fossi nascosto tu, mio caro illuminato…
Maggio 9, 2008 a 12:42 pm
Fabioletterario
Concordo sulla questione dei nei. Da sempre il neo è un sinonimo di bellezza…! Ed anche di eros…
Maggio 9, 2008 a 2:04 pm
mario
Meno male che non sono andato oltre……!! comunque bella schiena,ribadisco!…Le mani però…
Maggio 9, 2008 a 3:37 pm
donnaemadre
Le mani però??? Neanche si vedono! (Una sola, e pochino)
Maggio 9, 2008 a 4:10 pm
emaki81
Infatti…ti disturbano le unghie scure forse?
Maggio 9, 2008 a 4:11 pm
mario
lo dici tu,una si vede,a mezza via sulla sinistra.
Maggio 9, 2008 a 4:18 pm
Loris
Il modo di rapportarsi e di vedere l’altro dipende da ciò che l’altro rappresenta nella nosta vita psichica. Non sempre riusciamo a vedere l’altro così come è realmente, purtroppo.
Riguardo la foto devo dire che non c’è effettivo contrasto tra la perfezione del corpo e l’impeferzione che dovrebbe essere rappresentata dai nei. Giudico tutto il corpo non perfetto: schiena, mani, collo, volto.
Maggio 9, 2008 a 5:00 pm
arthur
…è simpatica questa cosa, si parte nella discussione e poi la foto diventa l’emblema di tutto il discorso…
Avevo incominciato a scrivere qualcos’altro ma poi…
…Il libero e incondizionato sentire, come lo chiami tu e, in cui anch’io credo incondizionatamente, non è poi tanto slegato dalla realtà, perchè è nella realtà che trova nutrimento, nelle cose da vedere, in cui credere, da amare, ed anche i voli pindarici in fondo sono determinati da percezioni che la realtà ci offre, quindi, apparentemente, niente di trascendentale. Le imperfezioni “scomode”, credo debbano rimanere tali, perchè ci consentono di vivere realtà che altrimenti sarebbero del tutto soffocate nei meandri della razionalità.
Credo si nasca in un certo modo, mi viene in mente la mia foto da piccolo che Diemme ha esposto nel suo blog, e se la vedi nell’intero contesto, ti rendi conto di come sia diverso da tutto ciò che mi circonda. E’ la classica foto di famiglia, saremo una ventina di persone, tutti compunti, vestiti a puntino, senza una virgola fuori posto e anche i bambini, composti, ben pettinati e con i vestitini perfettamente ripiegati su di se. L’unico elemento che “sfigura” sono io, riccioli al vento, camicina metà fuori dai pantaloni, quasi sdraiato sulla sedia a mo di malandrino e la gamba in movimento, un fare da ragazzaccio, con una faccia da bravo bambino, e dire che anche oggi sono una persona che cura molto il suo aspetto fisico… la differenza di essere o di sentire, fa in fondo la “differenza”.
Non so cosa pensassi, ero troppo piccolo per saperlo, probabilmente, conoscendomi, mi annoiavo mortalmente, la mia testa chissà dov’era in quel momento, magari sognavo cruente lotte di barbari alla riscossa e la gamba nervosa dimostrava che avrei voluto essere dappertutto, tranne che la.
Però non è detto che razionalità e fantasia non debbano necessariamente andare di pari passo. Mi sono sempre affidato al mio istinto e, a volte fatto cose che scelte a tavolino non le avrei fatte mai, dopo però, una volta fatte, a mente serena le ho vissute come se le avessi scelte consapevolmente, o forse mi sono imposto di crederle tali.
Ma io vivo una realtà che per necessità di cose è fantastica, il mio lavoro, chissà… ma anche se non ci fosse, non potrei farne a meno.
O forse la razionalità è qualcosa che ci siamo imposti, magari per paura di perderci… e si, perchè a volte oltre che la paura, c’è anche la voglia di perdersi perdutamente nelle emozione…
Guardarsi allo specchio e vedere un altro te o un nuovo te, ti offre la possibilità di capire dove stai andando, a cosa la tua ricerca interiore ti ha portato e, in ogni caso, vale sempre la pena viverla questa nuova dimensione che, poi nuova in effetti non lo è mai, visto che ha sempre fatto parte di noi stessi.
*** Beh, ci ho messo un po’, ma alla fine… ***
Maggio 9, 2008 a 5:37 pm
mario
arimeno male che non ho continuato,comunque quella mano meriterebbe un commento,ho detto meriterebbe,non che bisogna farlo a tutti i costi :))))))))))))))
Maggio 9, 2008 a 5:40 pm
mario
altrimenti sai i furgoncini di lattuga,impropri gavettoni e ultimamente diaboliche trasmissioni di Ballarò.
Maggio 9, 2008 a 5:49 pm
mario
a parte gli scherzi,ho letto con molto interesse e attenzione la tua(arthur).vi sarebbero alcuni spunti di riflessione e l’ultimo capoverso è una pennellata,fatica interessante e da me goduta,come penso anche dagli altri internauti.
Maggio 9, 2008 a 6:12 pm
mario
a Loris,personalmente quando osservo una fotografia non mi faccio mai prendere da una valutazione emozionale personale,annullerebbe l’esame in se,questa fotografia dice parecchio e in quanto a cìò che potrebbe essere una valutazione di esattezza di forme almeno secondo i canoni greco/romani soprassederei in quanto tra le altre cose si scorge solo il mezzo busto. Si farebbe inoltre improprio pensiero nei riguardi della persona stessa. Meglio l’esame tecnico fotografico e quello che esprime nell’impatto visivo. Almeno io questo penso
Le unghie scure,beh quello è un’altro discorso,persino situazione onirica :))
Maggio 9, 2008 a 8:00 pm
Elle
@Arthur, sì ci hai messo un po’ a rispondere ma l’attesa è stata assolutamente ben ripagata, grazie per le tue parole.
Colpita e affondata.
Maggio 10, 2008 a 12:21 am
donnaemadre
Eh no! Colpita e affondata sono io (Alla grande, ricordate?)
‘notte ‘notte…
Maggio 10, 2008 a 8:51 am
Elle
@Diemme: ora non ricordo come, dove, quando, ma se lo dici tu, ci credo…
Tuttavia, anche in altre parole il senso resterebbe quello.
@Arthur: come spesso accade, anche stavolta hai saputo individuare e sciogliere il nodo cruciale del post.
Ma sai qual’è la cosa più straordinaria che mi ha fatto dire “colpita e affondata”? è che l’hai fatto parlando di te andando al di là delle foto, dei nei e di quelle imperfezioni che avevo ovviamente solo preso in prestito per parlare d’altro…
Ed io questo lo considero un grande regalo, un dono che non posso far a meno di scartare, accarezzare e conservare, con cura…un po’ come quella tua vecchia foto sbiadita che resiste al tempo e che, sempre e comunque, sarà con te.
Maggio 10, 2008 a 3:18 pm
arthur
Grazie Elle, ma il grazie veramente sono io che lo rivolgo a te, con devozione, perchè con le tue parole, ci offri l’opportunità di riflettere e, nel farlo, di ritrovare a volte quella parte di noi che, altrimenti si sarebbe persa, come ho appena detto, nei meandri della razionalità.
Le mie risposte, come anche la mia creatività, non spuntano mai fuori per caso, non sono come foglie al vento, ho bisogno di coccolarle prima di darne forma e consistenza e in questo tu mi sei molto d’aiuto.
Però bisogna anche dire, che abbiamo dato vita ad una bella combriccola, Tu, Diemme, il nostro caro Pan (non me ne vogliano tutti gli altri che, ahimé, conosco poco… ) e, questo scambio continuo di emozioni, servirà senz’altro alla nostra crescita che, anche a ottantanni, avrà senz’altro voglia di esistere.
Piccola precisazione “innocua” per Elle e Diemme: qui se c’è qualcuno colpito e affondato sono io, sempre e comunque e, con due donne come voi, potrebbe mai essere diverso?
*** … ***
Maggio 10, 2008 a 3:43 pm
donnaemadre
Colpito al cuore e affondato nelle nuvole rosa dei sogni ad occhi più o meno aperti?
Maggio 10, 2008 a 11:31 pm
pani
eccolo qui il blog che dicevo nel primo commento:
http://robertasia.wordpress.com/2008/03/08/7-motivi-per-cui-evolvere-funziona/
un setticlavio che mi sono stampato e ogni tanto leggo.
Maggio 11, 2008 a 7:31 am
donnaemadre
setticlàvio
s.m.
TS mus., nella moderna notazione musicale, complesso delle posizioni che i segni o le chiavi di fa, di do e di sol possono occupare sul pentagramma al fine di indicare l’altezza delle note
*** così, per i comuni mortali… ***
Maggio 11, 2008 a 9:19 am
Elle
Grazie del link Pan e grazie a te Diemme per la precisazione, mi hai evitato di andarlo a cercare su wikipedia…non sono così ferrata in teoria musicale, rientro nella categoria dei comuni mortali
Maggio 11, 2008 a 11:26 am
donnaemadre
Anch’io…
Maggio 11, 2008 a 5:24 pm
pani
uh! che pignole. setticlavio era solo per dire sette. Fossero stati cinque avrei detto pentagramma
Maggio 11, 2008 a 7:40 pm
donnaemadre
Ah, adesso è tutto molto più chiaro! Fossero stati tre avresti detto trinità?
*** Elle, perdonaci se ti stiamo stravolgendo il post… ma_ sai ormai come siamo… basta darci il la… ***
Maggio 11, 2008 a 10:34 pm
pani
trinità di può dire per i tre nei grossi sulla schiena. Ma tornando al mio secondo commento, la bellezza sta tutta nelle imperfezioni. Una donna (o un uomo) troppo bella, alla fine diventa come la vaniglia, stordente e nauseante. Le imperfezioni arricchiscono, rendono uniche e rare le cose (vedi il gronchi rosa) e decisamente più belle. Se prendiamo le attrici americane più famose, sono chiari esempi di imperfezione. La bocca di Cameron Diaz è esageratamente larga e anche Julia Roberts non se la cava male. L’imperfezione ci rende umani e anche adorabili.
Maggio 12, 2008 a 10:17 am
donnaemadre
Cara Elle, oggi, per uno strano caso, ho praticamente commentato questo tuo post sul blog di Ema. Te lo riporto, perché sicuramente molti tuoi lettori non navigano in tutti i “nostri” blog come “noi di famiglia”, e mi pare giusto che sia visibile anche qua:
“… scherzi a parte, è proprio così, ognuno di noi è lo specchio dell’altro. Giusto stamattina, rileggendo il post di Elle “Imperfezioni” ( http://2elle.wordpress.com/2008/05/08/imperfezioni/ ), mi soffermavo sulle parole “ci sono persone che stimolano la parte migliore di noi, altre che ne sanno tirar fuori quella peggiore, c’è una molla che scatta dentro…oppure non c’è e questo ci pone nella condizione d’essere presenze mediocri”; è così, l’altro è sempre lo specchio in cui ci riflettiamo, e quello che si vede dipende sì in parte dal soggetto, ma in parte anche dalla forma e dal colore dello specchio: ci sono specchi che ci fanno più alti, altri più bassi, o più magri, o rotondi, o deformi… oppure, miracolo!, esattamente come siamo…”
Stavolta sono andata più vicino al cuore del post, isn’t it?
Maggio 12, 2008 a 10:51 am
Elle
@Pan: pignole? chi noi???…pfui, magari fossimo solo quello
suona quasi come un complimento per due tremend_isie (una delle quali di più, di più!!!) come noi…
E comunque vedo che stare sull’armadio a giocare a briscola o a scambiare figurine ti fa bene, ti stimola il commento
Tornando seri, sì credo anch’io che nelle imperfezioni, esterne ed interne, si nasconda molta bellezza, quel particolare che fa la differenza, quel non so che…che però ti fa dire, ti fa pensare…e ti fa ricordare.
@Diemme: …per uno strano “caso”, dici? alla fine credo che le tematiche “esistenziali” sulle quali ci confrontiamo abbiano sempre un sottile filo, un comun denominatore che lega tutti noi, noi, non solo intesi come “quelli di famiglia”, ma in senso più ampio.
Il gioco degli specchi è azzeccatissimo cherie, non sei andata solo vicino, ma dentro il cuore del post.
Maggio 12, 2008 a 12:01 pm
arthur
E’ vero, caro Pan, le imperfezioni ci rendono umani e anche adorabili, ma toglimi una curiosità, come mai due donne come Elle e Diemme, sono ugualmente ADORABILI malgrado siano perfette?
*** Attento a quello che rispondi… ***
Maggio 12, 2008 a 12:23 pm
donnaemadre
E’ lo specchio che ci riflette perfette… come le foto ritoccate delle attrici
*** Il tuo affetto ci ritocca (e non nel senso di ri-tocca…
***
Maggio 12, 2008 a 12:32 pm
Elle
Ador_Arthur…touchè!!!
Però siccome mi sono già commossa sul post odierno di Diemme dal quale vengo or ora, non concedo il bis e allora mi metto comoda in poltrona ad attendere la risposta “fatidica” di Pan.
Voglio proprio vedere cosa viene fuori dal suo cilindro stavolta…
Maggio 12, 2008 a 1:39 pm
pani
se fossero perfette non sarei qui…la perfezione non mi piace. Io adoro le foto sghembe, sfuocate, che non rivelano subito ma si lasciano scoprire poco a poco.
La perfezione annoia. Come nella musica, mi piacciono le alterazioni, i mordenti e le acciaccature. diesis e bemolle che creano una certa discontinuità.
Non mi piace la “easy music” perché troppo perfetta ed accattivante, e dopo tre ascolti non ti emoziona più.
Non mi piace la perfezione anche perché mi sentirei troppo inferiore. Tuttavia la perfezione non esiste e chi si ritiene perfetto è un errore di natura. Poi, certo, Arthur può dire che due persone sono adorabili malgrado la loro perfezione. A dire il vero non so se il suo sia stato un vero complimento
Maggio 12, 2008 a 2:09 pm
Fabioletterario
Infatti, la perfezione a parer mio la si trova anche nell’imperfezione. Per lo meno, così funziona per me!
Maggio 12, 2008 a 2:54 pm
Elle
…e non ho dovuto neanche aspettare tanto seduta su quella poltrona, Pan è arrivato puntuale con il suo cilindro.
Lungi da me il sentirmi perfetta e leggendomi penso si senta, la perfezione non è di questo mondo, anch’io amo le dissonanze più che le assonanze, i contrasti di voce, di colore, di forma…basta saperle ascoltare, guardare.
E poi è vero che la perfezione crea una sorta di soggezione, un pudore, una paura quasi, che ci fa restare, prudentemente, distanti. E a me, certe distanze, non piacciono.
@Fabio: si può trovare la perfezione anche nell’imperfezione, credo proprio di sì. Chi direbbe mai ad esempio di fronte a Guernica che quella è un’immagine perfetta? Eppure la sua vera bellezza è tutta in quella rappresentazione imperfetta.
Maggio 12, 2008 a 3:14 pm
arthur
Ma insomma, in questo post, si fa più caso alle cose oggettive che ad altro.
Per la foto, i nei, magari le mani, perchè sinonimo di “imperfezione”, sulla perfezione delle “nostre donne” ( signore, scusate l’ardire… ), l’indugio sul significato vero della parola, ma non vi viene in mente che esistono anche altri modi per intendere o interpretare le cose?
Cos’è un figlio per una madre? Saprà, lei, i suoi difetti, saprà, lei, i limiti che lo attanagliano, ma malgrado questo, è suo figlio, al di sopra di tutto e di tutti, praticamente perfetto e, lo ama per questo.
La mia, caro Pan, era solo una provocazione e infatti, ti avevo messo in guardia; quel che volevo realmente dire è che, amo i difetti delle nostre signore, e meno male che ci sono, mi sembrerebbero finte altrimenti, ma pur sapendo, riesco a vederle solo nella loro perfezione, perchè è con gli occhi del cuore e, ahimé, della mia fantasia, che le guardo.
*** Mi capisti? ***
ps: a proposito, visto che ami le foto sghembe e sfuocate, allora le mie, quelle del concorso, non ti sono piaciute?
Maggio 12, 2008 a 3:23 pm
pani
le cose migliori nascono sempre dalle commistioni. Vedi la bellezza dei meticci, i volti e le fisionomie che hanno le persone figlie di nazionalità diverse.
e insomma, la vita ha sempre origine dal fango, dal letame, dallo sporco. Non certo dall’acqua distillata.
Maggio 12, 2008 a 3:32 pm
pani
no, mi sono piaciute e le ho anche votate.
Però in generale (anche fra le mie foto) preferisco quelle movimentate, senza posa. Forse perché il movimento dà l’impressione di catturare più istanti e non uno solo.
Maggio 12, 2008 a 3:34 pm
donnaemadre
Perché, i paesaggi fotografati da Arthur si sono messi in posa????
Maggio 12, 2008 a 3:46 pm
arthur
Diemmuccia…
Guarda Pan che tutte le foto che ho messo al concorso, non erano delle pose, beh, forse il banco della frutta a Lampedusa e i balconi di Siviglia, ma non nel senso che dici tu.
La foto che ho fatto alla cuoca senegalese, è il risultato di una serie di scatti, con teleobiettivo, fatti, innanzitutto per metterla a suo agio, tra le altre cose quando faccio dei ritratti, parlo sempre con le persone che fotografo, e poi tra le tante belle , quella mi ha colpito di più. Non era comunque assolutamente in posa, lei parlava, mi rispondeva, io le giravo intorno e il resto è venuto da solo.
*** Sto lavorando alla nostra targhetta… ***
Maggio 12, 2008 a 3:55 pm
donnaemadre
Tu le giravi intorno… una serie di scatti…
*** il sangue che va al cervello è segno di imperfezione??? ***
Maggio 12, 2008 a 4:00 pm
pani
Guarda che Arthur ha sempre detto che preferisce fotografare le persone piuttosto dei panorami. Ed infatti i ritratti mi piacciono. Ma non è questo il punto. Ci sono paesaggi che nella loro imperfezione sono sublimi.
Maggio 12, 2008 a 8:05 pm
Elle
Ma guarda un po’ se qui si deve aprire una discussione dentro la discussione per un complimento…e in mia assenza poi
La devo smettere di lasciare le chiavi sotto lo zerbino, ormai lo sapete tutti e approfittate per ballare quando il gatto non c’è, eh?
Arthur ha detto che siamo adorabili e perfette e seppur in questo post si esalti l’imperfezione ed io mi senta assolutamente più vicina a quest’ultima che alla perfezione, il complimento, al di là del significato letterale della parola, me lo prendo e porto a casa, scusate se è poco.
Only for Diemme: il sangue che va al cervello direi che è perfetto in questa circostanza, quanno ce vò ce vò!!
Maggio 13, 2008 a 10:24 am
arthur
*** Ben detto, sempre di più Adorabile_Elle! ***
Maggio 13, 2008 a 10:26 am
arthur
*** Errata corrige: sempre e comunque di più Adorabile_Elle! ***
Maggio 13, 2008 a 11:13 am
Elle
Elle però arrossisce così…
(ops…un’altra imperfezione che però trovo carina sulle gote)
Maggio 13, 2008 a 11:24 am
arthur
*** L’intenzione era quella… però, tra sangue al cervello e rosso sulle gote, mi sa che tra un po’ si forma una bella miscela esplosiva. ***
Maggio 13, 2008 a 1:01 pm
donnaemadre
Attento….
Maggio 13, 2008 a 2:52 pm
arthur
Vuoi dire che sono seduto su una bomba?
*** Bomba, su bomba, vavvavaaaaaaaaaa… ***
Maggio 14, 2008 a 8:50 pm
Fabioletterario
Concordo… Anche se Guernica è un capolavoro…!