Lettere d’amore…ormai queste “sconosciute”, eppure una lettera d’amore riesce sempre a scaldare il cuore e a donare un’emozione anche quando questa è ormai assopita, ogni qualvolta si apre quel cofanetto e si riassapora un ricordo lontano, magari ancora vivo ed intenso.
Una mail, un sms…non credo possano rievocare tali emozioni…ricordo un’ultima lettera d’amore in cui riaffiora nella mente una sua ultima frase…

Chi di voi custodisce ancora queste “sconosciute” e riesce ancora a parlare d’amore o di emozioni attraverso una lettera?

Credo che la lettera d’amore sia stata una delle prime cose che ho scritto…quelle con l’uso della carta e dell’inchiostro per intenderci e non digitando su una tastiera.
Adesso tutto è più veloce, più immediato, più rintracciabile…ma anche tremendamente freddo e sterile a volte…penso a quelle abbreviazioni da sms o da chat che spesso si usano…la K al posto della C oppure tvb al posto di ti voglio bene. Gli sms e affini sono asettici, asfittici, afasici…la morte del romanticismo.
No! per me le parole sono importanti tanto quelle pronunciate che quelle scritte…che siano d’amore o di qualsiasi altro sentimento…le parole io le scelgo, le assaporo, mi piace sceglierne e ascoltarne il suono…il suono di una S prolungata e sibilata…mmmmh che poesia! La parola è un corteggiamento lento e come tale va vissuta.

Le lettere sono ancora le mie preferite, le puoi conservare, odorare, hanno la traccia indelebile di chi le ha scritte, sono uniche e personali, sono un’impronta digitale.

da: Diari di dame di corte dell’antico Giappone, Einaudi, Torino 1946.

Il principe Sochi no Miya a Izumi Shikibu:
Che stai facendo in questo momento?
Contempli la luna?
Stai forse pensando con me
alla luna sull’orlo del monte
o stai rimpiangendo nella memoria la notte
dolcissima e breve,
il canto del gallo che troppo presto ci sveglia?
Izumi Shikibu al principe Sochi no Miya:
In quella notte
la stessa luna splendeva;
così pensando guardavo.
Ma non è pago il mio cuore;
non si contentano gli occhi
di contemplare la luna.