Lettere d’amore…ormai queste “sconosciute”, eppure una lettera d’amore riesce sempre a scaldare il cuore e a donare un’emozione anche quando questa è ormai assopita, ogni qualvolta si apre quel cofanetto e si riassapora un ricordo lontano, magari ancora vivo ed intenso.
Una mail, un sms…non credo possano rievocare tali emozioni…ricordo un’ultima lettera d’amore in cui riaffiora nella mente una sua ultima frase…
Chi di voi custodisce ancora queste “sconosciute” e riesce ancora a parlare d’amore o di emozioni attraverso una lettera?
Credo che la lettera d’amore sia stata una delle prime cose che ho scritto…quelle con l’uso della carta e dell’inchiostro per intenderci e non digitando su una tastiera.
Adesso tutto è più veloce, più immediato, più rintracciabile…ma anche tremendamente freddo e sterile a volte…penso a quelle abbreviazioni da sms o da chat che spesso si usano…la K al posto della C oppure tvb al posto di ti voglio bene. Gli sms e affini sono asettici, asfittici, afasici…la morte del romanticismo.
No! per me le parole sono importanti tanto quelle pronunciate che quelle scritte…che siano d’amore o di qualsiasi altro sentimento…le parole io le scelgo, le assaporo, mi piace sceglierne e ascoltarne il suono…il suono di una S prolungata e sibilata…mmmmh che poesia! La parola è un corteggiamento lento e come tale va vissuta.
Le lettere sono ancora le mie preferite, le puoi conservare, odorare, hanno la traccia indelebile di chi le ha scritte, sono uniche e personali, sono un’impronta digitale.
da: Diari di dame di corte dell’antico Giappone, Einaudi, Torino 1946.
Il principe Sochi no Miya a Izumi Shikibu: Che stai facendo in questo momento? Contempli la luna? Stai forse pensando con me alla luna sull’orlo del monte o stai rimpiangendo nella memoria la notte dolcissima e breve, il canto del gallo che troppo presto ci sveglia?
Izumi Shikibu al principe Sochi no Miya: In quella notte la stessa luna splendeva; così pensando guardavo. Ma non è pago il mio cuore; non si contentano gli occhi di contemplare la luna.



86 comments
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14 Maggio 2008 a 11:06 am
4ever4me
mia cara, anche le lettere fanno parte di quell’universo di ricordi che oramai sono stati posti nel loro bravo angolino, eppure hanno sempre quella magia di cui parli tu…anche io ne ho conservate un bel po’, qualcuna d’amore, qualcuna di un’amica molto intima, qualcuna di persone ormai lontane.
ogni tanto le riprendo, nelle busta tengo qualche foto allegata all’epoca, così come mi era arrivata e rivivo le emozioni impresse, parola per parola…
era bello scriverle, scegliere la carta giusta ogni volta, quella adatta all’occasione e alla persona che la doveva ricevere, era bello fare anche piccole cancellature mentre buttavi giù i tuoi pensieri, le tue emozioni, perchè anche quelle facevano parte di quel pezzetto di vita che ti raccontava.
ne ho scritte un paio qualche tempo fa, una era per Billie, accompagnava un piccolo ricordino che gli ho inviato insieme…mi ha chiamato con le lacrime agli occhi, si era emozionato per il gesto e per aver ‘visto’ le mie parole impresse con la mia mano, nero su bianco, solo per lui…
eh si, hai proprio ragione…le lettere sono tutt’altra roba…:)
un abbraccio grande, a presto!
14 Maggio 2008 a 11:17 am
Elle
Mia dolcissima amica, scriversi è raccontarsi e farlo attraverso la propria grafia credo aggiunga un valore in più al gesto, un modo per sentirsi ancora più vicini, per raggiungere e farsi raggiungere da ciò che attraverso questo tipo di scrittura su queste pagine elettroniche, non c’è.
Credo che le lacrime agli occhi sarebbero venute anche a me, se fossi stata io la destinataria di quella lettera, sai?
Vedere come scrivi mi avrebbe parlato di te, ancora una volta, ancora di più…
14 Maggio 2008 a 12:30 pm
4ever4me
soprattutto quando è una sorpresa, qualcosa che non ti aspetti in quel momento o che non ti saresti mai aspettato
ti scriverei scegliendo un foglio colorato di un arancio che va a sfumare delicatamente fino al bianco, passando attraverso mille piccole varianti di colore, perchè tu possa cogliere tutto quello che ci sta dietro, colori così vicini fra loro fino a cambiare del tutto tonalità…ogni piccola emozione, tinta di sole o di ghiaccio, e fra le parole, infine, aggiungerei: ‘che la nostra amicizia possa durare per sempre e il ricordo di me non sbiadisca mai come il foglio su cui sto scrivendo. ti voglio bene.’
14 Maggio 2008 a 12:36 pm
Elle
I ricordi soprattutto quelli legati alle persone cui voglio bene, non li lascio sbiadire, su questo non devi aver dubbi, mia cara 4ever.
E tu sei decisamente più di un ricordo, sei una cara amica con la quale ho percorso un tratto di strada e sebbene in qualche modo siamo divise, lontane, separate da kilometri e kilometri di terra e mare, ancora ne faremo di strada…insieme.
Perchè nessun luogo è mai troppo lontano, quando è visitato col cuore.
Ti abbraccio.
14 Maggio 2008 a 12:38 pm
donnaemadre
Cara amica,
penso che noi siamo la testimonianza vivente di quello che si può trasmettere attraverso una tastiera. I sentimenti sono eterni, e quando sono veri, quando sono profondi, non c’è tastiera che tenga.
Per quanto riguarda l’amore, io non ricordo di avere scritto lettere “in corso d’opera”: ho scritto lettere – tante! – a posteriori, quando mi sono ritrovata sola col mio dolore, quando mi sono trovata a dover sostituire la persona con i ricordi, e le emozioni con i rimpianti. I miei ex, che io sappia, conservano queste lettere: qualcuno mi ha confessato di aver pianto nel riceverla, uno me l’ha rispedita (all’epoca sì, erano scritte a mano!), dicendomi che, col senno del poi, col rimpianto della cappellata fatta, non gli reggeva il cuore a leggerla.
Ma le e-mail, persino gli sms, a me danno la stessa identica emozione. Ho il telefonino pieno dei “suoi” sms, che non trovo il cuore di cancellare e, benché ormai lui si stia dileguando nel passato, leggere quelle parole, anche abbreviatissime, mi crea subbuglio.
Abbreviatissime: ci eravamo specializzati in acronimi, e riusciva ogni volta a stupirsi per come riuscivo a decifrarli. Quello che mi fa ancora male diceva “V D N V F D M T V T B X F” (Riuscii in pochi secondi a decifrare anche quello: Vedi, Diemme, non voglio farti del male, ti voglio troppo bene per farlo).
Sappiamo poi com’è andata.
No cara Elle, le e-mail, gli sms, secondo me non hanno meno valore dei manoscritti. Quando i sentimenti ci sono, la loro forza viene fuori persino nel silenzio, figuriamoci nelle parole “vere”, per elettroniche che siano.
Un ultima cosa: apprezzai molto questo post sulle lettere d’amore, e anche questo mi piacerebbe condividerlo. Questo è l’URL:
http://blog.libero.it/chiacchere/2770555.html
*** E infine, per concludere… tvb: te l’avevo già scritto?
***
14 Maggio 2008 a 1:07 pm
Elle
Cara Diemme, io alle abbreviazioni non riesco ad affezionarmi ma ciò non toglie che ne possa ugualmente cogliere il significato, il sentimento (quando c’è) anche se scritto in forma condensata, c’è, e rimane, al di là del mezzo e della forma.
Ciò che volevo dire è che la scrittura, quella fatta di inchiostro su carta, conserva un sapore ed un odore unico ed inimitabile, forse anacronistico ai giorni nostri in cui tutto deve essere in “real time” altrimenti sei tagliato fuori.
Una lettera scritta ha bisogno di tempo per essere scritta ed ha altrettanto bisogno di tempo per essere letta, poi c’è l’attesa della risposta, altro tempo che passa…
Oggi è tutto più immediato ma non per questo meno sentito, certamente, se pensassi questo non terrei nemmeno un blog, nè scriverei mail.
E certe emozioni “antiche” sopravvivono alla tecnologia e al tempo che passa, sopravvivono alle distanze, alle difficoltà…sono eterne.
***E infine, per concludere…no, non me l’avevi mai scritto tvb. Il tuo bene è ricambiato, tvb***
14 Maggio 2008 a 1:27 pm
Loris
Ho tutte le lettere che mi sono state donate. Ne sono tantissime. Amo tantto scrivere delle lettere. Pochi giorni fa ne ho scritta una a mia moglie ed ancora oggi beneficio della potenza delle lettere. Riescono a trasmettere emozioni che non sempre si riesce con la parola.
Adoro le lettere!
14 Maggio 2008 a 4:36 pm
4ever4me
sei una persona speciale
a presto, bellissima!
14 Maggio 2008 a 6:41 pm
arthur
Le lettere… ne ho tantissime e forse quello che mi manca è l’emozione di vederle nella cassetta delle lettere, che da un lato è un po’ come quando sbirci la posta elettronica, nell’attesa di vedere una certa e-mail.
E’ vero, era tutta un altra cosa, l’odore della carta, il colore della penna che era stata usata per scrivere, e magari qualche macchia involontaria di inchiostro, che nel tempo, sbiadita, si è anche allargata.
Mi piace l’idea di considerarle uniche, come ricordo, ed anche considerarle come un’impronta digitale. Come sempre cara Elle, trovi delle belle assonanze, e le parole sono come note su un pentagramma.
Che musica…
Ho sempre scritto tanto (ne avete avuto la conferma… ) e, quante volte rinvangando momenti, dissapori e, quante volte parole d’amore, perdutamente d’amore. Ho scritto lasciandomi cullare dalle emozioni e, mentre che lo facevo, immaginavo “lei” dall’altra parte, come le avrebbe consumate, e mi “consumavo” anch’io al pensiero di tanta poesia.
L’unica volta che ho stracciato delle lettere, è stato quando al liceo, mi innamorai perdutamente di una ragazza e allora, lettere, poesie, quasi romanzi d’amore, tutto per lei e quando finì, preso da un raptus di disappunto, buttai via tutto… e poi, quanto mi sono pentito…
Ma non erano solo lettere d’amore che ho conservato, c’erano anche quelle di una cara amica, quelle della mia Simonetta, che mi scriveva quando era in Francia per una borsa di studio, e forse fra tutte, sono quelle che conservo più gelosamente, perchè mentre le leggo, la vedo la sulla sua scrivania mentre me le scrive, o magari mentre piange, perchè siamo lontani.
E sulle e-mail?
Le aspettative sono le stesse, i sentimenti, le emozioni anche, cosa cambia in effetti… si, non si ha più la scusa per coccolare tra le mani la lettera prima di aprirla, non si ha la stessa cura nel riporla, e magari la ricerca del “suo” profumo è impossibile trovarlo, ma io sono ancora io, e se amo, mi adeguo, senza pentimenti, anche se le abbreviazioni non le amo tanto neanch’io.
Certo, un “ti amo” scritto su un foglietto è pur sempre un altra cosa, ma questo rientra in un altra dimensione; se amo qualcuno, conosco l’indirizzo e la e-mail non ho bisogno di mandarla.
*** Chissà perchè ci avrei giurato che le lettere erano le tue preferite… ***
14 Maggio 2008 a 11:35 pm
pani
lettere? Ne avrò scritte un migliaio, prima a penna, poi con la macchina per scrivere, poi con il computer. E quelle ricevute le conservo ancora tutte in una grossa scatola. D’amore o d’amicizia, sono sempre lettere che ho letto e riletto e mi hanno fatto compagnia a lungo.
15 Maggio 2008 a 9:32 am
Elle
Ma quante belle dichiarazioni avete lasciato su questo mio post…non mi aspettavo una così folta schiera di “romantici”, “anacronistici” dediti alla scrittura di lettere…
@Loris: hai scritto una lettera a tua moglie…un bellissimo gesto il tuo, sono certa che le hai aperto una parte importante del tuo cuore, piccole cose, piccoli passi che daranno grandi risultati…
@Arthur: che tu fossi un amante della scrittura l’avevo intuito, si sente da come scrivi, dalla forma che dai ai pensieri e questo si acquisisce con l’esercizio, con la pratica…chi è abituato a scrivere poi si riconosce.
Al di là del mezzo usato, che sia inchiosto e carta oppure pc e tastiera, è vero, le emozioni non cambiano poi così tanto…perchè attingono dalla stessa fonte, l’anima.
@Pan: il bello delle lettere scritte a mano è proprio che le puoi conservare e tornare a toccarle a distanza di tempo, andare a rintracciare quelle sensazioni ancora a distanza di anni.
E rileggendole viene da pensare alla persona che le ha scritte, in quel momento, al suo stato d’animo di allora, e al tuo…
Ognuno lascia un’impronta di sé, una sua storia d’amore, una sua sofferenza, una sua allegria, una sua trepidazione: sono pezzi di carta solo apparentemente, ma vissuti sulla pelle, nel cuore.
15 Maggio 2008 a 10:21 am
pani
sì, quando sarò vecchio mi siederò su un dondolo, al tramonto, e sfoglierò tutte le lettere (un migliaio) e piangerò come un bambino…
15 Maggio 2008 a 10:32 am
Elle
Ummmh, ma quante cose vuoi fare da vecchio???
Prima l’asceta con la barba lunga che dispensa consigli in cambio di una ciotola di riso ed ora anche il dondolo, il tramonto e le lettere…così, giusto…per tenersi più strade possibili aperte
15 Maggio 2008 a 10:39 am
pani
consigli sì, ma non voglio fare il mago o l’oracolo. Mi limiterei ad ascoltare e fare un cenno con la testa. Oppure…ecco, racconterei storie. Quello farò da vecchio: seduto su un dondolo in cima alla montagna, a leggere vecchie lettere d’amore e raccontare storie agli escursionisti.
15 Maggio 2008 a 10:42 am
Elle
Ok va bene, ti ci vedo, però poi dacci le coordinate per raggiungerti e venire ad ascoltare le tue storie: asceta sì, ma non eremita!
15 Maggio 2008 a 10:53 am
arthur
Beh, caro Pan, potresti venire a trovarmi (da vecchio… ) nella mia casetta in riva al mare e, mentre aspettiamo che anche Elle_Adorée e Tener_Tesorisia ci raggiungono, ci leggeremo a vicenda le nostre lettere d’amore, ma solo per rimanere in esercizio, per non perdere neanche una virgola di quel che è stato, giusto per non dimenticare nessun passaggio, magari con qualche lacrimuccia, che più che altro c’è perchè l’occhio ci lacrima un po’ di sua natura, vista l’età e, quando le “nostre ” donne saranno con noi, faremmo con loro le prove generali… ma solo perchè ci piace restare, sempre e comunque, in balia delle emozioni.
*** Che belle idee che mi vengono a volte… ***
15 Maggio 2008 a 10:55 am
pani
hai un armadio solido e abbastanza alto?
15 Maggio 2008 a 11:25 am
donnaemadre
Ho letto i vostri commenti e mi sono posta la domanda: che voglio fare da “grande”? Non mi viene in mente niente, mi sembra lontano il momento, ho avuto una vita di dovere dovere dovere, e ho tanta voglia di iniziare a vivere “alla massima espressione”.
Comunque, immaginando una vecchietta seduta su un dondolo, mi è venuto in mente quel meraviglioso spettacolo che fu “Aggiungi un posto a tavola”, con Enrico Montesano: l’avete visto?
15 Maggio 2008 a 11:33 am
arthur
Non vuoi sederti davanti alla porta della mia casetta in riva al mare?
*** Mannagg… ***
15 Maggio 2008 a 11:51 am
donnaemadre
Vicino a te mi siedo dappertutto…. ma non so vedermi come una vecchietta, tutto qui.
15 Maggio 2008 a 12:16 pm
Elle
Arthur hai messo tutti ingredienti giusti nella tua idea!
La casetta pieds dans l’eau, le lettere d’amore, l’occhio che lacrima e dulcis in fundo…”solo perchè ci piace restare, sempre e comunque, in balia delle emozioni”…non avrei saputo dare uno sfondo migliore a questo sogno!
Anch’io come la Nostra Diemme faccio un po’ fatica a vedermi da vecchietta…penso sempre che c’è tempo, c’è tempo…sarà la mia anima inquieta che parla, del resto si sà, quella non invecchia mai!
15 Maggio 2008 a 12:36 pm
arthur
Tesorisie, non è che io mi veda, al contrario da voi, da vecchio, anche perchè, come ho sempre detto, anche a 80 anni vorrò essere così, e quindi immagino di non invecchiare mai, nel senso classico del termine.
*** Comunque, il mio sogno, io ve l’ho comunicato… ***
‘giorno, anche se per il mio bonjour ho già provveduto nel nostro angolino.
15 Maggio 2008 a 12:58 pm
Elle
Lo so, lo so…ed anche a ottant’anni sarai sempre il nostro Ador_Arthur!
15 Maggio 2008 a 5:28 pm
arthur
Secondo me, ti conviene andare da Piccola Ema…
15 Maggio 2008 a 8:04 pm
Elle
Arthur, ci sono passata adesso…prima non ho potuto, ma che vi siete bevuti oggi???
Pan, qualche tua tisana con ricetta super segreta?
15 Maggio 2008 a 8:25 pm
arthur
Sai com’è, scrivi una lettera oggi, scrivi una lettera domani, e lo zio Gesualdo alza il gomito…
15 Maggio 2008 a 8:55 pm
donnaemadre
Secondo me lo zio Gesualdo si è commosso leggendo le lettere, e allora è andato da piccola Ema chiedendogli di bruciarle, ma piccola Ema non le ha potute bruciare perché non c’era, allora lo zio Gesualdo si è cosparso di benzina da solo, ma poi ha pensato, primo non sono una lettera, secondo poi se non ci sono più io l’Arturino come fa a delirare? Perché come delira lui non delira nessuno (m_a che grossa bugia…), e allora si è messo davanti alla tv dove trasmettevano “Le parole che non ti ho detto”, così abbiamo ritrovato tutte le lettere nella bottiglia e siamo ritornati all’argomento del post (ricordate? Erano tutte rigorosamente manoscritte!)
*** Elle, perdonaci anche tu… ***
15 Maggio 2008 a 10:24 pm
pani
Elle, la nostra diemme comincia ad avere le visioni come santa teresa. Fame o santità?
16 Maggio 2008 a 7:20 am
donnaemadre
Entrambe…
16 Maggio 2008 a 8:12 am
pani
allora sazia la fame, di sante ce ne sono a sufficienza.
Hai messo in cassaforte lo yogurt?
21 Maggio 2008 a 9:28 am
Elle
Ho cambiato la foto a questo post, questa mi sembra migliore…ed ora voglio aggiungere anche una piccola “chicca” che ho trovato in un libro, è uno stralcio di lettera del marzo 1932 che Anais Nin, scrittrice statunitense di origine francese (1903-1977) scrisse a Henry Miller cui era legata da un profondo legame amoroso e letterario che durerà per tutta la vita.
“[...] Henry, anch’io desidero stare qui a scriverti a lungo, è quasi come esserti vicino. Non ti ho detto la gioia che ho provato al tuo ritorno da Digione, e che gioia, acuta, avverto quando agisci spontaneamente come faccio io. E quale gioia, ancora, quando nel pieno della follia, inaspettatamente tu dici qualcosa di profondissimo, le improvvise illuminazioni del vivere, la lampada mai del tutto spenta – amore anche questo. Il vivere oscuramente e quella consapevolezza – li apprezzo, non so se capisci – sono per me come un’intensificazione di ogni piacere. Amo anche il creatore in te, quello che arricchisce e dilata il vivere in modi ignoti a chiunque altro. Amo il sincero e l’insincero (ero deliziata quel giorno in cui, mentre leggevo una tua lettera, mi sono resa conto, nel bel mezzo della lettura, che sarebbe stata una prefazione!)
On se pénètre non par les sensations mais par la pensée, non è così?”
21 Maggio 2008 a 11:08 am
donnaemadre
Bella la nuova immagine, non hanno bisogno di commento le parole di Anais Nin….
21 Maggio 2008 a 11:36 am
arthur
In effetti, quando mando una lettera, sapere che Lei la legge sdraiata a letto… è un po’ come aggiungere tenerezza a tenerezza, l’intimo, il mio, che si “aggiunge” all’intimità dell’altra… beh, non vado avanti se no mi perdo nei meandri della sensualità…
Beh, le parole di Anais Nin, come dice la nostra Diemmuccia, non hanno bisogno di commenti.
21 Maggio 2008 a 12:24 pm
Elle
In effetti era proprio su quella sorta di intimità che si crea, tra chi scrive e chi legge una lettera, che volevo porre l’attenzione.
E mi è sembrato che nelle parole di Anais Nin questa intimità si possa quasi respirare…
Nel primo anno della loro amicizia, Henry Miller spedisce ad Anais oltre novecento pagine, per lo più battute a macchina. Quasi un romanzo! Miller infatti è un epistolografo quasi maniacale, tanto che gran parte delle sue opere da Tropico del Cancro a Ricordati di Ricordare fino a Big Sur assomigliano a una lettera smisurata, piena di aneddoti, confessioni, rivelazioni…
“Ho conosciuto Henry Miller – annota Anais Nin nelle pagine del suo diario – un uomo attraente, non autoritario ma forte, che ha sensibile coscienza di ogni cosa. E’ un uomo la cui vita dà ebbrezza”.
21 Maggio 2008 a 12:57 pm
donnaemadre
“gran parte delle sue opere da Tropico del Cancro a Ricordati di Ricordare fino a Big Sur assomigliano a una lettera smisurata, piena di aneddoti, confessioni, rivelazioni…”
*** praticamente, il nostro angolo delle chiacchiere! ***
21 Maggio 2008 a 1:45 pm
mario
a volte è …possesso.
21 Maggio 2008 a 2:08 pm
donnaemadre
Cos’è che a volte è possesso? L’amore, il conservare le lettere…???
Caro mario, penso che tu a volte ci consideri più di quello che siamo: noi non riusciamo a leggere i tuoi pensieri, ce li dovresti spiegare un po’ di più…
21 Maggio 2008 a 3:00 pm
Elle
@Diemme: nemmeno il grande Henry Miller, nè altro scrittore professionista potrebbe mai emulare il nostro angolo delle chiacchiere!!!
E tu poi, sei più unica che rara, mia cara moschettiera!
@Mario: anche qui, il soggetto?
21 Maggio 2008 a 5:12 pm
mario
Nei tuoi scritti parrebbe che la fantasia abbia un senso preponderante e in tal caso si poggia fortemente sulle emozioni che ne derivano,è ovvio pertanto che i “soggetti relativi”tramutati in sensazioni vengano automaticamente eliminati nello scritto in quanto l’emozione ne è il “soggetto”. Inoltre coerenza vuole che chi scrive in tal senso debba a sua volta far uso a sua volta di tale sistema di sentire. In caso contrario si addiverrebbe al sistema “andata si,ritorno no”. Comunque il soggetto in questo caso è……La lettera,con il relativo contenuto. Ti può essere più chiaro così.
22 Maggio 2008 a 8:42 am
Elle
@Mario: quindi se il soggetto è “lettera” la tua frase al commento Maggio 21, 2008 a 1:45 pm sarebbe “la lettera a volte è …possesso.”
Perdonami ma anche così credo di non aver capito cosa intendevi dire… Si scrive forse a qualcuno per possesso?
Comunque al di là di questo ci tenevo a precisare un paio di cose del tuo commento qui sopra.
In ciò che scrivo Mario la fantasia c’entra in misura ridotta ti assicuro, c’è talmente tanta realtà vissuta nei miei scritti che neppure puoi immaginare…solo che non la racconto in modo diretto, mi avvalgo spesso dell’uso di metafore e così magari prendo in prestito immagini, suoni, colori per parlare di me o di qualcosa che mi riguarda più o meno da vicino.
Eppure non troverai mai nomi di persone, di luoghi, orari o altri riferimenti strettamente connessi al reale, eppure ci sono, che io li faccia emergere o meno, ci sono.
Di qui quella scrittura che poggia fortemente sulle emozioni, perchè com’è ovvio che sia, quando parli di qualcosa che vivi sulla pelle è inevitabile che l’emozione arrivi, diretta, precisa, netta.
Il fatto che io possa omettere i soggetti poi…sì è possibile, non mi sembra di farlo così frequentemente, ma è possibile.
Ciò comunque non significa che io mi rifiuti di capire il tuo modo di sentire o che manchi di coerenza nel momento in cui, tu ometti un soggetto in una frase, per altro brevissima, messa a commento di un post un po’ più articolato, e dai per scontato che si possa capire o intuire di cosa stai parlando.
Il mio “andata e ritorno” funziona benissimo, te l’assicuro!
22 Maggio 2008 a 9:07 am
donnaemadre
Caro mario, a questo punto, scusa se mi intrometto, ma cercherò di dirti in chiaro quello che abbiamo tentato di comunicarti in tutti i modi: non riusciamo a capire quello che scrivi, ci è difficilissimo trovare il filo conduttore dei tuoi discorsi. Non stai parlando con degli illetterati, te lo assicuro, i “testi tosti” sono il nostro mestiere (scusate l’allitterazione, ma tanto era tanto antico!). Io, non so se l’hai letto, ho scritto un post sull’uso, l’abuso, il cattivo uso e l’inutile uso dei paroloni. Uno che sa parlare, uno che sa scrivere, è prima di tutto uno che vuole farsi capire e, perdonami la schiettezza, non mi pare che tu rientri nella categoria. Una persona che pure conosca solo un linguaggio semplice, può parlare in maniera gradevole se utilizza i termini che conosce, e non piazza qua e là “paroloni” fuori luogo e inappropriati, nonché ridicole citazioni in lungua straniera, totalmente storpiate (cha vanno dall’ “in brevi manu” al “saver fuar”). Non è il tuo caso, per carità, sono convinta che conosci il significato di tutti i termini che usi: è la costruzione che non riusciamo a capire. Te lo dico perché non ho nessun complesso di tipo culturale, ho frequentato con ottimo profitto università italiane e straniere, sono un’accanita lettrice di libri in tutte le lingue, e per libri non intendo fumetti: ma quando scrivi tu, perdonami, non riesco a venire a capo dei tuoi pensieri.
*** E non mi pare di essere la sola ad avere incontrato questo tipo di problema ***
22 Maggio 2008 a 9:32 am
donnaemadre
Scusate, mi è sfuggito, non ho storpiato abbastanza il latino: “brevi manu” era diventato “in breve manu”, nell’affermazione di una vicina che, in occasione del Natale, si era stupita che io dessi al portiere la mancia in una bustina con un biglietto di auguri; per di più, comportamento ancora più bizzarro agli occhi della vicina, sul biglietto avevo scritto a mano due parole di ringraziamento per il lavoro che lui quotidianamente svolgeva per noi condomini.
La vicina, sorpresa, esclamò: “tutto ’sto casino pe’ da’ la mancia ar portiere? Io je la do così, in breve manu!”
E lì mi balenò davanti agli occhi l’immagine del portiere che, con una manina piccola piccola, sostenuta da un braccetto corto corto, riceveva la mancia che la vicina gli porgeva…
22 Maggio 2008 a 10:12 am
Elle
Diemme

hai spiegato perfettamente il significato di “breve manu”…quando si dice linguaggio figurato…”manina piccola piccola, sostenuta da un braccetto corto corto” ahahahhahahha
22 Maggio 2008 a 10:37 am
arthur
Morale della favola, e scusa la mia crudezza o schiettezza, chiamala come vuoi, caro Mario, perchè non scrivi come parli?
E si, perchè immagino che tu, normalmente, non parli così, sbaglio?
Io credo che tu sia un bravo ragazzo e quindi, è lungi da me, anzi da noi (contrariamente a quel che sembra, non ci siamo riuniti in una congrega per darti addosso… ), dicevo, non vogliamo assolutamente castrare o censurare ciò che un altra persona ha voglia di dire.
La nostra padrona di casa, Elle, è una persona meravigliosa e nel suo intento, c’è la voglia di condividere le sue emozioni con chi è in grado di coglierle, aggiungendo emozioni a emozioni e sta a noi, recepirle nel modo migliore, mettendo dentro anche un pochino di noi stessi.
Quindi, se le cose che lei ci “racconta” ti entrano dentro, comunicacelo, ma nel modo più semplice possibile, in modo tale che anche noi possiamo farne parte.
*** Più semplice di così… ***
22 Maggio 2008 a 10:49 am
Elle
@Ador_Arthur…”persona meravigliosa” è solo bontà tua, credimi.
***Posso evitare di aspettare i tre giorni canonici per dirti che…***
22 Maggio 2008 a 11:11 am
donnaemadre
@Elle: mi associo, “persona meravigliosa” è il minimo che possiamo dire di te.
@Ador_Arthur: io non chiedo permessi, non li aspetto e basta…
*** Sfrontatisia! ***
22 Maggio 2008 a 12:47 pm
DG
Vittima della tecnologia sono anche io dipendente ormai dalla rete, dagli sms e affini. Ma le volte che ho ricevuto una lettera del genere la cosa che ho fatto è stata stringerla al petto, sentirne l’odore, visualizzare le sue mani che la scrivevano, percepire al tatto la pesantezza della penna, considerare la consistenza della carta, la sua scelta, apprezzare gli scarabocchi sugli errori ortografici o un cambio di pensiero.. Il francobollo, l’indirizzo, la saliva usata per chiudere la busta.. Una lettera è una porzione di tempo che si sposta lungo la retta dei sentimenti.. Troppi anni che non la ricevo.. troppe lettere senza risposte!!
22 Maggio 2008 a 12:49 pm
DG
Mario se fossi gay mi innamorerei di te!!!!
22 Maggio 2008 a 1:58 pm
mario
quest’ultimo fatto,posto che sia sincero mi onora e te ne rendo grazie. Per quanto riguarda i cortesi inviti delle altre persone devo ammettere che non è la prima volta che ciò accade,mi duole(spiace) cercherò di essere più semplice anche se non mi sarà facile. Ognuno ha i propri limiti,io ho questo.
22 Maggio 2008 a 3:04 pm
donnaemadre
Mario, noi ci metteremo del nostro per capirti. Anche a me capita a volte di seguire il corso dei miei pensieri, belli, complessi e articolati, e di esternarne poi solo una parte, pretendendo che il malcapitato di turno capisca tutto il contesto. Però forse quando si scrive dovrebbe essere più facile, rileggendo, capire che certe cose che per te sono scontate per gli altri non lo sono.
Voglio dire, noi siamo blogger, la gente che ci legge e ci commenta è gratificante: però vorremmo interagire, vorremmo rispondere ai commenti, e con te spesso ci è difficile.
Un saluto.
22 Maggio 2008 a 3:15 pm
arthur
Mario, non dolertene (spiacerti), tieni conto di un fatto che ritengo inconfutabile (indiscutibile), cercare di essere semplici, è la cosa più facile di questo mondo, forse…
22 Maggio 2008 a 3:37 pm
DG
Credo che (che) il problema di Mario (Mario) sia solamente quello di (di) voler dire tante cose (cose) ma di non avere le parole (composizione di lettere in ordine logico e comprensibile dal significato conosciuto). Quindi (quindi) fa lo sforzo (orzo) di essere semplice con il risultato di apparire complicato (difficile alla comprensione comune).
Uhm..credo di aver spiegato secondo il modo di Mario (Mario). Se non mi avete capito beh.. ci sono riuscito (raggiunto l’obiettivo [Ivo..un mio vecchio amico])
22 Maggio 2008 a 4:48 pm
mario
Siete una Amabile confraternita di…compagni.In parte avete ragione,in parte una certa pigrizia nel mio esprimere comporta queste nefaste conseguenze. Non è vero a mio parere che è semplice scrivere,sia quando trattasi di semplici pensieri discorsivi e meno che mai quando si desidera comunicare concetti più prondi,tipo quelli dell’animo umano. Ci proverò,grazie a voi tutti
)
22 Maggio 2008 a 4:58 pm
mario
Dimenticavo una cosa—Se elle me lo consentirà o le piacerà inserirò qui uno dei racconti del libro che tento di scrivere,è un piccolo spaccato di vita,nulla di impegnativo,solo per chiarire,è solo una bozza.
23 Maggio 2008 a 9:37 am
Elle
@Mario e tutti: ho accolto il tuo desiderio di voler inserire qui nel mio blog alcuni tuoi scritti. Se guardi ad inzio pagina, subito sotto la foto della testata, vedrai che ho aperto una pagina nuova, si intitola “Scrivilo tu…”.
In quello spazio, tu e chiunque altro lo vorrà, potrà scrivere ciò che desidera inserendo il proprio scritto sotto forma di commento.
Spero che wordpress non preveda limiti di lunghezza testo da rispettare nell’inserimento dei commenti, tuttavia qualora il testo fosse troppo lungo e venisse tagliato, sarà sufficiente aprire un altro commento a seguire.
La pagina è vostra: io vi cedo penna e calamaio…voi donatemi i vostri pensieri…
3 Giugno 2008 a 11:01 pm
piemme
Buona sera Angelo, come và? E, a proposito di lettere…
…domenica pomeriggio, durante il rientro da Milano, sfogliavo La Repubblica, con superficialità e poca attenzione, vista la stanchezza, ma all’impovviso mi sono imbattuto in un’articolo che meritava una lettura più attenta. Dopo averlo letto, l’ho riletto e me lo sono goduto fino in fondo.
Scorrendo quelle frasi, quelle parole, il mio pensiero è volato a te, a Nunzy e Diemme, in quanto madri, e a tutti gli amici comuni. Sarà strano ma in questo periodo, quando mi emoziono mi succede sempre.
Sperando di farti cosa gradita, ti propongo qualche passo e il link dove, se vuoi, potrai leggere tutto l’articolo del grande Roberto Bianchin (ricordi “Albascura”?).
Fare la madre, la parte più difficile.
-Dietro la maschera della grande attrice, dietro gli occhi della “Divina” tanto amata, corteggiata, venerata, c’ era un cuore inquieto di mamma. Tenera, preoccupata, angosciata, pervasa dalla solitudine, tormentata da sensi di colpa nei confronti della figlia, quella sua unica figlia sempre così distante, lontana, eppure sempre così presente nei suoi pensieri. «Je suis chaque instant auprès de toi – le scriveva – sono sempre con te, e ogni tua lettera che mi arriva è per me una grande gioia e insieme una grande ansietà»…
-«Da queste lettere esce un rapporto madre-figlia complesso e contrastato, fatto di dolore e sofferenza, e dove i ruoli spesso si scambiano»…
-Proverà più volte Enrichetta, ma senza successo, a convincere sua madre, specie quando la sua salute peggiorerà, a trasferirsi da lei in Inghilterra. Ne otterrà sempre rifiuti decisi, col pretesto del lavoro o della guerra. Sono le uniche volte in cui la “Divina” si mostra dura con la figlia. Come quando, nel 1904, la rimprovera: «Se io ti parlo di stelle, tu, pupa, cerca di non vivere sulla luna…
-Per il resto c’ è una madre accorata, disperata, dolcissima, che chiama la figlia «mia coraggiosa e buona pupa», «poupon» in francese, che scrive frasi come «il mio cuore di mamma è con te e ti accompagna ogni istante», e «la tua mamma non sa dirti la sua tenerezza né la sua fedeltà a te»…
-Quando è depressa poi non scrive affatto. «Non ti ho scritto perché un po’ di depressione mi ha tenuta così così, incapace di far granché – spiega nel 1915 – oggi sto meglio e mando questo saluto… Tu lo sai che quando soffro ho orrore di dirlo, e allora faccio l’ indifferente… e le parole sono fatte per non essere dette e comprese… sono sicura che tu comprendi il conflitto di tua madre. Baci, baci»…
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/06/01/111fare.html
Non cliccare…se ci riesci. Ciao
3 Giugno 2008 a 11:13 pm
donnaemadre
Mi ricorda tanto il film “Sinfonia d’autunno”…
Sarà, ma a me queste madri sembrano proprio egoiste… se un genitore si accorgesse quanto un figlio ha bisogno di lui! (genitrice/lei)!
Ma le madri così sono eccezioni, non voglio fare la femminista, non lo sono, ma mi riconoscerete che i padri assenti sono un po’ più frequenti…
3 Giugno 2008 a 11:25 pm
piemme
Si parlava di lettere, poi se la vita ha voluto una madre distante anzichè il papà poco importa. Quello che resta è l’intimo e sofferto rapporto epistolare.
3 Giugno 2008 a 11:45 pm
Diemme
Sarà… ma le chiacchiere stanno a zero… sarà che sono sensibile all’argomento: io nella mia vita ho ricevuto lettere strappacuore, poesie, canzoni struggenti non semplicemente “dedicate” a me, ma scritte appositamente per me: però la famosa persona che mi dice “Cara, non ti preoccupare di questo, ci penso io”, ancora l’aspetto.
Anzi, vi dirò: le uniche persone che l’hanno fatto – ovviamente in tutt’altro contesto!!! – sono stati due anziani semianalfabeti.
4 Giugno 2008 a 7:56 am
donnaemadre
Rileggo con più lucidità queste parole, e mi rendo conto di essere stata ingiusta. C’è stata una persona nella mia vita, di cui peraltro vi ho già parlato ( http://donnaemadre.wordpress.com/2008/04/17/gelosia/ ) che era di tutt’altra pasta. Non c’era problema che lui non risolvesse. Non c’era problema che lui non MI risolvesse.
Purtroppo però non ce l’abbiamo fatta: il perché lo sapete. Ciò non toglie che quando, montando un lampadario, mi è scoppiato in mano, la prima reazione è stata di chiamare lui, prima ancora di arrivare a prendere un bicchiere d’acqua, così pure quando…
Ma perché parlarne? Non c’è più.
*** In nessun luogo di questa terra ***
***
***
5 Giugno 2008 a 3:26 pm
Elle
Piemme, arrivo in ritardo a risponderti e soprattutto a ringraziarti per la chicca della lettera di Eleonora Duse alla figlia che hai ripreso da Repubblica ed inserito qui, nel tuo commento.
Ovviamente non ho resistito e sono andata a leggere l’articolo completo sul link che avevi messo, anche perchè al richiamo di Albascura non si comanda!
Leggere poi che questo pensiero l’hai avuto mentre eri in viaggio e nel leggere quell’articolo ti siamo venute in mente noi donne e madri (Diemme, io e Nunzy) mi ha emozionato…sei a tutti gli effetti e sempre più un componente prezioso per il nostro salottino.
Questa lettera tra madre e figlia è tenerissima e va a toccare corde molto delicate in me, soprattutto in questo periodo in cui, arrivata alla soglia dei 36 (tra pochi mesi) anni, mi ritrovo, mio malgrado, col pensiero verso una nuova maternità…il famoso orologio biologico che cammina silenziosamente e che subdolamente di tanto in tanto mi ricorda che “o adesso o mai più”. Purtroppo però non è così automatico come sembra, ora non posso spiegare qui nel dettaglio tutte le motivazioni che mi trattengono dal concretizzare questo mio desiderio.
Semplificando posso dire che per me il benessere (e non parlo di benessere materiale ma di amore) di un figlio viene prima di quello personale, è un bene superiore, di fronte al quale non posso mettere i miei interessi, non ci riuscirei mai!
Nel blog di Diemme mi sono lasciata sfuggire, parlando dell’argomento, un’espressione un po’ forte, del tipo “maternità castrata”, per definire appunto questo mio desiderio irrisolto.
Quando ci ripenso a mente fredda un po’ mi pento di quelle parole: ho già avuto il grandissimo dono di vivere per ben due volte la gioia della maternità anche se in uno dei due casi non tutto è andato come avrebbe dovuto essere, ma questa è un’altra storia…
Ho l’immensa fortuna di essere mamma di una splendida bambina (dagli amici del salottino ribattezzata Petite_Adorée) che per me, già così, non è figlia unica, è a tutti gli effetti la mia seconda figlia…non potrà mai essere diversamente.
Perdona la divagazione personale, ma era già qualche giorno che ci giravo e rigiravo intorno, e tu mi hai dato il pretesto o l’occasione per tirar fuori certe parole che a volte rimangono incastrate tra la mente e il cuore.
Per questo, e per tutto, ancora grazie.
5 Giugno 2008 a 3:45 pm
donnaemadre
C’è sempre il mio famoso consiglio…
6 Giugno 2008 a 11:11 am
piemme
Ciao angelo.
Ti volevo segnalare “La Repubblica XL” di questo mese, non dovresti avere problemi a trovarlo è uscito da un paio di giorni. C’è un bell’articolo, con annessa intervista e belle foto, su SLASH, la chitarrina dei Guns, che ti piaceva tanto. E non solo, ne vale veramente la pena.
Scusami se non c’azzecca niente con la discussione, è quasi una comunicazione di servizio “poco” segreto.
Buon proseguimento di giornata.
6 Giugno 2008 a 11:55 am
Elle
Scusarti???
E di che, my dear? di darmi sempre degli ottimi spunti di lettura, riflessione, confronto, discussione…? o forse dovrei scusarti per il tuo essere sempre così accorto e gentile…
Ad uno che mi saluta chiamandomi angelo poi, mica posso rispondere pizza e fichi hihiihihih (Diemme copyright)
6 Giugno 2008 a 12:30 pm
piemme
Angelo sta a te come
Magica sta a Nunzy e come
SPLENDIDA sta a Diemme.
Piuttosto prendi 2 euro e corri in edicola, non te ne pentirai e poi ti danno pure il resto.
Un abbraccio fraterno.
6 Giugno 2008 a 12:39 pm
Elle
Ottima equazione Piemme!!!
Corro in edicola, so che non me ne pentirò.
6 Giugno 2008 a 1:42 pm
donnaemadre
Come Dolce sta a Piemme
Come Tenero sta a Piemme
Come …
*** Scappo che ho visto una lupa_ra! ***
6 Giugno 2008 a 2:15 pm
arthur
No, sono qui che ascolto, e poi… mi piacciono tutte ’ste smanfrinate… signore, non fate le timide, tutto qui?
E poi Diemme, dove ti avevo detti di tenere gli occhi?
Piemme: “abbraccio fraterno” uh, vabbè, sarebbe meglio amichevole, con rispetto e a debita distanza, ma visto che sei tu, per questa volta passi, ma che non sia un abitudine.
*** Vi va bene che oggi sto de corsa… ***
8 Giugno 2008 a 8:04 pm
donnaemadre
Cara Elle….
Cara Elle, ti scrivo questa lettera perché…
perché oggi ci sei mancata, perché senza il tuo buongiorno la giornata stenta a decollare, perché ogmi tanto mi immagino che potremmo stare a chiacchierare su una panchina al parco, mentre la Petite gioca.
Oppure sulla spiaggia, pigramente sdraiate al sole, ovviamente parlando di uomini, spiluccando di tanto in tanto un po’ della frutta che abbiamo portato da casa già lavata.
Con la Petite là, accanto a noi, che sotto l’ombrellone riempie il suo secchiello, e lo risvuota, tutta impegnata con la paletta, il setaccio, il rastrello; la piscinetta è là, ogni tanto ce l’ammolliamo perché fa caldo, e lei sguazza, ci schizza, ride.
Attilina invece ha il suo gruppo, le vedo tutte un po’ più in là, ridono che risuona in tutta la spiaggia, lei tiene banco, come sempre. A un certo punto si avvicina un gruppo di ragazzetti, attacca bottone e io mi irrigidisco, mi metto di vedetta, cerco di tendere l’orecchio. Tu ti burli di me, e io me la prendo, ribatto che adesso ridi, ma ci passerai, e ti voglio vedere che farai, se sarai così moderna e progressista.
Mi alzo, vado là con una scusa, chiedo alle ragazze se vogliono un po’ di frutta, oppure dico che vado a prendere un gelato, se vogliono venire con me. Lancio un’occhiata torva ai ragazzi, che se ne vanno, e mia figlia si arrabbia.
Tu ridi, e rimetti un po’ di crema solare alla Petite che, si vede comincia a essere stanca, e tu la metti a riposare e la copri con l’asciugamano.
Parliamo di Arthur, di Piemme, di Pani, e Mauri e TaCo. La povera Lory la facciamo nera. Poi ti confido una cosa, ma tu non dirla ad Arthur: ti metti a ridere, di nuovo, mentre incalzi sempre ridendo “Ma non mi dire! Senti, senti…”
Poi tutt’a un tratto ci accorgiamo che è tardi, il sole è calato, comincia a essere fresco. Raccogliamo gli asciugamani, li scuotiamo, li pieghiamo. Poi ci rivestiamo e ci incamminiamo verso casa. Passando davanti a un cestino, buttiamo il sacchetto con le carte e le bottlglie, civilmente raccolte.
Tu devi preparare la cena, io ho un po’ meno problemi, con Attilina ci arrangiamo di più.
*** Ma perché non può essere così?
***
9 Giugno 2008 a 9:22 am
Elle
Cara Diemme,
ho letto questa tua lettera ieri sera, appena tornata a casa, dopo una giornata trascorsa in trasferta dalla suocera.
Ed è stato come essere avvolta in un abbraccio fortissimo, pieno di calore, uno di quelli che mi toglie per un attimo il respiro…uno di quelli che normalmente ricevo da Petite, quando, la sera, torno dal lavoro e lei mi vola in braccio…
Tesorisia…che altro dire, riesci a commuovermi, lo sai…
Perchè non può essere così non lo so, anch’io ultimemente (e accade spesso, sempre più spesso) mi ritrovo a maledire i chilometri di terra che ci separano, a pensare alle lunghissime chiacchierate che protremmo fare vis à vis riempiendo di parole questi pomeriggi piovosi, oppure alle passeggiate in riva al mare o al parco con figliole al seguito.
Eppure ciò che hai immaginato non è poi così distante dalla realtà, sai?
Certo non potrebbe essere la quotidianità, ma quel mio famoso invito a venirmi a trovare è sempre valido.
Ho letto che si prospetta una visita da Piemme in agriturismo…beh, sappi che vicino casa mia l’anno scorso hanno aperto un bed and breakfast (con tutti i confort, mica pizza e fichi, seguiranno dettagli in privato) che potrebbe proprio fare al caso nostro…
E allora sì che questa tua lettera diventerebbe realtà!
9 Giugno 2008 a 9:48 am
arthur
Mi hai preceduto, cara Elle, volevo aggiungere alla bellissima lettera della nostra Diemmuccia, che sarebbe stato bello anche potervi guardare da lontano, mentre venivo a trovarvi, e vedervi lì sedute sulla spiaggia a chiacchierare, a ridere e scherzare, avrei senz’altro provato tanta tenerezza e, avvicinandomi, vi avrei salutato con un sorriso che di quella tenerezza era rimasto carico…
Evvabè!
*** Buongiorno mia cara! ***
9 Giugno 2008 a 10:11 am
Elle
Arthur, ma tu c’eri già…ci sei anche tu nella lettera, ci sei in quelle chiacchiere tra donne, ci sei tra una risata ed un “ma non mi dire…senti, senti…” e ci sei, sempre e comunque!
Bonjour à toi!
10 Giugno 2008 a 7:55 pm
arthur
*** ’sera! ***
10 Giugno 2008 a 8:08 pm
Elle
Buona serata a te cher Arthur…in musica.
Stasera a farvi compagnia vi lascio questa…
Adoro questa voce e questa chitarra.
@Piemme: e se tu, su un bigliettino, vuoi scrivermi il modello…
10 Giugno 2008 a 10:46 pm
nunzy conti
..di ritorno dalla tua mail..volevo dedicarti questa poesia..per noi poveri poeti e viandanti per libera scelta..
http://nunzyconti.wordpress.com/2008/05/14/amore-e-poesia/
davvero una buona notte
10 Giugno 2008 a 10:53 pm
Elle
Grazie per questa dolcissima buona notte Nunzy…mi piace molto come ti esprimi in poesia, le parole che sgorgano da un’anima sensibile come la tua sono sempre carezze sul cuore…
10 Giugno 2008 a 11:00 pm
piemme
Sei amabile e dolcissima come il suono meraviglioso di questa YAMAHA SG, dolce come una gibson ma molto più profonda visto le generose dimensioni della cassa. “La dolce rossa di Carlos”.
Elle, si b-ell’!
Ma mica, per sbaglio, ti sei presa la mia camicia?
11 Giugno 2008 a 2:48 am
arthur
Beh, amabile e dolcissima come una Yamaha, inzsomma, inzsomma… (Piemme, scherzo ovviamente… )
Ma scusa, anche tu suoni? No perchè a questo punto potremmo mettere su una orchestrina, insiame a Pan, che dici?
*** Mia cara, Grazie, grazie, grazie per la musica e… ‘notte, ‘notte! ***
11 Giugno 2008 a 9:07 am
donnaemadre
E così abbiamo ritrovato la camicia di Piemme… (Arthur, come hai potuto sospettare di me? ).
Per quanto riguarda l’orchestrina, non dimentichiamoci lo zio Claudio, anche lui è un musico, e di professione! (Arthur, non sospettare di me… ).
*** buongiorno Elle, come stai? ***
11 Giugno 2008 a 9:37 am
Elle
@Piemme: Fofò non sa mantenere un segreto!
Gli avevo detto di prendere la tua camicia e nasconderla per farti uno scherzetto, ma lui ha iniziato a giocarci e poi…tira di qua, tira di là…sai com’è…ha scavato una buca e l’ha sotterrata lì insieme al suo osso preferito!
Confido nella tua benevolenza e spero che la “profondità della mia cassa” ti faccia chiudere un occhio di fronte a questo piccolo giochino che ci è un po’ sfuggito di mano…ops!
E tu…sì nu babbà!
@Arthur: ho letto (… ) che sei in viaggio…torna presto, così ci dividiamo gli strumenti ed organizziamo la band.
@Diemme: tutto bene cara, stanotte finalmente sono riuscita a dormire, sarà stato il magico potere della buonanotte dell’angolino…?
11 Giugno 2008 a 10:38 am
donnaemadre
Beh, una mia amica (una a caso) , che si è beccata un esaurimento sul posto di lavoro, ha detto che se le avessero mantenuto il link al mio blog sicuramente le cose sarebbero andate diversamente.
Elle, Artù ha lasciato detto di sostenerci vicendevolmente in sua assenza, e ha incaricato Piemme di vegliare su di noi:
*** Una capatina al B&b sotto il Vesuvio come la vedi? ***
11 Giugno 2008 a 10:57 am
Elle
Ho appena mantenuto fede a quel “sostenerci vicendevolmente in sua assenza” sul nostro angolino…
Lavorare potendo accedere al tuo blog?…noooooo, per me sarebbe licenziamento in tronco!
Il b&b sotto o’ Vesuvio sarebbe ‘na favola…
11 Giugno 2008 a 2:56 pm
piemme
O’ l&l (lietto e latt’) sotto ‘o Vesuvio sta ‘nserrato.
Signurin_elle facit’ e brave!
11 Giugno 2008 a 10:03 pm
piemme
Dato che sono un gentiluomo e potrei essere stato frainteso, traduco il precedente commento:
Il “letto e colazione” sito sotto al Vesuvio è chiuso.
Signorinelle fate le brave.
***Le chiavi la Paola le ha consegnate ad Arthur e se non torna, non c’è trippa per gatti!***
12 Giugno 2008 a 2:23 am
arthur
Piemme, sei un grande, sapevo di poter contare su di te…
*** Fimmineddi, vaddatimi ‘nta l’occhi… ***
12 Giugno 2008 a 8:55 am
donnaemadre
@Arthur: a poterlo fare…
@Piemme: tu pure a Vendutisio non c’è male, eh? Solidarietà maschile?
*** Guarda che se io ed Elle ci alleiamo con la Odi… ***