(Photo: “Trafitta dalla luce” by Fémininité – The world of Elle)
Ho sentito dire: se asserisci di non essere innamorato, allora ne sei certo, non lo sei.
Se asserisci di non sapere se sei innamorato, è meglio, poichè forse lo sei.
Se dici: penso di essermi innamorato di te. Non è una certezza e, per contro, se hai certezze subentra la noia, quell’abitudine che in un certo senso dà l’avere certezze. Però c’è qualcosa che non ti lascia andare, a nessun costo. E il gioco continua.
Allora è vero che forse ci sono persone che non sono capaci di amare, o amano a loro modo, forse in modo distorto. Cosa sono?…forse esperimenti, prove personali?
Modi atipici di amare…forse ci sono persone che non si riconoscono l’un l’altro e per questo decidono di buttarsi in una sorta di amore pazzo, un amore malato…un tunnel.
Non riesco a capire la diversità di certi tipi di amore, vado indietro nelle pagine della vita e vedo solo una confusione totale, su quello che dovrebbe essere l’amore.
E’ passione o è amore? Una cosa esclude l’altra? O è un amore lupo travestito da agnello? O il contrario? Poi rileggo delle vecchie lettere, e lì l’amore è decantato, urlato, con una passione quasi grezza alle volte. Trascinante, rassicurante, tra due braccia forti, ma anche traditrici.
Nei rapporti sentimentali via via nel tempo, mi sono abituata ad usare una certa essenzialità.
A vederli come una partita aperta: ad ogni gesto, gesto risponde, altrimenti, è impossibile giocare.
Il requisito basilare per cui se una persona nutre per te un sentimento, te lo dimostra chiaramente in qualche modo, non è una sciocchezza superficiale, ma costituisce le fondamenta del rapporto.
Io ti cerco - tu ci sei.
Io ci sono - tu mi cerchi.
Ci sono miliardi di sfumature, di viariabili, di fattori esterni ed interni, che possono condurre una persona a non accettare il nostro amore e a rimanerne lontano (o ad allontanarsi), ma io credo allora che sia giusto prendere semplicemente atto di certe difficoltà, ammetterlo prima di tutto con se stessi, senza voler a tutti i costi anche trovare una giustificazione.
Giustificazione che aiuta a travalicare i confini di quel che dovrebbe essere, per trasportarci nella terra arida della “amore ad ogni costo”.
Ed il fatto di non voler entrare nel labirinto delle spiegazioni di certi comportamenti non vuole affatto dire neppure negarsi all’amore.
Io posso amare fortemente, ma rendermi anche conto che l’altra persona non ricambia il mio sentimento alla mia stessa maniera.
E quindi, spinta da un’obiettività schiacciante, posso decidere di mettere i remi in barca e vivere nel mio silenzio e come mia personale scelta, questo vuoto che mi viene imposto.
Il voler camuffare la realtà a se stessi con il possibilismo, porta a scivolare a poco a poco in una disilusione cocente che ucciderà per sempre la speranza e la capacità di vivere un amore con fiducia.
Credo che non si possa e non si debba mai ”risparmiare sul cuore” perchè ad usufruire di certi “sconti” emozionali, poi si rischia veramente di compromettere per sempre il benessere di ogni Amore.



33 comments
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19 Giugno 2008 a 12:48 pm
checosasonolenuvole
cerchiamo di schematizzare l’amore, ma alla fine secondo me non potremmo mai comprenderlo in ogni sua sfumatura, anche perchè in tal modo non avrebbe più quella sua aura che lo rende così magico.
e sono d’accordo con te, non si deve risparmiare sul cuore, perchè una volta presa quella via, non è facile tornare a credere.
19 Giugno 2008 a 1:14 pm
Elle
Ciao checosasonolenuvole…che nik poetico il tuo!
Schematizzare l’amore? impossibile! sarebbe come voler racchiudere il mare in una bottiglia o il cielo fra quattro mura…impossibile ed anche ingiusto, proprio in nome di quella magia, quella sua aura di cui parli anche tu.
Il mio infatti non è un tentativo di schematizzazione, (sapessi quanto sono allergica agli schemi… ) quanto piuttosto un tentativo di “indagare” su certi tipi di amore che pur definendosi tali, forse non lo sono affatto.
E’ possesso? è affetto? è passione? è egoismo? le variabili sono davvero molteplici perchè molteplici sono le dinamiche che si mettono in atto quando si parla di amore.
Ognuno di noi ha sperimentato su di sè le proprie, tutte diverse, ma forse anche un po’ sempre uguali…
19 Giugno 2008 a 4:15 pm
DG
Elle non ti rendi conto di che razza di argomento sei andata a toccare… E la rabbia monta come l’albume..come la panna..salvo poi impazzire come la maionese acida..
No.. non scrivero nulla a riguardo..
no!!
L’amore è quello stato di totale abbandono che rende idioti e mentalmente ciechi. E’ ciò che ci fa sopportare cose impensabili per una mente “sana”. Chi ama davvero è semplicemente qualcuno non molto “sano” di testa!! Perché se è vero che nella coppia c’è sempre chi ama di più e chi ama meno è anche vero che è uno stato di fatto insano. Dove chi ama è sfruttato. Dove chi ama meno è il più furbo dato che spende poco e ottiene di più. Ho sempre creduto nell’amore per poi ricredermi ogni volta che il mio veniva usato, sperperato, lottizzato, ritenuto così prezioso da non poterne godere, salvo poi prendersi tutto e restituire la minima percentuale per tenerti mezzo vivo/mezzo morto! E questo dietro il paravento della razionalità più ipocrita: “non ti amo ma ho bisogno di te..amami ancora”. Putroppo chi ci rimette sono gli uomini/mamba. Quelli che di troppo proprio veleno muoiono. Devono mordere qualcosa!!
Ci si lamenta che l’uomo oggi giorno sia diventato un surrogato femminile grazie a quest’epoca di emancipazione delle donne. Uomini che non sono più capaci a a fare gli uomini. Una manica di villani solo capaci di cercare sesso ad ogni costo. Una mattanza della carne. Donne/bistecche. E quei pochi che sono rimasti capaci di mettere i sentimenti di fronte a tutto, quei pochi che attendono la prima notte di nozze per toccare la propria donna con quel rispetto di altri tempi, con quella passione imbavagliata che trasformava ogni gesto soffocato nelle parole più dolci e romantiche che la mente poteva immaginare..beh..quegli uomini spariscono soto il rullo compressore della superficialità e dell’incapacità di amare da cui sono afflitte la maggioranza delle donne odierne. Eterne indecise! Insanabili insoddisfatte. Tutta colpa di Cenerentola. Una fiaba non per bambini ma per malati di mente. Tutte che aspettano il principe azzurro sul cavallo bianco.
Cara Elle.. tocchi un argomento dove non ho da dire nulla se non sputare veleno e sentenze!!
Tunnel, amori malati e similari..
Al momento non credo più all’amore. E’ il frutto della nostra mente. Lo creiamo e lo gestiamo secondo ciò che meglio ci fa stare bene..tanto nel 90% dei casi non è mai ricambiato e rimane appunto un amore malato.
19 Giugno 2008 a 6:28 pm
arthur
Wow, caro DG, se mi concedi il caro, più che sputare veleno e sentenze, hai espresso con rabbia, forse con troppa rabbia, tante sentenze e tanto veleno (cambiando l’ordine degli addendi, il prodotto purtroppo cambia, eccome se cambia… )
Concediti comunque il beneficio del dubbio, che è poi la possibilità di credere che non sempre le cose vanno nello stesso modo e quindi… e poi, chi stabilisce chi è che ama di più e chi è che ama di meno?
Altro dilemma!!!
Nel momento in cui si pensa di dare tanto amore, magari è la volta che se ne da di meno, non credi?
*** Gemellina, tornerò per dire la mia. ***
19 Giugno 2008 a 6:48 pm
DG
Ma credi a quello che scrivi??
Che significa chi stabilisce chi ama di più e chi di meno? Che significa “nel momento in cui si pensa di dare tanto amore magari è la volta che se ne da di meno? Più che dilemmi avverto in te un pò di confusione.
Scrivo con rabbia e con ragione. E la rabbia non puoi definirla troppa perché sai a sai della mia vita. Per quanto ne sai sono solo con 4 figli e una ex che si è trombata uno stadio.
Chi stabilisce chi ama di più? La bilancia delle emozioni “caro”. Hai mai provato? E’ come quanto tu giochi a tennis e la pallina non ti torna mai indietro e devi correre dall’altra parte a prenderla. Chi sta giocando? O sei solo e si è in due. A meno che non giochi contro un muro. Ma sempre solo giochi.
Poi questa che chi pensa di dare tanto amore magari è la volta che ne da meno mi sa tanto di contorto discorso con poco senso.
Mi spieghi perché cambia il discorso degli addendi?? Se puntualizzi qualcosa almeno illuminami!
19 Giugno 2008 a 6:53 pm
DG
Non filosofeggiate sull’amore..almeno non con me!!
19 Giugno 2008 a 7:56 pm
arthur
Oltre che arrabbiato, sei anche un po’ permaloso, oltre che presuntuoso e allora, ti rigiro la domanda: perché non dovrei filosofeggiare sull’amore con te? Sei forse il depositario di una verità che, me misero mortale, me misero tapino, non sono in grado di conoscere o di capire?
Ma dai…
Innanzi tutto, se avessi avuto la pazienza di leggere più attentamente il mio commento, avresti capito, forse, che ti offrivo la possibilità di vedere le cose con uno spiraglio di speranza, e invece, lancia in resta e…
Sono convinto di quel che dico, e mio caro non sono per niente confuso, anzi, proprio perché non sono nato ieri e soprattutto, non ho vissuto nella bambagia e le pene, i dolori oltre che le gioie (come vedi metto anche quelle… ) nell’amore, li ho vissuti anch’io, insieme a cocenti delusioni, a rapporti che si sono rovinosamente frantumati ecc. ecc.
Devo continuare?
Ma non per questo mi arrogo il diritto di giudicare chi non la pensa come me, un contorto, un confuso, ma come ti permetti… e no, mio caro, io non ti ho giudicato, ripeto, ho solo cercato di farti vedere, con un po’ d’ironia (conosci questa parola?) la possibilità che dopo la sofferenza può esserci la gioia, in parole povere, credo nelle cose che cambiano e se non lo avessi creduto, starei oggi ancora qui, come te, a leccarmi le ferite, e a inveire con chiunque non aveva sofferto come me. (… ) (!!. )
Si, credo veramente nel fatto che nessuno è in grado di stabilire se ama di meno o se ama di più, sarebbe troppo presuntuoso ed anche una manifestazione di puro egoismo, portato all’estremo, si ama e basta, ci si incontra e basta, si fallisce nell’amore e basta.
E proprio in base a questo che ritengo anche che chi dice di amare tanto, in effetti ama poco, ma solo perché il suo metro di giudizio è troppo condizionato da fattori personali, dall’egoismo, appunto, dal bisogno di misurare con il bilancino un etto d’amore in più o in meno.
L’amore si da e basta, se no non è amore e solo un discorso che si fa solo con se stessi.
Devo continuare?
19 Giugno 2008 a 8:21 pm
Elle
Non mi piacciono le discussioni urlate ragazzi, scusate ma non mi sembra proprio il caso di continuare questo dibattito se i toni sono questi.
L’argomento è vasto e controverso, parlare d’amore lo è sempre, è una fonte inesauribile di discussione per quanto mi riguarda, ma per favore, cerchiamo di farlo senza pretendere di avere la verità in tasca.
DG, tu hai esposto molto chiaramente la tua posizione, hai espresso la tua rabbia come volevi e va bene così credimi, se di rabbia si tratta, rabbia sia, non mi dà fastidio, anzi, se in qualche modo è servito per tirarla fuori da te e guardarla in faccia, credo sia già qualcosa di positivo.
Ognuno di noi vede l’amore in base alle proprie esperienze vissute, in base ad una propria visione che ha della vita e/o predisposizione d’animo del momento, è ovvio che non possiamo trovarci tutti d’accordo.
Credo che Arthur, ma poi penso che arriverà direttamente lui a risponderti, non ha certo bisogno del mio intervento, tuttavia, mi permetto lo stesso di interpretare il suo pensiero in base a ciò che ho letto e alla persona che attraverso queste pagine ho imparato un po’ a conoscere.
Non credo ci sia stata alcuna presunzione nelle sue affermazioni, nè inutili puntualizzazioni o filosofeggiamenti sparsi, non ne ha bisogno.
Arthur crede solo sia giusto tenersi la strada del dubbio aperta, semplicemente non classifica l’amore come “tutti gli amori”, non si lancia in sentenze definitive e inappellabili perchè lui “sente” così.
E’ altrettanto ovvio che tu in questo momento hai una visione totalmente opposta e divergente, ma forse (concedilo a me ora il beneficio del dubbio), un po’ sbilanciata in base al tuo vissuto, come io l’avrò in base al mio ed Arthur in base al suo.
Personalmente credo che ciascuno di noi abbia da dare qualcosa all’altro, sermpre, persino nelle posizioni più opposte ed estreme, anche perchè se non credessi fermamente in questo, probabilmente non scriverei su un blog.
E per quel poco che ti conosco, so che, smaltita la legittima rabbia, tornerai a crederci anche tu.
19 Giugno 2008 a 8:47 pm
DG
“Si, credo veramente nel fatto che nessuno è in grado di stabilire se ama di meno o se ama di più, sarebbe troppo presuntuoso ed anche una manifestazione di puro egoismo, portato all’estremo, si ama e basta, ci si incontra e basta, si fallisce nell’amore e basta.
E proprio in base a questo che ritengo anche che chi dice di amare tanto, in effetti ama poco, ma solo perché il suo metro di giudizio è troppo condizionato da fattori personali, dall’egoismo, appunto, dal bisogno di misurare con il bilancino un etto d’amore in più o in meno.
L’amore si da e basta, se no non è amore e solo un discorso che si fa solo con se stessi.”
EGOISMO??? Cioè..se ti rendi conto di amare di più rispetto al tuo partner sei egoista?? Ho i brividi?? Non sono depositario di un bel nulla.. ma non ti dico di cosa sei depositario tu con queste uscite senza senso.. è un continuo filosofeggiare senza senso.. porti un sentimento come l’amore alla pura relatività!! Ho i brividi..
Chi dice di amare tanto ama poco in effetti??
Ma ritieni delle cose sulla base di ragionamenti privi di ogni fondatezza logica. Condizionamento? Fattori personali? Senza parole..
Elle non è rabbia fine a se stessa. Non c’è nessuno sfogo. Mi sfogo nel MIO di blog. Ho solo espresso ciò che mi ha fatto pensare il tuo post. Non ho nessuna verità in tasca. Ma baso ogni mia parola sula MIA esperienza e sull’esperienza di chi ho intorno.
Arthur, ma continua quanto ti pare.. basta che non scrivi cose senza senso!!
E non sono permaloso!! Ma infastidito dalla superficialità con cui hai smembrato ciò che ho scritto facendo il buon samaritano.
bye
continuate senza di me
19 Giugno 2008 a 11:16 pm
Elle
Non penso che la tua sia rabbia fine a se stessa, anzi, proprio il contrario e non penso neanche che tu sia venuto qui ad urlare i tuoi sfoghi, tu sai che amo il confronto ed è questo che cerco e vorrei sempre da chi mi legge…e se sei qui ed hai lasciato scritti i tuoi pensieri malgrado quell’iniziale “no!! non scriverò niente”, mi piace pensare che, malgrado tutto, fosse quello il tuo intento.
Penso che dietro quella tua rabbia ci sia molto altro caro DG…delusioni, cicatrici, ferite, lividi e forse anche qualche consapevolezza in più oggi rispetto a qualche tempo fa…in una parole c’è la persona, l’uomo che sei oggi.
Non hai bisogno di entrare in conflitto con gli altri per affermare le tue verità DG, tu sai quali sono perchè le hai vissute, noi no, è vero, ma nessuno qui sta cercando di metterle in discussione, nè siamo qui per stabilire chi in un rapporto ama di più o di meno.
In questo post ho voluto solo porre l’accento sui quei rapporti che proprio come un tunnel hanno un’unica direzione ed un’unica via d’uscita. Amori malati, contorti, sbilanciati, in cui si istaura più o meno consapevolmente una sorta di prevaricazione.
Lungo il mio cammino è capitato anche a me di incontrare qualche “mangiatore di anime” come li chiamo io, esperienze che ripercorrendole oggi, vivrei certamente in modo diverso.
Eppure nonostante anch’io conservi lividi profondi e ben (?) nascosti, non sono riuscita a perdere quella fiducia nel prossimo o nella forza dell’amore, in cui riesco ancora a credere.
Se mi fosse stata strappata via anche quella, allora sì che mi sarei sentita davvero mangiare l’anima, allora sì che non avrei più avuto nulla da dare nè da ricevere…
Non riesco a risparmiare sul cuore, non riesco a chiuderlo ermeticamente…non farlo neanche tu.
20 Giugno 2008 a 12:04 am
DG
Io non entro in conflitto per affermare qualcosa. Semmai per non subire mera filosofia sul tappeto delle mie parole. Di cose senza senso ne ho lette abbastanza su questo argomento. E non amo gli atteggiamenti paterni. Ci mancava poi leggere che chi ritiene di amare molto è un egoista. “L’amore si da e basta”.. mah.. e a mio parere sono state messe in discussione le mie esperienze dal momento che qualcuno ha ritenuto troppa la mia rabbia senza nemmeno sapere niente. Invece che porsi domande e cercare di comprendere nel profondo alcune parole si rimane in superficie riempiendo di parole gli spazi.
Cmq il no era proprio per affermare che non avrei scritto sull’argomento. E difatti ritengo di non aver scritto nulla. Ma nulla..
20 Giugno 2008 a 1:32 am
arthur
Senti DG, se vuoi continuiamo la discussione sul tuo blog, sempre che hai il coraggio di non censurarmi, anche se in proposito ho dei seri dubbi, e comunque, se devo essere sincero mi hai proprio stufato, con queste tue lacrime di coccodrillo.
Tra le altre cose ti ritengo anche inopportuno, per aver rovinato con le tue stupide affermazioni, questo bellissimo post.
Ovviamente e come sempre, è solo un mio punto di vista.
Elle, scusami, ma non era mia intenzione polemizzare, ne essere paternalistico (è così che si dice caro DG… ), anzi, ma mi rendo conto che l’ironia, sinonimo d’intelligenza, è una dote difficile da trovare e se qualcuno si prende la briga di dire che le mie parole sono senza senso, addirittura superficiali, prima ancora di capire e di leggere tra le righe, allora reagisco.
20 Giugno 2008 a 9:31 am
Elle
Vedo che la discussione poi ieri è continuata…mi dispiace avervi lasciati soli, ma non riesco a fare le ore piccole qui, anche se mi sarebbe piaciuto intromettermi, ancora una volta, in questa vostra accesa discussione.
Non è mia intenzione nè volontà prendere le parti di nessuno, non ho certo scritto il post per farvi litigare e poi mettermi in mezzo, ognuno è libero di espirmere il proprio pensiero andando incontro o meno al pensiero dell’altro, avviene continuamente sui blog, ma anche per strada, quindi…niente di nuovo!
Arthur, non hai nulla di cui scusarti per aver reagito, l’avrei fatto anch’io, ora però pregherei te ed anche DG, se vorrà tornare a leggere e commentare, di provare ad andare oltre questo vostro “scontro” di idee.
Mi piacete entrambi di più in versione propositiva, piuttosto che in quella di attacco e difesa.
DG, non credo tu abbia subito filosofia spicciola, nè tanto meno superficialità, e se ti è arrivato solo questo, mi dispiace, perchè significa che forse hai iniziato a chiudere qualche porta che invece, secondo me, andava lasciata aperta.
Detto questo, penso che le vicende vadano lasciate sedimentare, prevedono un metabolismo…a caldo si possono dire o fare cose sull’onda dell’istinto e delle emozioni negative…e non riconoscersi in nessuna di queste.
A (sangue) freddo si parla e si agisce diversamente, fermo restando la legittimità di dire e fare ciò che si sente.
Il dolore grande e profondo tira fuori chi sei veramente.
Se sei una bella persona, il grande dolore ti rende ancora migliore.
Al contrario, se sei una persona da poco, il grande dolore si limita a tirare fuori quel che hai saputo ben celare dietro una maschera costruita ad arte, che si sgretola di colpo.
Lo so che il mondo fa presto a dimenticare e a decidere che tu hai dimenticato, come se non avessi raccolto cocci, come se le cicatrici si potessero cancellare, come se certi nodi irreversibili fossero sciolti ed invece sono venuti per restare…
Ma non è con le chiusure o con la rabbia che l’animo inquieto si placa.
Forse si riapre una ferita non rimarginata…
Forse temiamo che quella veste buttata via, alle spalle, ci possa calzare di nuovo…
Forse non si sono chiusi tutti i conti…
Ed ora che ho “riaperto le danze” ritorno nel mio angolino, dal quale vi osservo e vi ascolto, sempre, silenziosamente…
20 Giugno 2008 a 9:52 am
DG
Ah bene.. ora sei uscito allo scoperto (e piantala di chiamarmi caro perché hai esordito male fin dall’inizio).. stupide affermazioni… bene!! Sinonimo d’intelligenza..bene!! Lacrime di coccodrillo? (ahahahah) Mitico.. Ok Mario torna in te.. ti preferivo prima!!
Censurarti?? Ma vedi che alla fine la tua chiara natura si rivela? Stai accusando senza nemmeno conoscermi. Mi accusi di censurare ahahahah te sei fuori ahahahah Ma come ti permetti?? ahahah Pazzesco.. E poi il presuntuoso sono io ahahah.. mario mario…
Siccome dici che non ho letto tra le righe ti informo che dal tuo post era chiarissimo che ritenevi stupide le mie affermazioni (che scritte con rabbia lasciano il tempo e non vanno messe sotto giudizio)..e difatti poi ti sei rivelato.. basta provocare una reazione proporzionale alla vera natura..e siccome filosofeggiare sui sentimenti è odioso la prima reazione è stata la mia. (non credi che sia filosofia?? Leggi bene le frasi e trovane il senso.. sminuiscono..rendono la logica spicciola e priva di significato…
ok ok ok .. ripeto.. continuate senza me!!
Buona arthur
continua a fare il maggiordomo..
ah è visto che fai il marinaio sappi che questo post di Elle l’ho ispirato io.. voleva dirlo lei e per correttezza nei miei confronti non lo ha fatto.. ma ora lo dico io!!! Quindi non rovino nulla.. semmai sono le tue affermazioni che hanno in pratica ridicolizzato le mie parole con la solita filosofia…
(ma si capisce che odio il filosofeggiare? Il parlare senza dire nulla di sensato??)
buona pesca
20 Giugno 2008 a 10:21 am
Elle
@DG: avrei preferito vederti rientrare qui per rispondere a me e non ad Arthur!
E sì che te ne ho dette di cose, ma evidentemente non ti interessano e preferisci portare avanti una polemica sterile che spero Arthur non raccolga.
Circa la fonte di ispirazione di questo post è vero, mi hai fornito materiale concreto per parlare di amori malati, il titolo stesso Tunnel è una parola tua, che ti calza a pennello al momento, visto che tu da quei meccanismi, altrimenti detti tunnel, sembra non abbia proprio voglia di uscire.
E adesso non sto parlando di tunnel amorosi, ma del volersi arroccare nelle proprie posizioni senza dare e darsi la possibilità di vedere oltre.
E mi dispiace DG, sul serio…sei proprio sicuro che con questo atteggiamento tu non stia rovinando nulla?
Lascia stare, è una domanda retorica la mia, non necessita di risposta.
20 Giugno 2008 a 3:57 pm
donnaemadre
Tunnel… quel luogo in cui amore anziché fare rima con cuore la fa con dolore. Quando incrociamo la persona che ci risucchia l’anima, che ci porta via ogni energia.
Ma il fatto che noi lo permettiamo, scusatemi miei cari, significa spesso che nel tunnel lo eravamo già da prima. E’ normale forse non conoscere la persona di cui ci si innamora, magari perdutamente. E’ normale accorgersi solo dopo che la persona non è quella che credevamo, non ci dà quello che ci aspettavamo, non ci ama nel modo di cui abbiamo bisogno: ma quello è pure il momento in cui, se restiamo, diventiamo vittime consenzienti. E se diventiamo vittime consenzienti, vuol dire che, in qualche modo, nel tunnel già c’eravamo.
Il modo in cui amiamo, in cui lasciamo che NON ci amino, è lo specchio dei nostri problemi irrisolti.
Io, nella mia vita, l’anima gemella purtroppo non l’ho trovata, però devo ringraziare il cielo che sono subentrati in me dei meccanismi di rigetto che mi hanno permesso di scrollarmi da dosso “i mangiatori d’anima”: devo dire però che vedo gente che si accanisce nella difesa di rapporti malati, per poi trovarsi piena di rabbia, a perdere la coscienza che la propria esperienza non è l’unica esperienza possibile.
Io capisco DG, ma quando parla di una donna che si è trombata uno stadio e gli ha lasciato quattro figli, mi riporta alla mente una persona, rigida e tutta di un pezzo, che dalla moglie si è fatta fare di tutto di più. Due figli, tre aborti, e solo col tempo ha capito che i tre figli abortiti non erano i suoi. Pare che durante la gravidanza se la facesse col ginecologo, poi col pediatra, che quando lui insegnava ai soldati dell’esercito lei l’avesse fatto diventare lo zimbello dell’Arma ripassandosi tutti i commilitoni… : ma lui perché non voleva vedere?
Caro DG, il tuo dolore mi ricorda il suo, straziante. Ha sopportato tutto, con gli occhi chiusi. Ha negato a se stesso ogni evidenza, in nome e in difesa della famiglia. Poi, quando la cosa non è stata più occultabile, e il matrimonio è sfociato in un divorzio (figli rimasti a lui, che te lo dico a fare!), ha incominciato a odiare tutto l’universo femminile. Tu ci definisci “Eterne indecise! Insanabili insoddisfatte.”. Lui ha fatto di peggio: il suo sillogismo è stato “Se la mia legittima moglie (e quindi con la m maiuscola), legittima madre dei miei figli (altra m maiuscola) era così, figuriamoci le altre!”. Le altre non erano neanche considerate uguali a lei, ma ancora peggio Ha aggredito il mondo femminile facendosi terra bruciata intorno, ha conosciuto donne valide che lo hanno amato, ma le ha cacciate via ritenendosene sempre ingannato, non perdonando al mondo quello che aveva subìto.
Ecco, io penso che non ci si debba ridurre così: “basta” va detto prima, va capito prima che “chi nasce tondo non può morire quadro”, e quindi è inutile sopportare l’insopportabile sperando che le cose cambino. Per carità, in un rapporto certo che si cambia: ma un conto è crescere insieme, un conto è cambiare natura.
Credimi, da donna, più volte ho guardato l’universo maschile chiedendomi con quale criterio gli uomini scelgano le donne. Un mio conoscente, bellissimo e facoltoso professionista, si mischiò con una ragazza che non solo era una capra, non solo era priva di qualsiasi codice morale, ma era pure brutta da fare paura. Finito il matrimonio con grosse ramificazioni in testa e figlio sbandato, nonché sostanzioso mantenimento da corrispondere all’ex (praticamente lei, brutta, scema e zoccola non avrà mai bisogno di lavorare un giorno in vita sua, mentre io mi spacco la schiena), ha detto “basta con le donne”.
Pochi anni dopo si è sposato con una che a incontrarla per strada le chiedi “quanto vuoi?”, altre ramificazioni, altro divorzio, altri alimenti. “Basta con le donne, tutte poco di buono”: eh no, se permettete non ci sto.
Ma perché gli uomini degni e le donne degne sembrano non riuscire a incontrarsi? Perché “donne che amano troppo” incontrano uomini insensibili, uomini che le tradiscono, le picchiano, le lasciano sole a tirarsi su i figli, si giocano la casa ai cavalli, e uomini con sani principi di famiglia si fanno infinocchiare da manipolatrici senza scrupoli?
E soprattutto, perché si resta nel tunnel? Cioè, perché in questo tunnel ci si resta, e spesso, se per caso se ne esce, si corre a infilarsi in un altro?
20 Giugno 2008 a 4:09 pm
Loris
A volte mi fermo a guardare la mia compagna (e non solo a lei) e credo di non essere stato in grado di coltivare il suo amore. Ho il terrore che ormai sia tardi nonostante non abbia elementi oggettivi che me lo facciano pensare.
C’è distanza. Una distanza che ho sempre voluto però. Adesso vedo che lei non combatte più per questa distanza. Sarà rassegnazione?
Ricordo l’incontro del piccolo principe e la volpe…io quel segreto non lo conoscevo, ho sempre creduto di poter fare tutto e spesso mi sono nascosto dietro il mio malessere per tenere a distanza tutti. Ed ora tutti sono più distanti!
…È difficile tenerti ancora qui
Sei un tesoro che non posso governare
E sai di donna, sai d’amore, sai di mare
Tutto quello a cui non posso rinunciare
Ora devi andare via
Dì che è tutta colpa mia
Ma dì al mondo che ti ho amata alla follia.
Sparirò, contaci
Non saprai più dove sono
E capirai che con me
Non potevi andar lontano.
20 Giugno 2008 a 4:13 pm
donnaemadre
Sembrano le parole che mi disse mio marito quando, fatta la “mossa” di separarsi, si accorse che non gli sarebbe stato possibile tornare sui suoi passi.
Mi amava anche prima, ma è solo quando mi ha perduto che avrebbe fatto qualsiasi cosa per trattenermi.
*** Accade anche questo… ***
20 Giugno 2008 a 4:34 pm
Loris
Purtroppo spesso si dà tutto per scontato, senza sapere che l’amore come l’amicizia deve essere coltivato. Io ho difficoltà a farlo! Sono distante da tutti a volte anche dal mio bambino. Eppure lui è dolcissimo, mi cerca sempre. Forse aspetto che anche lui inizi ad accettare la mia distanza e solo quando non mi cercherà più ci starò male.
20 Giugno 2008 a 4:55 pm
donnaemadre
Ma se te ne stai accorgendo in tempo, perché non fai qualcosa per cambiare?
21 Giugno 2008 a 12:21 am
DG
@Elle: Non voglio tornare ai discorsi di prima. Quattro righe sparate al bersaglio con poca mira e strappando il colpo sono spicciola e superficiale filosofia. E sottolineo secondo me! Poi ognuno percepisce le cose in modo differente. Per te non è spicciola e superficiale filosofia perché non la relazioni con il tuo vissuto. IO la relaziono con il mio vissuto e tale la reputo. Poi ripeto: non ho gradito il tono che, dall’uso delle parole, era velatamente sarcastico. Dire cose incomprensibili è come prendere per scemo chi legge. E giocare sulle parole senza spiegare cosa sostiene un pensiero lo trovo poco rispettoso verso chi partecipa ad una discussione lasciando andare con fiducia un po’ di sana rabbia! E poi fare dell’ironia sulle parole “rabbiose” di chi è toccato da un argomento lo trovo poco rispettoso.
Io mi riconosco ANCHE in quello che ho scritto inizialmente. Te la storia la sai in parte. Per saperla tutta avresti dovuto viverla dentro la mia pelle. Cosa impossibile. E già questo di per sé dovrebbe condizionare chi commenta un esternazione più o meno forte, provocatoria o semplicemente l’affermazione della propria esperienza.
Che il grande dolore renda migliori è opinabile. C’è chi per un grande dolore si è ammalato. E non per questo è una persona da poco. Per il grande dolore c’è gente che si è tolta la vita ma non per questo sono persone da poco. Forse troppo sensibili o mentalmente instabili. Ma non persone da poco. Sul discorso della maschera mi riservo di commentare in privato. Per ora mi limito a dire che certe esperienze di vita rendono persone, fino a quel momento conosciute in un modo, diverse. Ma non per questo persone da poco. Non è che sia essere migliori aver messo un “muro refrattario” nei confronti degli uomini a causa di brutte esperienze. Come non mi sento una persona da poco per aver tirato su un muro verso il mondo femminile che adoro e decanto ma da cui ho imparato a difendermi (forse).
Dietro certe situazioni la chiusura e la rabbia sono inevitabili. Ma non solo sono inevitabili. Sono addirittura naturali. Fanno parte di quegli step che portano fuori dall’animo inquieto. Stupore, rabbia, rassegnazione. E sei fuori dal tunnel (lle lle lle del divertimentoo ohh ohh ohh ohhhh). E’ una cosa naturale. Chi non si è stupito una volta sorpreso nei sentimenti? Chi non si è arrabbiato? Chi non si è poi rassegnato? E’ o no questione di tempo? Certo che lo è! E sono step inevitabili. Naturali. Ed è attraverso la rabbia che si riconoscono anche i propri errori. Ed è con la rassegnazione che ci si assolve anche dagli errori.
Quella veste buttata via non potrà più essere indossata. E i conti non sono mai chiusi. Magari si dimenticano… E si cerca un’altra veste..
@DM: Pensa la vita. Usciamo da un tunnel alla nascita e ci troviamo subito dentro un altro. Oggi giorno tutti abbiamo problemi irrisolti. Alcuni risalgono addirittura all’età in cui si andava all’asilo. Emozioni forti che hanno solcato come un impronta sulla creta la mente e che riemergono solo grazie all’aiuto di un abile analista che riesce ad aprire cassetti della memoria e a riordinare le cose. Per esempio: sono una persona molto possessiva verso ciò che amo. E questo è dovuto ad un esperienza che risale a quando avevo l’età di quattro anni. Avevo un puzzle che mi aveva regalato mamma. All’asilo la maestra me lo levò dalle mani e lo diede ad un altro bambino. Non vidi più quel gioco. Il ricordo sparì per oltre trent’anni. Ma le conseguenze sono cresciute con quel bambino sino segnare ogni esperienza dove “l’oggetto” del proprio amore veniva minacciato da ogni cosa era reputata un pericolo per quel possesso. Lo stesso bambino che “perse” la mamma a dodici anni ha vissuto l’esperienza della perdita di ciò che amava. Quei solchi nella mente suonano come la puntina di un giradischi ogni volta che ami qualcuno come se la musica dovesse finire al termine del disco. Ecco la paura di perdere di nuovo. Ecco la possessività. Ecco la rabbia ogni volta che la fiducia viene tradita.
Dici che nel tunnel c’eravamo già prima di essere vittime consenzienti? E’ possibile. E normale. Siamo tutti dentro un tunnel da sempre. La vita stessa è un tunnel. Ogni esperienza di vita è un tunnel nel quale entri e dal quale talvolta non esci mai. Il problema è piuttosto se quel tunnel è illuminato o no. Se vedi chiaro dentro. Il fatto di essere vittime consenzienti mitiga un po’ la responsabilità di chi in quel tunnel ci vede bene o non trova problemi a percorrerlo lasciandoti spesso solo a prendere facciate contro gli ostacoli che esso nasconde.
Il modo in cui lasciamo che NON ci amino è semplicemente il frutto delle nostre aspettative. Dei nostri ideali. Della nostra speranza. Il modo in cui amiamo è lo specchio di ciò che abbiamo imparato sull’amore nella vita. Lo specchio di ciò che ci è stato insegnato. Lo specchio di come abbiamo imparato noi stessi ad amare. Io ho un modo di amare assoluto. E non è lo specchio dei miei problemi “irrisolti”. E’ il frutto di quelli risolti e il riflesso di ciò che è mancato nella vita stessa. Amo totalmente non per egoismo (come è stato detto.. ho ancora i brividi) ma per il piacere di “dare” e di “ricevere”. Che poi ci sia una componente egoista ci sta anche. Ma è una componente primordiale. Che risale all’istinto di sopravvivenza del genere umano. L’uomo ama/si riproduce per perpetrare la propria specie. Per il proprio piacere quindi. Ergo egoista. Lo stesso discorso che fa l’uomo che “sparge il seme in giro” giustificandosi e asserendo che è cacciatore e segue l’istinto. Un ragionamento privo di ogni umanità e sentimento. La morte dei sentimenti. Una bieca razionalità che trasforma l’uomo in bestia.
Basta andrebbe detto prima certo. Ma entra in gioco la fiducia. Ci si fida! Si confida che nel “dare” si possa anche ottenere. Salvo poi accorgersi, sempre tardi, che più dai meno ricevi. E si innescano dei meccanismi maledetti: Senso di inadeguatezza. Sfiducia nelle proprie capacità. E allora inizi una corsa a chi da di più. Perché se mai nulla è abbastanza ti chiedi se stai dando il massimo.
Perché non si incontrano i degni? Perché sono gli opposti che si attraggono. Semplice. E’ così da sempre. E qui sposo questa tua frase: “un conto è crescere insieme, un conto è cambiare natura”. Gli opposti che si attraggono POSSONO anche rimanere insieme. Però serve che i due scendano a compromessi l’un l’altro e ognuno con se stesso. Per far questo serve l’amore. Ma l’amore di entrambi. Non solo di uno. “Donne che amano troppo” bello quel libro…
Ti consiglio, se vuoi ampliare alcuni concetti, “La separazione degli amanti”..un tomo abbastanza tosto senza filosofia..
@arthur: mi son fatto un amico!!
21 Giugno 2008 a 8:56 am
Elle
@DG: grazie per essere tornato a scrivere sull’argomento, sai che apprezzo i tuoi pensieri e sinceramente era proprio questo il genere di commento che mi aspettavo da te sin dall’inizio ed era un po’ ciò che ho (forse maldestramente) tentato di dirti ieri.
Il fatto che io la tua storia non la sappia tutta ma solo in parte e che non l’abbia vissuta sulla mia pelle non ti autorizza comunque a scagliarti rabbiosamente contro il primo che si trova a passare per la tua strada, non credi?
Se un po’ hai imparato a conoscermi sai che io ho sempre avuto estrema sensibilità per il tuo vissuto, e se mi permetti non solo per il tuo, per quello di tutti coloro che, entrando qui, lasciano il segno del loro passaggio.
Ho troppo a cuore la sensibilità altrui, la metto persino avanti alla mia…pensa un po’…e questo forse la dice lunga su quanto mi abbia “ferito” l’episodio di ieri…
La tua reazione è stata, secondo me, sproporzionata, esagerata, ma non per questo metto in discussione ciò che sta dietro questa reazione, ciò che sta dentro di te, rabbia o qualsiasi altra cosa sia…
Il tuo commento di stanotte infatti esprime lo stesso pensiero che avevi già esposto nei tuoi precedenti, è solo il modo di porti che è diverso, proprio perchè “a (sangue) freddo si parla e si agisce diversamente, fermo restando la legittimità di dire e fare ciò che si sente”, come avevo già scritto ieri.
Ora, superato l’episodio che considero chiarito ed archiviato, vorrei puntualizzare che il discorso “della maschera” che tu hai estrapolato dal contesto del mio commento non era riferito a te, così come non lo era quello del “dolore che rende persone migliori”.
Non eri tu il soggetto di quelle frasi e mi dispiace se ti ci sei sentito dentro, il mio era un discorso più ampio, di quelli “in generale” ma non per generalizzare…era solo un maldestro tentativo di portare il discorso fuori dalla polemica e dentro al post, tutto qua.
Dietro certe situazioni la chiusura e la rabbia sono inevitabili, dici.
Sapessi quanta chiusura e quanta rabbia anch’io ho avuto (ed in parte ho ancora) dentro.
A volte l’ho anche urlata come hai fatto tu ieri, altre volte l’ho ingoiata insieme a lacrime amare, altre volte l’ho mascherata dietro un finto sorriso per difendermi…
@Diemme: mia cara amica, perdonami se non mi soffermo sul tuo completo e complesso commento ma stamattina sono di corsa ed ho preferito investire il poco tempo a disposizione per chiarire con DG, so che non me ne vorrai per questo.
Quando torno, mi riservo tutta per te.
21 Giugno 2008 a 10:42 am
DG
Non trovo il nesso tra l’essere autorizzato o meno a scagliarmi addosso al primo che passa e il fatto che tu non conosca tutto il mio vissuto. Quindi non credo! Semplicemente non ritengo di essermi scagliato addosso al primo che è passato. Ho solo difeso i miei pensieri dalla cannibalizzazione altrui. Chiudiamola qui per favore!
21 Giugno 2008 a 1:50 pm
engelsblick
Ok, toni accesi, tante parole. Non ho verità nè sentenze.
Penso solo che proprio il tono di questi confronti ci dice quanto l’amore sia importante – tanto fondamentale da poter distruggere – tanto essenziale da potere lui solo dare la forza per rialzarsi, magari proprio dopo averci distrutto.
E credo anche che l’amore sia innanzi tutto una ricchezza che ognuno di noi ha nel cuore e che abbiamo il dovere di coltivare: lo dobbiamo a noi stessi,perchè lì risiede il segreto della gioia di vivere. Si badi, l’Amore che coltiviamo, l’Amore che culliamo nel cuore, l’Amore che cerchiamo di vivere nelle piccole cose di ogni giorni – Amore che può non essere ricambiato ma che comunque nessuno potrà mai toglierci, se davvero riusciamo a radicarlo in noi.
E’ “mera” filosofia, questa? Beh, da addetta ai lavori posso prendere le sue difese, e dire che la vera filosofia è quella che sa dire qualcosa della vita e che sa aiutarci a viverla. Il resto è solo una brutta copia di enigmistici giochi intellettuali.
Che poi io stessa viva ancora un certo divario tra la mia filosofia e la capacità di metterla in pratica, questa è un’altra storia, ed è, tra l’altro, la sfida e la partita che, se giocata fino in fondo, può fare della vita qualcosa di meraviglioso.
Elle, mi sei mancata – questo tuo post ha tanto da dire… ed io, come al solito, posso soffermarmi solo di sfuggita…
A presto!
21 Giugno 2008 a 6:55 pm
DG
@engel: ho letto “Abbiate il coraggio di lottare” del 28 maggio! Anche tu rabbia e ora speranza. Hai scritto “Amore che può non essere ricambiato ma che comunque nessuno potrà mai toglierci, se davvero riusciamo a radicarlo in noi”. Mi sorge una domanda: a che serve radicarlo in noi se è un amore che non verrà mai ricambiato? Io questo lo trovo un errore (che ho fatto). Non sarebbe meglio sdradicarlo e liberare il cuore per accogliere magari un altro amore che magari sarà capace di ricambiare? Mai vorrei tenere dentro di me un amore che non ha possibilità di vivere davvero perché non ricambiato!
21 Giugno 2008 a 10:25 pm
Elle
@tutti: a chiusura di questo post e a risposta un po’ per tutti coloro che son passati di qui ed hanno letto (e non hanno chiamato la neurodeliri solo perchè non avrebbero saputo dove mandarla… ) vorrei lasciare un ultimo commento, frutto di una giornata (quella di ieri), anzi quasi due (quella di oggi), trascorse tra stanchezza fisica e sfruculiamenti interiori.
Ad un certo punto a furia di pensare e ripensare sono anche arrivata alla conclusione (giusta o sbagliata non lo so e non mi interessa) che magari ho sbagliato anch’io verso DG nel momento in cui ho insistito, con i miei commenti, cercando di mostrargli, a tutti i costi, una visione delle cose (la mia) che evidentemente lui, in quel momento, rifiutava.
Ho cercato di mitigare la sua rabbia con le parole, cercando una sorta di mediazione.
Ma avete mai visto una persona arrabbiata e consapevole di esserlo, mediare?
Io no. Tra Arthur e DG si è accesa una miccia che è diventata ben presto esplosione e non mi è stato possibile contenerla, in nessun modo, malgrado i miei maldestri tentativi.
Di qui il mio malessere e la mia amarezza, perchè tra le altre cose mi sono sentita anche in colpa e se c’è una cosa che odio è quella sensazione che ti si appiccica addosso quando sai di aver agito a fin di bene ma tutto ti si ritorce contro, sin quasi a dimostrare il contrario.
Detto questo vorrei non ritornare, e vorrei che non ritornaste, più sulla questione che per me resta, anche se chiusa ed archiviata, una spina nel fianco e ad ogni più piccola mossa, la sento.
21 Giugno 2008 a 10:53 pm
Alex
Se lei ti ama non chederti perchè
ma raccogli le gocce che stillano lente
dalle pieghe del giorno
riempi la coppa ed offri da bere
Dio com’è difficile capire l’amore
troppi travestimenti, troppi impostori
sentire battere il cuore e non capire perchè
ed illudersi
e sperare
e cadere
e ricominciare
Perchè abbiamo questo bisogno d’amore
dipendenza che non fa vivere
che ti illude e prende in giro
e presenta il conto di ogni sorriso
Ogni giorno leggo parole d’amore
e le leggo nel diritto e nel rovescio
è amore la gioia della presenza
è amore il dolore dell’assenza
è amore una sensualità sfrenata
è amore la pacatezza di una mano appoggiata su un’altra mano
è amore la libertà e sono amore le catene
è amore il bianco ed è amore il nero.
Ma l’amore in fondo cosa è davvero?
22 Giugno 2008 a 9:17 am
Elle
Ciao Alex e grazie per questi versi che hai lasciato qui.
Addolciscono delicatamente questo post…ed anche il mio umore.
Grazie.
Sono passata sul tuo blog ed ho visto che anche tu hai parlato di solstizio d’estate…bellissime parole ed emozioni forti anche lì.
23 Giugno 2008 a 10:16 am
DG
@Alex: troppi travestimenti, troppi impostori.. quanto sono vere queste parole!!
@Elle: ma stai tranquilla per favore?
26 Giugno 2008 a 11:49 am
pani
forse l’amore vero, perfetto, sublime, è quando la dose che concedi ad una persona è esattamente quella che lei si aspetta, nulla di più e nulla di meno. Quando questa bilancia comincia a pendere, da una parte o dall’altra, qualcosa s’ incrina. Insomma, l’amore è un equilibrio piuttosto precario.
26 Giugno 2008 a 3:00 pm
Elle
Hai ragione Pan, è tutto un gioco sottile di equilbri, basta poco per ritrovarsi sbilanciati.
Il discorso delle aspettative lo condivido un po’ meno, perchè per me l’amore, quello con la A maiuscola, dovrebbe anche saper andare oltre le aspettative, proprie ed altrui.
Ma è più teoria che pratica…le mie aspettative sono state spesso deluse e gli equilibri rotti.
29 Luglio 2008 a 12:23 am
Star of sea
Quando sarò capace d’amare
probabilmente non avrò bisogno
di assassinare in segreto mio padre
né di far l’amore con mia madre in sogno.
Quando sarò capace d’amare
con la mia donna non avrò nemmeno
la prepotenza e la fragilità
di un uomo bambino.
Quando sarò capace d’amare
vorrò una donna che ci sia davvero
che non affolli la mia esistenza
ma non mi stia lontana neanche col pensiero.
Vorrò una donna che se io accarezzo
una poltrona, un libro o una rosa
lei avrebbe voglia di essere solo
quella cosa.
Quando sarò capace d’amare
vorrò una donna che non cambi mai
ma dalle grandi alle piccole cose
tutto avrà un senso perché esiste lei.
Potrò guardare dentro al suo cuore
e avvicinarmi al suo mistero
non come quando io ragiono
ma come quando respiro.
Quando sarò capace d’amare
farò l’amore come mi viene
senza la smania di dimostrare
senza chiedere mai se siamo stati bene.
E nel silenzio delle notti
con gli occhi stanchi e l’animo gioioso
percepire che anche il sonno è vita
e non riposo.
Quando sarò capace d’amare
mi piacerebbe un amore
che non avesse alcun appuntamento
col dovere
un amore senza sensi di colpa
senza alcun rimorso
egoista e naturale come un fiume
che fa il suo corso.
Senza cattive o buone azioni
senza altre strane deviazioni
che se anche il fiume le potesse avere
andrebbe sempre al mare.
Così vorrei amare.
Giorgio Gaber
DELL’AMORE, UN UNICO IMPERATIVO: SENTIMENTO E DONO…
Un abbraccio a tutti. Star of Sea.
A te Elle, tutta la mia condivisione e gratitudine per i tuoi concetti e pensieri degni del tuo essere e sentire.
29 Luglio 2008 a 10:40 am
Elle
Grazie per questa chicca di Gaber cara StarofSea…
“…avvicinarmi al suo mistero non come quando io ragiono ma come quando respiro”…quanta poesia e profonda verità in queste parole!