(Photo: “Trafitta dalla luce” by Fémininité – The world of Elle)

Ho sentito dire: se asserisci di non essere innamorato, allora ne sei certo, non lo sei.
Se asserisci di non sapere se sei innamorato, è meglio, poichè forse lo sei.

Se dici: penso di essermi innamorato di te. Non è una certezza e, per contro, se hai certezze subentra la noia, quell’abitudine che in un certo senso dà l’avere certezze.  Però c’è qualcosa che non ti lascia andare, a nessun costo. E il gioco continua.

Allora è vero che forse ci sono persone che non sono capaci di amare, o amano a loro modo, forse in modo distorto. Cosa sono?…forse esperimenti, prove personali?

Modi atipici di amare…forse ci sono persone che non si riconoscono l’un l’altro e per questo decidono di buttarsi in una sorta di amore pazzo, un amore malato…un tunnel.

Non riesco a capire la diversità di certi tipi di amore, vado indietro nelle pagine della vita e vedo solo una confusione totale, su quello che dovrebbe essere l’amore.

E’ passione o è amore? Una cosa esclude l’altra? O è un amore lupo travestito da agnello? O il contrario? Poi rileggo delle vecchie lettere, e lì l’amore è decantato, urlato, con una passione quasi grezza alle volte. Trascinante, rassicurante, tra due braccia forti, ma anche traditrici. 

Nei rapporti sentimentali via via nel tempo, mi sono abituata ad usare una certa essenzialità.
A vederli come una partita aperta: ad ogni gesto, gesto risponde, altrimenti, è impossibile giocare.
Il requisito basilare per cui se una persona nutre per te un sentimento, te lo dimostra chiaramente in qualche modo, non è una sciocchezza superficiale, ma costituisce le fondamenta del rapporto.
Io ti cerco - tu ci sei.
Io ci sono - tu mi cerchi.

Ci sono miliardi di sfumature, di viariabili, di fattori esterni ed interni, che possono condurre una persona a non accettare il nostro amore e a rimanerne lontano (o ad allontanarsi), ma io credo allora che sia giusto prendere semplicemente atto di certe difficoltà, ammetterlo prima di tutto con se stessi, senza voler a tutti i costi anche trovare una giustificazione.
Giustificazione che aiuta a travalicare i confini di quel che dovrebbe essere, per trasportarci nella terra arida della “amore ad ogni costo”.

Ed il fatto di non voler entrare nel labirinto delle spiegazioni di certi comportamenti non vuole affatto dire neppure negarsi all’amore.
Io posso amare fortemente, ma rendermi anche conto che l’altra persona non ricambia il mio sentimento alla mia stessa maniera.
E quindi, spinta da un’obiettività schiacciante, posso decidere di mettere i remi in barca e vivere nel mio silenzio e come mia personale scelta, questo vuoto che mi viene imposto.

Il voler camuffare la realtà a se stessi con il possibilismo, porta a scivolare a poco a poco in una disilusione cocente che ucciderà per sempre la speranza e la capacità di vivere un amore con fiducia.
Credo che non si possa e non si debba mai ”risparmiare sul cuore” perchè ad usufruire di certi “sconti” emozionali, poi si rischia veramente di compromettere per sempre il benessere di ogni Amore.