Nel lungo scambio di fitti pensieri, cure e parole intime, siamo così giunti al solstizio d’estate…ed è proprio nelle notti d’estate, quando il cielo è terso e stellato, quando ti sembra di poter toccare la luna con le dita tanto è nitida e perfetta la sua forma, che implacabile e indifferente a ogni cosa, persino a sé stesso, il ricordo torna…

Non è quel genere di ricordo che si alimenta delle sue stesse immagini e degli sforzi caparbi per fargli scavalcare le onde…il suo è un corso silenzioso e perenne, cieco.

Perchè non e’ con gli occhi che succede veramente.
Con gli occhi metti a fuoco, contorni nitidi, forme, colori, dimensioni, dettagli.
Le pupille si dilatano ma è una conseguenza, eppure, sembra siano gli occhi la causa.
E invece non è con gli occhi che succede.
E’ la pelle che si increspa in tanti brividi a ondate.
E’ il respiro che si mozza e si spezza, e poi monta in affanno e per nasconderlo lo trattieni…
E’ la salivazione azzerata che deglutire è già uno sforzo e lo stomaco si chiude.
Ed è come una corrente, un guizzo di elettricità che serpeggia, sale e scende fin dove sai, fin dove senti ma senza dirlo…
Non è con gli occhi che freme il desiderio, sono solo le finestre da cui si affacciano le fiamme quando l’incendio è ormai divampato.