Nel lungo scambio di fitti pensieri, cure e parole intime, siamo così giunti al solstizio d’estate…ed è proprio nelle notti d’estate, quando il cielo è terso e stellato, quando ti sembra di poter toccare la luna con le dita tanto è nitida e perfetta la sua forma, che implacabile e indifferente a ogni cosa, persino a sé stesso, il ricordo torna…
Non è quel genere di ricordo che si alimenta delle sue stesse immagini e degli sforzi caparbi per fargli scavalcare le onde…il suo è un corso silenzioso e perenne, cieco.
Perchè non e’ con gli occhi che succede veramente.
Con gli occhi metti a fuoco, contorni nitidi, forme, colori, dimensioni, dettagli.
Le pupille si dilatano ma è una conseguenza, eppure, sembra siano gli occhi la causa.
E invece non è con gli occhi che succede.
E’ la pelle che si increspa in tanti brividi a ondate.
E’ il respiro che si mozza e si spezza, e poi monta in affanno e per nasconderlo lo trattieni…
E’ la salivazione azzerata che deglutire è già uno sforzo e lo stomaco si chiude.
Ed è come una corrente, un guizzo di elettricità che serpeggia, sale e scende fin dove sai, fin dove senti ma senza dirlo…
Non è con gli occhi che freme il desiderio, sono solo le finestre da cui si affacciano le fiamme quando l’incendio è ormai divampato.



21 comments
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21 Giugno 2008 a 7:49 pm
arthur
… passo, ma stanne certa, ritorno…
21 Giugno 2008 a 8:05 pm
donnaemadre
Ti ricordi la primavera? E io dicevo “Verrà l’estate”
E l’estate è arrivata
*** Se il messaggio non fosse in codice sarebbe un po’ banale, non credi? ***
21 Giugno 2008 a 8:18 pm
Elle
Infatti mia cara, avevi ragione, come sempre…
Messaggio poco in codice: mammamia come mi mancate stasera…sarà il solstizio d’estate…ed è il giorno più lungo dell’anno…
@Arthur: tornerai…certo che tornerai, col favore della notte, quando i pensieri si fanno più stretti e vicini…
21 Giugno 2008 a 8:47 pm
DG
Credo che stanotte l’incresparsi della pelle sia a causa dei brividi per il troppo sole. Prima scottatura d’estate
21 Giugno 2008 a 9:40 pm
Elle
Non sei andato tanto distante DG…certi ricordi sono proprio come la prima scottatura d’estate…
22 Giugno 2008 a 1:32 am
piemme
Cara Elle, sono ora di ritorno da un’emozionante serata, da Paola al Vesuvio, dedicata al rito del solstizio d’estate.
Alle ore 21 di questa sera, 42 associazioni culturali, e non sappiamo ancora, quanti singolarmente, hanno dedicato cinque minuti a qualcosa di atemporale e dopo aver acceso un fuoco, una candela o anche un fiammifero, hanno letto, in simbiosi comune, il testo Pantera, celebrando il solstizio.
Pantera – Il testo comune 2008
Nell’agosto di un’estate torrida si perse una pantera
confidando nel suo istinto girovagava di notte
e dormiva di giorno tra fichi d’india
piante d’ agave e finocchiella selvatica
un pomeriggio si svegliò al rumore del mare
non lo aveva mai visto prima
sempre gabbie carrozzoni fruste
due bambine riempivano un secchiello di sabbia
lasciando orme profonde si avvicinò lentamente
si fermò dietro di loro a guardare
quando il sole tramontò venne una donna
le prese per mano e le portò via
solo allora vide se stessa nell’acqua
riflesse dietro le sue spalle c’erano le bambine
per raggiungerle la pantera si tuffò
il mare si tinse tutto di nero
(Sergio Zuccaro, Pantera, in “Date”)
Il solstizio d’estate è come sancire la realizzazione di un sogno e
decretarne la sua fine!
Ti ringrazio per questo tuo post.
22 Giugno 2008 a 7:59 am
donnaemadre
E pensare che avremmo potuto esserci!
*** sigh!
***
22 Giugno 2008 a 9:18 am
Elle
Piemme, grazie a te per avermi regalato i versi di Sergio Zuccaro.
Semplicemente me-ra-vi-glio-so!!!
23 Giugno 2008 a 12:53 pm
arthur
Passando stamane da qua, ho sentito il tipico odore di colori ad olio, d’acquaragia, d’olio di lino, vedendo la porta socchiusa, ho sbirciato dentro e incuriosito, sono entrato a dare un occhiata.
Dappertutto, c’erano tele accatastate una sull’altra, alcune finite, altre ancora da finire con grandi lenzuola buttate lì, nel centro della stanza, un cavalletto un tempo forse color ebano e sopra una tela, non grande, la misura giusta, ancora lucida di colore fresco, con un panno di tela bianco appoggiato accanto, e su un tavolinetto sgangherato la tavolozza con i colori mischiati l’uno all’altro, e sopra pennelli ancora bagnati di diluente… dalla vetrata aperta, si sentiva l’odore del mare, e un raggio di sole illuminava la tela di sbieco e l’effetto da un lato mi lasciava senza parole, dall’altro con quei chiari scuri profondi, decisi e netti, era come in un sogno, quasi volesse entrare dentro, no, quasi quel raggio di sole fosse già dentro.
Mi sono avvicinato e una miriade di colori mi ha investito, il rosso, il giallo, il verde, si mischiavano al blu e all’arancio, con sfumature tenue tendenti al violetto, dei luccichii svavillanti di bianco fuoriuscivano dal rosa, e un azzurro purpureo serviva uno sfondo che pareva non finisse mai. Segni di pennellate, spatole larghe e strette, ma date con arte, date di corsa, come se il tempo fosse stato tiranno e, la voglia di finirlo un bisogno dell’anima.
Linee abbozzate che sembravano finite, guardarlo ed esserci dentro era la stessa cosa, e più lo guardavo e più mi sembrava di averlo da già visto, come di un ricordo sopito ed improvvisamente risvegliato.
Che quadro meraviglioso ci hai regalato…
23 Giugno 2008 a 1:07 pm
osolemia
parole evocative che mi fanno desiderare un’estate che quest’anno non farà divampare alcun incendio…ahimé… ma almeno con queste parole posso sognare (tra un esame e l’altro… ) e attendere l’estate prossima per realizzare.
sono capitata qui passando dal blog di nunzy conti. che dire, sono stata fortunata
ciao
23 Giugno 2008 a 2:50 pm
Elle
Io a voi?
O piuttosto tu a me, Arthur…
Hai dipinto quel bisogno dell’anima che non è solo mio…ma di tutti coloro che amano sentirsi parte di quei colori, di quei profumi e soprattutto di quelle emozioni che l’estate, ed in particolar modo le sere d’estate, sanno regalare…
Hai preso un po’ di colori dalla mia tavolozza e li hai fatti tuoi, hai respirato quegli odori di tele e pennelli, di legno e corda, e sabbia e vento e mare in tempesta…
Per sentirteli addosso quei colori…perchè, non è con gli occhi che succede…che è solo un altro modo per dire che… “chiddu chi cunta un si po’ mai vidiri”.
23 Giugno 2008 a 2:53 pm
Elle
Ciao Osolemia, ti ho letto spesso tra i commenti di Pani ed ora mi dici che tu mi hai trovata passando da Nunzy…
Abbiamo qualche amicizia in comune a quanto vedo…ed è fortuna mia!
23 Giugno 2008 a 2:56 pm
arthur
…
23 Giugno 2008 a 3:09 pm
Elle
Dovrò chiedere il permesso alla mia amica Diemme per scrivere anch’io qualche omissis…
…
23 Giugno 2008 a 8:43 pm
donnaemadre
Permesso negato. Se lo ribecco a scrivere … a qualcuna…
*** sgrunt e doppio sgrunt! ***
26 Giugno 2008 a 11:43 am
pani
non è con gli occhi che succede veramente, è vero, quelle sono finestre, oppure otturatori fotografici. Ma è ancora poco. Gli occhi sono come un interruttore, un relè che fa scattare qualcosa: la mancanza di salivazione, di appetito. L’aumento della sudorazione. Anche lo stimolo ad andare in bagno.
Non è con gli occhi ma un cieco farebbe più fatica, quell’elettricità che serpeggia, scende e sale non si distribuirebbe dappertutto.
26 Giugno 2008 a 3:11 pm
Elle
Quell’elettricità che serpeggia è la certezza d’esser viva, il batticuore che arriva indipendentemente da ciò che stai facendo, indipendentemente da ciò cui la tua mente sta pensando…
…e non è con gli occhi che succede.
26 Giugno 2008 a 7:30 pm
osolemia
Secondo me quell’elettricità può passare attraverso uno qualsiasi dei nostri 5 sensi, e forse, per chi ce l’ha, anche attraverso il sesto.
la percezione totale di essere corpo e vita permette all’elettricità di pervadere mente e cuore. di scuoterci. di avvertire il brivido, di sentirlo come tale, di sentirlo amplificato dalla contemporaneità di altre piacevoli sensazioni.
credo.
27 Giugno 2008 a 8:50 pm
sheer1984
Cosa puo permeare la barriera che ci si para davanti?
vedere quel frammento che nel nulla si dischiude.
Non lo si vede con gli occhi, lo si sente con l’anima.
Restiamo fermi tornerà, come ogni ricordo brillante e sottile riaffiora, un sorriso donato ad un passante, contagioso benessere dell’ anima.
Ciao Elle,
passato per un piccolo saluto.
Ritrovato assorto nella lettura.
Ancora un bacio
28 Giugno 2008 a 9:21 am
Elle
Ciao Sheer che piacevole ed inaspettata sorpresa il tuo commento!
Di recente ero passata nel vostro salottino (a proposito…non ho mai capito ma tu ed Arkham siete la stessa persona o scrivete il blog a quattro mani?) ma trovavo sempre tutto fermo.
Poi Arkham ha risposto ad un mio commento dicendomi del suo imminente trasferimento a Paris…
…ciò che non si vede con gli occhi si sente con l’anima…
mai parole sono state più vere!
Grazie per esserti assorto tra le mie righe…
28 Giugno 2008 a 11:26 pm
sheer1984
Siamo due, ma come sai il propietario è in partenza e io scrivo raramente, quindi un po di polvere si è accumulata.
Ma è ancora un salottino frequentato e per terra ci sono ancora degli spazi vuoti da riempire con bottiglile e bicchieri, quando vuoi contribuire alla realizzazione del tappeto di vetro entra pure; ti aspettiamo.
A presto