
“Guarda, mamma!”
Mia figlia corre verso di me consegnandomi tra le mani un sassolino nero trovato sulla battigia dove stava giocando con palette e secchielli. Non sembra un sasso qualsiasi, è nero e sagomato, assomiglia tanto ad una tessera di mosaico. Poi mi dice che di sassi come quello se ne trovano tanti lungo la riva e a quest’ora in cui il sole si abbassa all’orizzonte e le ombre iniziano ad allungarsi, pensiamo di fare una passeggiata alla ricerca di altri sassolini…
Costeggiamo la scogliera e proseguiamo lungo un tratto più agevole, in piano, camminando ora sull’acqua ora tra i ciotoli e la sabbia, chinandoci di tanto in tanto per raccogliere qualche sassolino. Verifichiamo insieme la misura e la forma e li confrontiamo con la nostra “tessera di mosaico” trattenendo nel secchiello solo quelli che effettivamente sembrano più simili…e ce ne sono! Prese dall’entusiasmo, decidiamo di considerarli a tutti gli effetti tessere di mosaico.
“Ma cosa sono i mosaici, mamma?”
Le racconto allora di quelli pavimentati nel salone d’ingresso del Museo Borghese di Roma o di quelli mestosi di S. Apollinare in Classe a Ravenna, entrambi scoperti grazie alle gite organizzate dalla scuola.
E le descrivo quegli ambienti fastosi, ricchi di marmi e statue e dipinti che è difficile non rimanerne colpiti e disorientati. E di come durante la visita guidata mi guradavo intorno spaesata e sorpresa da tanta magnificenza e che, per non cedere alla vertigine, mi sedevo a terra per guardare meglio quei quadri immensi, composti da tanti minuscoli pezzettini colorati. Li guardavo e li volevo toccare sapendo di non poterlo fare e allora mi concentravo sulle tessere, tutte di diversa misura e colore, quelle piccole utilizzate per disegnare i particolari, il volto, le mani, per ottenere sfumature…e quelle più grandi per lo sfondo.
Petite rimane accovacciata ad ascoltare le mie descrizioni e ad osservare per diverso tempo i suoi sassolini…da come è assorta capisco che non si alzerebbe più e realizzo, solo in quel momento, che pur avendo passeggiato tantissime volte in su e in giù per quel tratto di spiaggia, non avevo mai veramente considerato i sassolini come possibili tessere di un mosaico.
Poi un giorno te ne ritrovi in mano uno, lo osservi e ti chiedi se anche gli altri lo vedono come lo vedi tu…e ti accorgi di sì! Quel tassello ha trovato il suo posto ed ora non lo lascia più. Da oggi anche lei ha cominciato la sua personale osservazione. Conserva in una scatola tutti quei sassolini levigati…e cerca tracce di mosaico dappertutto.


50 comments
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23 Agosto 2008 a 7:36 pm
arthur
Che bella immagine quella del mosaico, tu e la tua bambina, entrambe chine alla ricerca di piccole tesserine da comporre, per creare un mosaico… fatto d’amore e di condivisione…
Sono bellissimi anche i mosaici di Piazza Armerina, il comune in provincia di Enna, nella Villa Romana del Casale, forse i più belli in assoluto che sono stati rinvenuti, anche se il vostro, il tuo e quello di Petite, sarà un mosaico creato giorno per giorno, tessera dopo tessera, per tutta una vita.
*** un saluto dalla Corsica… ***
23 Agosto 2008 a 7:53 pm
Elle
Caro Arthur, che piacere trovarti qui come primo commento…e poi proprio su questo post…
Purtroppo non sono mai stata in Sicilia, ma se un giorno riuscirò a fare il tour cui penso da diverso tempo, non mancherò l’appuntamento in Piazza Armerina.
Per ora, il mio impegno improcastinabile, inderogabile, irrinunciabile…è Petite e le nostre giornate al mare somigliano proprio ad un mosaico, si compongono tessera dopo tessera ed assumono sempre forme e colori diversi…
***Guardando con gli occhi di un bambino, si vede molto di più***
23 Agosto 2008 a 10:59 pm
Alex
Il mosaico ha varie letture. C’è la pazienza e l’abilità del compositore, la sua capacità di guardare le cose dal particolare fino all’insieme. Non è facile disegnare qualcosa di grande se sei piccolo e lo devi fare a forza di tesserine minuscole.
C’è chi guarda il mosaico e dice “bello!”, poi esce a cercare un bar
E c’è chi fa il percorso inverso e dalla figura d’insieme si avvicina fino a vedere il particolare.
Ed è un po’ la metafora della vita, ma con una mamma così sono sicuro che la piccolina non andrà al bar
)
23 Agosto 2008 a 11:33 pm
donnaemadre
E poi un giorno scopri anche che tutti gli episodi della tua vita sono tessere di un mosaico, e allora prendi un po’ le distanze e li guardi da lontano, con occhi completamente nuovi.
*** E finalmente riesci a scorgere un disegno, e posi a terra il fardello di sassi ***
24 Agosto 2008 a 12:53 am
arthur
Forse la parte più bella di un mosaico è quella che rimane impressa nella mente di chi l’ha pensato, come un solco che si è andato formando e, tessera dopo tessera, ha dato luce ad emozioni; ma piccoli frammenti rimangono custoditi in un angolo nascosto, ed uno ad uno trovano spazio senza fine… è come cercare sassolini sulla sabbia, e quelli che raccogli sono sempre pochi, perché cercando ne trovi un altro più bello, e poi ancora un altro, e poi ancora un altro…
24 Agosto 2008 a 12:55 am
piemme
Dolce Petite,
il mosaico della tua vita sarà coloratissimo, nella scatola troverai tante tesserine giallo sole, azzurro cielo, verde prato, blù mare profondo, bianco panna montata e anche qualcuna grigio nebbia, poche nere, ma il colore prevalente sarà il rosso delle tue passioni!
A questo punto mi sarebbe piaciuto darti la buonanotte con questa canzoncina, ma non ho trovato una versione accettabile. Chiedi alla mamma di scaricarla così la potrai ascoltare per bene.
Afterhours – Orchi e streghe sono soli.
Il giorno in cui sei nata sai
mi stringevi a te
Con calma come a chiedermi
di non aver paura
Perchè i mostri sono soli
e si abbracciano al terrore
Che non fa non fa pensare
che non hai vissuto mai
Orchi e streghe sono soli
e non riescono a dormire
Fa paura puoi sognare
che non hai vissuto mai
Orchi e streghe sono soli
Non verranno a disturbare
Orchi e streghe sono soli
E io invece ora ho te
Dormi hai voglia di sognare
Bimba fallo anche per me.
*** Buonanotte Petite ***
24 Agosto 2008 a 11:17 am
sancla
quello che più mi affascina in un mosaico è la pazienza di chi lo sogno, lo progetta realizza (forse perché io non ne ho di pazienza)
24 Agosto 2008 a 2:36 pm
pani
ci sono sassolini che stanno bene da soli, altri che reclamano compagnia. Per stare bene da solo un sassolino deve essere unico, avere delle caratteristiche tali da renderlo raro, pregiato.
Ma dipende anche da chi lo tiene. A me piace avere qualche sassolino in tasca e giocarci con le mani. Anche da un solo sasso, una sola tessera, puoi costruirti con la fantasia un gigantesco mosaico. Chi non ne è capace, purtroppo sentirà un solo suono, come la cornetta del telefono che risponde a vuoto.
24 Agosto 2008 a 7:59 pm
Elle
@Alex: è vero, il mosaico si presta a varie letture e a me sono sempre piaciuti gli incastri, da quelli semplici dei puzzle che costruivo da bambina, poi da ragazzina sono passata a quelli dell’enigmistica ed ora…beh ora, mi incastro in altro genere di cose…che non sono giochi
ma evidentemente…diciamo che c’è una certa “predisposizione ihihihihi
Non posso sapere se mia figlia andrà al bar quando sarà più grande, per ora me la godo piccola ed innocente, siamo sorgente di ispirazione e di creatività l’una per l’altra, l’una nell’altra…e cerco di coinvolgerla in quasi tutte le mie attività, (del resto siamo nell’età in cui inizia l’emulazione dei grandi… ) ovviamente cercando di adattarle a lei.
E allora ecco che se leggo un libro, anche lei vuol leggere qualcosa ed io lascio il mio per leggerle uno dei suoi, oppure se ascolto musica, spesso si avvicina e mi ruba un auricolare, se mi vede scrivere (ed io spesso lo faccio su carta), ecco che lei corre a prendere i suoi colori per “crivere”.
Oggi più di ieri occorre forse prestare attenzione ai bambini, in passato molti genitori si rifacevano a quanto imparato dai propri. Quelli di oggi forse non hanno più a disposizione questo modello “bruciato” dalla velocità di cambiamento di costume, di punti di riferimento. Trent’anni fa esisteva una società più omogenea, con una rete di rapporti relativamente funzionante, con un’etica forse un po’ superficiale, molto impegnata a costruire, a lavorare e poco abituata a pensare, ma tutto sommato unitaria. Oggi i messaggi sono tanto disomogenei quanto pressanti ed io vorrei essere attenta che a lei arrivino sempre quelli più giusti per la sua età.
Poi, quando sarà in grado di sceglierseli da sola, la lascerò fare, sempre con la speranza nel cuore che i nostri giochini sulla spiaggia fatti a tre anni, possano essere serviti a far crescere in lei, progetti, sogni e desideri sani.
@DM: Malgrado l’occhio allenato, non posso ancora dire di essere riuscita a mettere al loro posto tutte le tessere del mosaico della mia vita. Non riesco a vederlo ancora bene quel disegno che si va delineando e che prende forme che non sono esattamente quelle che avevo pensato, desiderato…
E allora, qualche volta, provo a fare come hai detto tu, mi allontano un po’, per vedere se riesco a scorgere nella sua interezza quel disegno, ma il fardello di sassi, non lo poso mai…non ci riesco.
@Arthur: hai descritto esattamente quello che fa Petite, riesce a trovare sempre un sassolino migliore di quelli che ha già raccolto ed ogni volta, con crescente entusiasmo…”questo è più bello, mamma!”
Ed è bello veder nascere in lei quell’emozione…
@Piemme: di restare senza parole di fronte ai tuoi commenti mi era già capitato ma stavolta mi hai lasciata senza fiato! Dolcissima la tua buonanotte in musica a Petite ed altrettanto delicate le tue parole.
Il tuo commento è un arcobaleno di colori e di bei pensieri…e a Petite gli Afterhours sono piaciuti…forse perchè glieli avevo fatti già assaggiare
@Sancla: nemmeno io mi sono mai cimentata nella realizzazione di un mosaico, li ho sempre e solo ammirati già fatti…
Di pazienza e precisione immagino ce ne voglia, ma è senz’altro meraviglioso dar forma al pensiero, così come in pittura, nella scrittura, in musica, in qualsiasi forma l’arte si esprima, è e dona emozione.
@Pan: e con questo commento mi hai rivelato un’altra chicca delle tue…anzi, per restare in tema, direi che hai aggiunto un altro importante tassello al quadro di te che si sta via via delineando…
Te ne vai in giro con una manciata di sassolini in tasca e ci giochi con le mani…c’est magnifique!
25 Agosto 2008 a 10:45 am
donnaemadre
Cara Elle, a volte (anzi, forse quasi sempre) non c’è bisogno di mettere al loro posto le tessere del mosaico, ci si mettono da sole: noi dobbiamo solo riconoscere il disegno che si è composto.
E a volte persino, come ha scritto Pan, anche un sassolino da solo ha un suo significato
*** ma, considerando l’immagine che hai scelto, probabilmente lo sapevi già… ***
25 Agosto 2008 a 11:21 am
engelsblick
A me piace pensare al mosaico come l’insieme delle persone che abitano il mondo. Ognuno di noi è una piccola tessera, unica e indispensabile per l’insieme. Il guaio è che ci sfugge sempre quello sguardo d’insieme che ci permette di guardare il disegno meraviglioso cui contribuiamo e così perdiamo la percezione del nostro senso, della nostra esistenza. Per questo forse dovremmo impegnarci ad essere sempre di più e meglio il sassolino che ognuno di noi è, consapevoli di lavorare per un’opera tanto più grande di noi, che, però, è sicuramente splendida. Se ogni uomo si impegnasse ad occupare il suo posticino di tessera del mondo con intensità e passione, allora davvero, che mosaico meraviglioso sarebbe la realtà!
Ciao Elle, mi sei mancata!
25 Agosto 2008 a 11:57 am
Elle
@Diemme: ti riferisci all’immagine che ho scelto per questo post? …un sassolino a forma di cuore in mezzo ad altri sassolini…beh sì un senso ce l’ha.
Strano però che Pan stavolta non abbia usato una metafora musicale nel suo commento.
Se posso prendere in prestito io la musica direi che si può essere solisti o voci in mezzo al coro, è la voce che conta, cambia solo il modo in cui si esprime (…e tu Pan, correggimi se sbaglio… )
@Engels: carissima ben tornata! anche tu mi sei mancata ma la lontananza causa vacanze è più che giustificata
Lo sguardo d’insieme…pensa che ho lasciato un commento in proposito proprio su un altro blog stamattina…
E’ importante mantenerlo, impegnarsi per non perderlo e, se possibile, anche trasmetterlo.
25 Agosto 2008 a 2:10 pm
pani
Elle, stavo per usarla la metafora musicale, poi mi sono trattenuto per non annoiare. Ma se leggi bene, nell’ultima riga c’è
25 Agosto 2008 a 3:10 pm
Elle
Sì…la voce del telefono muto…musica anche quella, inszomma…ce ne sono di migliori…
E comunque tu non annoi…nè con nè senza metafore musicali
28 Agosto 2008 a 1:01 pm
Fabioletterario
Immagine davvero molto bella e calzante… E se anche voi due foste pezzi di un più grande mosaico? …
28 Agosto 2008 a 1:16 pm
donnaemadre
Tutti lo siamo.
28 Agosto 2008 a 1:58 pm
piemme
… e allora?
28 Agosto 2008 a 2:10 pm
donnaemadre
E allora bisogna riuscire a capire il senso di tutto il disegno.
Tu pensa che nelle carte tutti hanno paura della carta che rappresenta la morte, che invece ha spesso un significato positivo: significa la fine di qualcosa senza che lasci strascichi, che poi sono la cosa più dolorosa di qualsiasi situazione.
Le carte vanno viste tutte insieme, la storia che ti raccontano mentre si snodano e disegnano una vita.
A volte gli eventi che sembrano i più negativi sono quelli risolutivi della nostra vita, a volte il contrario. Bisogna avere fede.
Bisogna avere tanto coraggio, perché solo guardando in faccia la realtà potremo scoprire che ci è meno ostile di quello che pensiamo noi.
Io mi sono sempre sentita una donna molto fortunata, e sono caduta dalle nuvole quando ho sentito una persona sottolineare che era fantastico come io riuscissi a essere sempre sorridente nonostante tutto.
*** ma nonostante tutto che? ***
28 Agosto 2008 a 3:04 pm
piemme
Anch’io sono una persona sempre sorridente, ma che c’entra, questo fa parte del carattere, di come uno si approccia alla vita e non tutti lo fanno allo stesso modo. E menomale!
Per tornare al mosaico, è vero che bisogna capire il senso del disegno, magari facendo 2 o più passi indietro, guardandolo da un’altra prospettiva, con luce diversa, senza fermarsi all’imperfezione della singola tessera o alla sbavatura del collante nell’angolino.
Quello che conta è il risultato nel suo complesso.
28 Agosto 2008 a 3:38 pm
Elle
@Fabio: che bello rileggerti tra queste pagine, bentornato!…significa che le tue vacanze sono finite e ritornano i ritmi e le consuetudini di sempre…
Sicuramente tutti possiamo essere pezzi di un mosaico, tessere minuscole a formare un disegno ben preciso…e, qualche volta, non è per niente facile individuarlo, metterlo a fuoco…
Ed è vero che non esisterebbe il “tutto” senza quella “parte”, ma anche ogni “parte” può avere più significati…sia presa singolarmente, che nell’insieme…
@Diemme @Piemme: l’abbiamo già detto, lo sguardo d’insieme è fondamentale per capire il senso di un disegno, e in un mosaico, forse, ancor di più.
Andrebbe sempre mantenuto in qualsiasi circostanza, anche quando si legge qualcosa o si ascolta qualcuno, non si può estrapolare una frase e farne il senso assoluto di un discorso, così come non è giusto farsi un’idea su una persona solo da come veste o dal lavoro che fa, tanto per dirne una. Invece è un errore piuttosto frequente vedere solo sorrisi (cfr. Diemme quel qualcuno che ti dà della donna fortunata solo perchè sempre sorridente, aggiungendo pure un “nonostante tutto”, che francamente…boh???) o solo lacrime, come se gli uni e gli altri non potessero alternarsi, o come se uno o l’altro debbano per forza prevalere, di qui, le facili conclusioni.
Ridi = sei felice
Piangi = soffri
Facile semplificare, fermarsi al sorriso o alla lacrima, più difficile invece è mantenere una prospettiva ampia, considerare la luce o l’ombra del momento e, forse solo allora, si avrà il quadro completo.
28 Agosto 2008 a 3:50 pm
donnaemadre
E poi c’è la modella di Pan che ancora non s’è capito perché piange…
28 Agosto 2008 a 3:54 pm
Elle
Come non si è capito…???
avevo lasciato la storia addirittura con tre possibili interpretazioni, di cui una decisamente plausibile…vado a vedere…
28 Agosto 2008 a 4:24 pm
piemme
Questa sera vado alla partita, Napoli contro una squadra albanese impossibile da scrivere e da pronunciare, curva B 2° anello, molto in alto.
Da li si vede bene tutto il campo, e ci divertiremo!
*** per le imperfezioni c’è sempre italia 1…***
28 Agosto 2008 a 10:27 pm
donnaemadre
@Elle: tre possibili interpretazioni significa che non si è capito.
*** Qual era secondo te quella decisamente plausibile? ***
29 Agosto 2008 a 9:18 am
Elle
Tre possibili interpretazioni per me non significa che non si è capito, significa che ci sono più strade, più possibilità aperte…
Ho risposto ieri nel commento n.30 de L’Atelier e comunque…l’interpretazione decisamente plausibile che avevo pensato io era quella che avevi scelto anche tu
(…ho letto che sei in partenza, valigie permettendo ihihihih…e allora…buone vacanze!!!)
29 Agosto 2008 a 9:44 am
pani
tre possibili interpretazioni significa che ognuno vede le cose con i propri occhi o le proprie orecchie, mica siamo pezzi di marmo, o no?
29 Agosto 2008 a 9:56 am
donnaemadre
Sì Pan, ognuno vede le cose secondo i propri occhi, non per niente esistono test proiettivi, come le macchie di Rorschach, il disegno dell’albero, della famiglia, etc. proprio per individuare questa diversa personalità; cionondimeno qui stiamo parlando di una situazione “reale”, non di una macchia di Rorschach, quindi la modella o piange per un motivo, o per un altro
*** che sia pure perché le dà fastidio la luce dello studio o le è andato un granello di polvere nell’occhio… ***
29 Agosto 2008 a 9:59 am
piemme
Mi associo.
Elle, ma quant’ si bell!!!
29 Agosto 2008 a 10:02 am
piemme
Scusate, il “mi associo” era riferito alle buone vacanze.
29 Agosto 2008 a 10:26 am
Elle
E’ vero Diemme che non siamo di fronte ad una macchia di Rorschach, al disegno dell’albero o della famiglia, ma di fronte ad una situazione “reale”.
Tuttavia la situazione reale è fatta di persone e di emozioni, due componenti che difficilmente possono rientrare o essere classificate in una categoria precisa o rispondere ad uno schema di sola azione-reazione.
Poi, per carità, c’è pure chi con la logica e la fisica quantistica ci spiega i sentimenti…ma non è questo il punto.
Torno a ribadire il discorso dello sguardo d’insieme…non fermiamoci solo ai sorrisi o solo alle lacrime, quel tanto osannato “capire il senso del disegno nell’insieme”, non scordiamocelo.
Il disegno è uno, eppure guardandolo da prospettive ed angolazioni diverse, lo si può far diventare sempre diverso, pur mantenendo gli stessi occhi.
@Piemme: pure tu gualgiunciell, pure tu assai assai…
29 Agosto 2008 a 10:54 am
pani
mah! A mio parere la lacrima della modella è interpretabile, come lo è il test di rorschach, una musica, un quadro.
Quante volte interpretiamo male le emozioni degli altri? Diemme, ti è mai successo di aver preso lucciole per lanterne, di pensare che qualcosa facesse piacere ed invece ha sortito l’effetto opposto?
Dipende sempre dalle angolazioni, da come si vedono le cose…sempre come diceva un psot di elle qualche tempo fa.
29 Agosto 2008 a 12:38 pm
donnaemadre
Ma tu guarda partendo da un mosaico dove siamo andati a parare! A volte i sassolini sono peggio delle bustine di tè…
Dunque Pan, certo che mi è successo, a chi non è successo scagli la prima pietra. Resta il fatto che “errare è umano, perseverare è diabolico”, quindi non si può continuare a fare qualcosa che tu ritieni faccia piacere, quando l’altro ti ha detto in tutti i modi che così non è.
Io una volta completai il lavoro di una collega, su cui lei stava sbattendo le corna da parecchio tempo senza riuscire a venirne a capo. Nonostante la bontà delle mie intenzioni, lei si seccò perché avrebbe voluto cavarsela da sola. Beh, vi assicuro che non l’ho mai più fatto.
Comunque Pan ti posso assicurare una cosa, che a volte la gente grida “diplomaticamente” al malinteso quando l’altro ha “inteso” benissimo, e magari ha di te un’idea più chiara di quella che non abbiano il tuo psicanalista e la tua mamma…
Ci si autoconvince che sia stata una parola mal interpretata a provocare la rottura, mentre è stata proprio la visione d’insieme a sortire quest’effetto, il mosaico che finalmente ha assunto una forma che lascia intuire chiaramente il disegno d’insieme.
*** Così, tanto per ritornare al tema del post… ***
29 Agosto 2008 a 12:53 pm
Elle
@Diemme: ???
sassolini, mosaici e lacrime di modelle non credo c’entrino qualcosa con chi grida diplomaticamente (che già gridare di per sè non è per niente diplomatico…) ai malintesi.
Con Pan, qui sopra, si parlava di libero pensiero e libera interpretazione, o mi sbaglio?
29 Agosto 2008 a 1:24 pm
pani
sì, di libero pensiero e libera interpretazione. Forse abbiamo mescolato i post e le mescite non sempre riescono.
Mi viene in mente la commistione tra opera lirica e rock. Insomma, a me Pavarotti e Friends proprio non piaceva. Sentire questo vocione che si intrometteva in una canzone degli u2 o altri faceva impressione. Anche se gli intenti erano buoni.
Ecco, tanto per andare fuori post…
scusate la divagazione
29 Agosto 2008 a 1:35 pm
Elle
Pan a me la mescita sembra invece che sia venuta bene…sempre di arte figurativa si tratta nei nostri due post e non mi dispiace per niente questo “duetto” con te (sempre per usare una metafora musicale…)
Tu ne L’Atelier hai una modella che posa per un pittore, io qui ho un mucchio di sassolini ed una treenne che scopre per la prima volta cosa è un mosaico…
29 Agosto 2008 a 1:37 pm
donnaemadre
Beh, il prendere lucciole per lanterne pensavo significasse malinteso.
*** ma forse conosco meno lingue di quelle che credo ***
29 Agosto 2008 a 1:48 pm
pani
uh! Hai preso troppo alla lettera le mie lucciole.
MI fa sorridere l’idea di fare un tè con i sassolini. Chissà…se non avessi troppo da fare proverei a scriverci una storia. Ve lo immaginate un uomo (con la barba bianca, ovvio) che mette a bollire dei sassolini…e questi perdono un po’ di colore e vanno ad arricchire l’infuso? sassolini bianchi per sistemare la digestione, sassolini rossi per dare energia, blu e verdi come tranquillanti.
Gran bella cosa i sassi, a cominciare dal nome: sinuoso, sibilante e allo stesso tempo rotondo. Un suono che riempie, che assomiglia ad un osso con tanta polpa attorno. Un nome che tintinna bene anche nelle altre lingue.
29 Agosto 2008 a 1:59 pm
donnaemadre
Già c’è una storia che narra questo, si chiama “La minestra di sassi”
Narra di tizi che avevano fame, e approdano in un villaggio di persone egoiste che non volevano offrire o condividere nulla. Allora loro raccolsero dei sassi e cominciarono a vantare le proprietà della minestra che avrebbero preparato con quegli ingredienti. Gli abitanti, incuriositi, pur di essere invitati a condividere quella minestra contribuirono con qualche ingrediente: chi portò le carote, chi le patate, chi la cipolla, chi un osso, e così via. Alla fine venne una minestra meravigliosa che mangiarono tutti insieme con sommo gusto.
*** il potere della collaborazione, la gioia della condivisione ***
29 Agosto 2008 a 2:35 pm
pani
ecco, mi sono risparmiato di scriverla.
Un mio amico (anzi, più di uno) si chiama Sasso. Indovinate il nome del padre…
29 Agosto 2008 a 3:42 pm
donnaemadre
Minestra?
29 Agosto 2008 a 4:02 pm
pani
no, è molto più banale.
29 Agosto 2008 a 6:44 pm
emaki81
Pietro?
29 Agosto 2008 a 9:25 pm
pani
uff! eppure è così semplice…
30 Agosto 2008 a 8:54 am
Elle
@Pan: Sasso…Lino?
‘giorno
30 Agosto 2008 a 12:13 pm
pani
brava! proprio così.
30 Agosto 2008 a 12:23 pm
Elle
C’est le plus facile…ho un feeling io con i sassolini
30 Agosto 2008 a 12:26 pm
pani
ne avevo tre nei pantaloni, tre sassolini colorati e ieri mia moglie li ha messi in lavatrice. Ora le chiedo che fine hanno fatto.
30 Agosto 2008 a 7:46 pm
piemme
Lo sapevo che si chiamava lino… Lo so, lo so, non lo sapessi, ma lo so!!!
@Pani: dai anche un’occhiata nel filtro. Io ci trovo di tutto dippiù!
29 Settembre 2008 a 11:44 pm
virgiliopanarese
tenero, delicato, ossessivo…
Virgilio
30 Settembre 2008 a 9:45 am
Elle
Un gioco di incastri che poi tanto “gioco” non è…beh penso possa definirsi anche ossessivo, perchè no…
Ciao Virgilio e benvenuto!