Provo a scattare, o meglio, a ripescare nell’album della vita un’istantanea di un momento clou, di un attimo perfetto.
Sfocata o nitida…cosa ritrae quell’immagine? quale istante voglio fermare perchè non fugga via?
Era fine agosto…saranno state le due del mattino. Decidiamo di andare a farci una spaghettata. Il locale, come tutti quelli lungo mare, di solito restano aperti sempre fino a tarda notte. Siamo forse tre macchine…io sono con un’amica. La strada è leggermente in salita. La collina davanti a noi nasconde una luna enorme, gialla ed incredibilmente rotonda…
Arriviamo, la luce dell’insegna in fondo alla strada preannuncia che il locale è aperto. Entriamo, l’aria è calda e goliardica…
Max si siede a capo tavola e dopo qualche minuto mette in scena il suo miglior Robert de Niro in Taxi Driver… è uguale, mi fa morire con quello sguardo e quel tono di voce impostato…
Ema è silenzioso come al solito. Ride con un sorriso obliquo…adesso si mangia, arrivano gli spaghetti…
Alla parete alle nostre spalle c’è un vecchio pianoforte a coda. Ema ci si siede davanti.
Comincia a suonare…d’un tratto il rumore tace, le voci nel locale si affievoliscono…
I suoi capelli neri si muovono seguendo il ritmo delle sue mani sui tasti…comincia a cantare…
Mi sono sempre chiesta come facesse a cantare con la sigaretta in bocca…
L’aria è maliconica, come lui…non riesco a non guardarlo…non riesco a non farmelo entrare sotto la pelle.
Resto seduta ad ascoltare, mentre la notte muore…
All’orizzonte il sole cresce, un’alba…



19 comments
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30 Agosto 2008 a 7:57 pm
sancla
brivido
(grazie)
31 Agosto 2008 a 12:22 am
pani
bogart faceva di tutto con la sigaretta in bocca, o almeno, così lo ricordo e lo immagino.
Mi ha fatto riflettere “mentre la notte muore”. La notte, che già da sè dovrebbe rappresentare il riposo, l’assenza di rumore, il sonno, la morte apparente, qui muore ancora di più.
Forse perchè con il sorgere dell’alba moriva quell’attimo perfetto?
Certo che con un vecchio pianoforte alle spalle, resistere è difficile…
31 Agosto 2008 a 6:20 pm
arthur
Beh, ripercorrere i ricordi seppure sul filo di una “lucida follia”, è sempre l’occasione di rivedersi per un attimo per come si era e l’emozione che, frammista a momenti che erano e che avrebbero potuto diventare, la si rivive con l’animo del dopo, cresciuti all’ombra di ciò che è stato e di ciò che purtroppo non ha avuto occasione d’essere.
Poi… i ricordi di una notte d’estate… pensa che dentro di me, malgrado gli anni passati, conservo ancora il ricordo di un amore che stava per sbocciare e che per un caso, causa la mia partenza, è rimasto lì in bilico tra il come sarebbe stato e il rimpianto di non averlo vissuto fino in fondo.
Oggi se incontrassi quella ragazza che allora era poco più che adolescente, probabilmente non la riconoscerei, anzi senz’altro e solo se sfiorassi la sua mano, forse riuscirei a ripercorrere quel momento fatidico che, proprio il giorno della mia partenza, fu un bacio lungo e appassionato e, senza parlare, guardandoci negli occhi, pensare a ciò che avevamo perduto.
Chissà perché i ricordi di una notte d’estate sono sempre i più belli… e poi questa notte che muore, ma solo perché racchiude dentro di se tutti quei momenti, nell’attesa di un alba che può farceli rivivere…
1 Settembre 2008 a 10:45 am
Elle
@Sancla: ed io dico grazie a te per aver condiviso quel brivido con me, con noi…
@Pan: …e sapevo che a quel vecchio pianoforte non avresti restistito nemmeno tu
La notte che muore non è un messaggio negativo, anzi, muore la notte e con essa il buio, le ombre, le paure e forse anche quell’attimo perfetto che io ho cercato di fermare…ma solo per far spazio all’alba di un nuovo giorno.
@Arthur: grazie per aver ripescato la tua istantanea ed averla condivisa qui.
Il mio post era anche questo, un invito ad aprire insieme a me certi cassetti della memoria…e tu l’hai raccolto, come sempre.
E poi mi piace molto quella visione aperta che tu hai e sempre conservi sul “domani”, che può essere sempre diverso da “ieri”, perchè non è affatto detto che ciò che non è oggi, non possa essere domani…
E te lo dice una che per tanto tempo non ha ragionato in questo senso, salvo poi capire che aprire lo sguardo all’orizzonte è sempre una grande risorsa…
Infatti “all’orizzonte il sole cresce, un’alba…”
1 Settembre 2008 a 12:02 pm
piemme
Bellissimo prologo… e poi?
Voglio sapere il seguito della storia, perché un seguito ci deve essere stato per forza!
“All’orizzonte il sole cresce, un’alba…” E allora?
1 Settembre 2008 a 12:11 pm
Elle
Piemme guagliunciell ‘bbell…sei già la seconda persona oggi che mi dice che un seguito ci deve essere stato per forza…
A dire il vero il ricordo che ho voluto fermare e ritrarre qui non ha avuto un seguito anche se, devo ammettere che un seguito (seppur involontario) è già implicito in quell’alba che sta nascendo.
Può darsi che deciderò di continuarlo questo ricordo, unendolo magari ad altri ricordi…ma così facendo diventerebbe un’altra cosa, un mix di ricordi, un viaggio tra passato, presente e futuro…beh sì…potrebbe essere…mi farò guidare, come sempre, dall’ispirazione del momento…
1 Settembre 2008 a 12:17 pm
arthur
E già, e allora?
La mia visione aperta… credo nasca dal bisogno di confrontarmi sempre e comunque con la vita, di non sprecarla anche soltanto con dei rimpianti, perché ciò che non è stato, potrebbe ripresentarsi sotto altre forme e non cercare di viverlo, sarebbe veramente un peccato.
Carpe diem… come diceva Orazio, cogli l’attimo, cercando di essere responsabili del proprio tempo, anche perché “Dum loquimur, fugerit invida aetas” (“Mentre parliamo, il tempo invidioso sarà già passato”).
E certi che “l’ispirazione del momento” prima o poi ci sarà, aspettiamo il seguito…
*** …inszomma… ***
1 Settembre 2008 a 12:34 pm
Elle
Scorre tutto così velocemente che a volte non si ha il tempo di capire come vanno davvero gli eventi…e vorresti pigiare sul rewind per immagazzinare e imprimere un fotogramma durato un secondo di emozione…
E quel secondo che mentre scrivo è già passato…l’ho vissuto.
1 Settembre 2008 a 12:37 pm
piemme
Che bello ritrovarti pimpante come sempre!
Elluccia cara, quando e se sarà, non farti guidare da “le parole che non ti ho detto, le lettere che non ho scritto, le telefonate che non ho fatto, il tempo che ho lasciato trascorrere” e via dicendo.
I rimpianti mi fanno incavolare!
1 Settembre 2008 a 1:03 pm
Elle
Piemme…che bello ritrovare te, io sempre qui sono!
Ma che fai? Leggi qui o sei rimasto su Il Mio Tempo?
…c’era un mio commento che suonava più o meno in quel senso…ovvero con tutti quei “non”, con tante negazioni…
I rimpianti fanno incavolare anche me, ma non credo che esista uomo (o donna of course) al mondo che possa dire di non averne o non averne avuti, almeno uno, piccolo piccolo, magari una volta soltanto…
Se scaviamo a fondo dentro di noi credo che troveremo sempre un “non vissuto” che ci fa gridare al rimpianto.
Ma non per questo bisogna farne un dramma o vivere di quelli, intendiamoci.
Sono anch’io per il “life is now” che non c’entra niente con la telefonia mobile
1 Settembre 2008 a 1:06 pm
arthur
Mannagg… “life is now”… qualsiasi cosa sia, lo sono anch’io… sempre, comunque, dippiù, dippiù…
1 Settembre 2008 a 2:45 pm
piemme
Il che bello, si riferiva al “ritrovarti PIMPANTE”!
Per tornare ai rimpianti, ma ci avranno insegnato qualcosa? Dopo, con calma, mi vado a leggere Il Mio Tempo. Ciaoooo.
1 Settembre 2008 a 2:56 pm
Elle
@Arthur: lo so che lo sei anche tu perchè il mio “life is now” è il corrispettivo del tuo “carpe diem”.
“La vita è adesso”, “cogli l’attimo”…mi sembra siano animati da uno stesso filo conduttore…non trovi?
@Piemme: per facilitarti la (ri)lettura ho inserito, sul mio commento precedente, il link che ti porta diretto al commento su Il Mio Tempo, di cui parlavo.
Sono andata a ripescarlo ed ho scoperto che in quel commento, rispondevo proprio ad un certo Piemme…
1 Settembre 2008 a 3:16 pm
piemme
Elle sei grande, grazie!
E’ passato poco più di un mese da quei commenti e li ricordavo a malapena.
Sto invecchiando!
1 Settembre 2008 a 3:25 pm
arthur
Piemme, mannagg… stai invecchiando?
Beh, allora siamo in due e poi, di fronte a “codesto fiore”…
Mi era sembrato che avessimo un medesimo filo conduttore, mia cara… trovo, trovo…
1 Settembre 2008 a 3:30 pm
Elle
Piemme, non credo sia colpa della vecchiaia…come dice un mio amico, “noi non invecchiamo, cresciamo”, vero Arthur?
E tu mio caro gemello, a proposito di fili conduttori…nei giorni scorsi stavo (ri)leggendo un libro dal titolo Amore liquido di Zygmunt Bauman (non è un romanzo ma un saggio)…quando ho tempo ti mando via mail un brano in cui parla di affinità e consanguineità…che mi ha fatto pensare a te.
1 Settembre 2008 a 3:48 pm
arthur
Ecco cosa mi era sfuggito… mannagg… siamo o non siamo gemelli cara Elle?
*** Lo siamo, lo siamo… ***
1 Settembre 2008 a 6:51 pm
Alex
E’ la notte il momento in cui tutto è permesso, il buio attorno unisce le persone a ricordare ancestrali solidarietà ed anche ciò che di giorno apparirebbe ridicolo, di notte diventa magico.
Ed ovviamente è importante riconoscere ad ogni momento il suo ruolo, vivere la notte come fosse giorno abitualmente non offre più quell’idea di vivere in un sogno, ma lo azzera con le luci bluastre della realtà.
Anche io ho ricordato notti d’estate…
2 Settembre 2008 a 10:59 am
Elle
E’ vero Alex, la notte ha il potere di rendere magico ed amplificare qualsiasi emozione.
La notte è complice dei nostri pensieri più intimi, scava in profondità facendo emergere sogni, paure, desideri…tutto riaffiora in superficie avvolto da un’aura quasi magica di notte…
Ma è di giorno che possiamo verificare se, ciò che abbiamo visto, sentito, provato…è stato realtà o solo sogno.
Però quella luce bluastra che hai affiancato alla realtà, mi piace, molto.