Mi metto alla guida, subito gli occhi si accendono ed un sorriso si dipinge sul volto.

Il primo sorriso è per l’atteso contatto visivo col mare che di li a poco vedrò e mi scalderà il cuore, poi ne arriva subito un secondo e questo è per il percorso che mi preparo ad affrontare.

Curve, asfalto, alberi, salite alternate a discese…che è anche un provocante desiderio per chi ama far girare il volante tra le mani, senza eccessi, senza forzature, disegnando il percorso nella sua esattezza.

E’ come uno sguardo tra due amanti che si conoscono da tempo, uno sguardo complice, immediato, elettrico…lei che scorre sinuosa sotto di te, facendo accarezzare le sue curve e poi il contatto. Che non sembra nemmeno tra due elementi inanimati, perchè sono vivi, caldi…asfalto e ruote…e il contatto è davvero unico.
Un amore ripetuto decine e decine di volte, che potrei fare anche ad occhi chiusi…per raggiungere mare, sole, amore, luoghi, persone…

E poi c’è un secondo contatto ed è quello del percorso che segna il ritorno…meno emozionale, meno curve, meno particolari su cui soffermarsi…e mia figlia che dorme nel seggiolino. Addormentata dal cullare del veicolo, la sua mano destra sul capo che dà e riceve calore ed attutisce anche qualche sobbalzo…

Un momento semplice, ma intenso come solo i momenti semplici sanno essere. Meno emozioni per le curve, ma un amore verso chi, nella sua semplicità, riempie il cuore con uno sguardo.