
John William Waterhouse, Pandora, 1896
Zeus, infuriato dal furto del fuoco divino e deciso a punire gli uomini, ordinò ad Efesto di creare una bellissima fanciulla, Pandora, a cui donò un vaso che conteneva tutti i mali del mondo, raccomandandole di tenerlo sempre chiuso.
Spinta dalla curiosità, che aveva ricevuto in dono dal dio Ermes, Pandora disobbedì: aprì il vaso e da esso uscirono tutti i mali che si riversarono sull’umanità. Sul fondo del vaso rimase solo la speranza…l’ultima a morire, appunto!
Secondo un’altra versione però, fu Epimeteo (“colui che riflette in ritardo” n.d.r.), sposo di Pandora, ad aprire il vaso da cui uscirono tutti i beni che tornarono agli dèi.
Nell’una o nell’altra versione, l’insegnamento è il medesimo: mai scoperchiare il vaso di Pandora! Ciò detto e a monito di tutti quegli uomini che, vantandosi di essere gli artefici dei cambiamenti di una donna, si lamentano poi, tra il serio e il faceto, di non poterla più controllare…


15 comments
Comments feed for this article
13 Ottobre 2008 a 12:59 pm
sancla
Ma perchè tutti i mali arrivano agli uomini sempre attraverso una donna (se non è Pandora come in questo caso, e Eva nella tradizione cristiana).
Eppure dovremmo essere il sesso debole…
(sorriso)
13 Ottobre 2008 a 2:50 pm
arthur
Beh, riuscire a dire con molta ironia delle grandi verità, è una cosa veramente fuori dal normale…
Bello, anzi, proprio perchè dire soltanto bello può sembrare una sbrodolatura inutile, incomincio a dire che… (… ) … (!!! ) … (!?. ) … (… ) … mannagg… oggi riesco a dire soltanto cose positive…
*** … mannagg… ***
13 Ottobre 2008 a 3:24 pm
Elle
Cara Sancla, ho imparato a prendere le distanze da certe “favole”, sai?
Che sia Pandora o Eva, piuttosto che Cenerentola o Biancaneve, non credo che ci si debba sentire responsabili se non lo si è.
E molte volte la mitologia, la leggenda, la fiaba o persino la storia dipingono la donna in un modo assolutamente falsato, attribuendole ruoli che non le appartengono affatto!
Il mio non vuol essere un discorso femminista, sto dalla parte delle donne in quanto donna, ma non mi piacciono gli eccessi nè in un senso nè in un altro, tuttavia è vero che spesso veniamo raffigurate, rappresentate, se non addirittura interpretate, in modi a dir poco discutibili…
(sorrido anch’io in questo post, anzi rido, quasi…)
Arthur, Arthur…guarda che puoi dire anche cose negative eh??? ammesso che tu ne possa trovare ihihihihiihihiiii
mannagg 
Mi divertiva questa doppia interpretazione del vaso di Pandora, cui ho affiancato una terza, stravolgendo un po’ quello che è il comune significato di questa espressione.
Un prestito indebito forse, ma mi serviva per rappresentare quelle silenziose metamorfosi di cui noi donne siamo spesso protagoniste nell’arco della nostra esistenza.
Salvo poi essere accusate di apparire, in virtù di quei cambiamenti, estranee ed irriconoscibili, diverse, fuori controllo.
Mah…sarà che a me gli schemi precostituiti non son mai piaciuti…e allora a volte è giusto anche prenderne un po’ le distanze, magari (sor)ridendoci un po’ su…
13 Ottobre 2008 a 10:29 pm
pani
come sarebbe la storia se fosse stata scritta dalle donne? La storia in genere, dalla letteratura agli eventi successi.
Io sono abituato a pensare all’Uomo come un’unica entità, uomo e donna insieme e poco importa se Adamo era maschio ed Eva femmina. Magari è successo il contrario e a cadere nel tranello è stato il duro e scettico maschione.
14 Ottobre 2008 a 10:56 am
piemme
Mi piacciono poco quelle persone che dicono le cose… “scherzando scherzando”!
NON vorrei essere frainteso, NON mi sento per nulla tirato in causa e NON ritengo avere la coda di paglia, di norma quando una discussione non mi piace, mi astengo.
Qui non posso che unirmi al monito a tutti quegli uomini… con l’aggiunta, a tutte quelle donne che vittime delle proprie scelte scaricano le responsabilità sul prossimo!
Mitologia spicciola… ma proprio spicciola spicciola!
14 Ottobre 2008 a 12:02 pm
arthur
Piemme, tutto bene?
14 Ottobre 2008 a 12:31 pm
piemme
Tutto ok socio!
Ma…
*** Avrei fatto meglio ad astenermi ***
16 Ottobre 2008 a 12:43 pm
samoha
Ciao Elle, complimenti per il tuo Blog, e le sue meravigliose immagini.
Mi ha incuriosito l’interpretazione che hai dato alla nota leggenda.
Credo anch’io che noi donne non possiamo essere le artefici delle disgrazie dell’uomo, anzi tuttaltro.
Ma qui ci sarebbe da discutere un po’!
D’altronde se la nostra presenza non era necessria per quale motivo Zeus ci ha creato?
Samoha
16 Ottobre 2008 a 3:15 pm
Elle
Ciao Samoha, benvenuta e grazie per il tuo commento che mi offre l’opportunità di precisare un paio di cose.
In questo post ho rielaborato il mito del vaso di Pandora con tono ironico e dichiaratamente spicciolo (cfr titolo, come a dire “lasciate ogni speranza oh voi ch’entrate”) e non certo per fare discorsi sessisti o peggio ancora universali.
Neanch’io credo che si possa attribuire a noi donne la responsabilità delle disgrazie dell’uomo, nè tanto meno credo il contrario, ovvero che l’uomo sia causa dei mali di noi donne.
Se una responsabilità ai mali del mondo c’è non è certo nel sesso maschile o femminile che andrebbe ricercata…(ma adesso non chiedetemi dove eh?!?)
Partendo poi dal presupposto che ognuno, nel rapporto uomo-donna ha la propria parte di responsabilità, piuttosto che di colpe-meriti, dico solo che questo gioco di ruoli spesso è preso in modo troppo serio.
Ovvero si parte dalla leggenda…ma poi alla fine ci si crede veramente!
E forse qualche volta, dalle cose serie è bene anche prendere un po’ di distanza e sorriderne…per sentirle, anche solo per un attimo, un po’ più leggere.
18 Ottobre 2008 a 3:25 pm
riccardo
Mi ha fatto davvero piacere leggere questo post. Infatti, ho sempre amato i miti greci… una delle mie prime letture, già da ragazzino.
Più in là con gli anni li ho ripresi in mano e che dire? Certo il loro messaggio non può essere scientifico e logico al massimo grado, però ciò che nel mito conta non è la dimostrazione ma la… suggestione.
Il mito, insomma, deve fornirci degli spunti di riflessione e forse, anche “provocarci.”
Nel caso di “questo” mito, penso che esso ponga ogni uomo di fronte al suo modo di confrontarsi con le donne: con le donne in generale e con quella che ama in particolare. Spesso, come uomini ci troviamo disorientati di fronte a voi e benché non si debba generalizzare, per quanto riguarda me posso dire che nella maggior parte dei casi le donne mi hanno… felicemente spiazzato.
Voglio dire che anche negli scontri, di rado una donna è banale o prevedibile.
Penso che il mito di Pandora esprima la paura che l’uomo ha della donna: della sua fantasia ed imprevedibilità che non sappiamo (per fortuna) ingabbiare in schemi più o meno logici.
Buon fine settimana
Riccardo.
18 Ottobre 2008 a 7:50 pm
Elle
Eh caro Riccardo…i miti greci affascinano tuttora anche me e ad ogni (ri)lettura c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare.
In particolare “questo” mito, qui l’ho un po’ stravolto forse, me ne rendo conto, ma mi piace molto anche la tua interpretazione, chissà perchè ma non ho mai considerato quella che tu chiami “paura che l’uomo ha della donna”.
Di certo siamo molto più a-schematiche ed imprevedibili di voi uomini, ma che questo possa addirittura intimorire? beh sì potrebbe anche essere…
Felicemente spiazzato tu? felicemente spiazzata anch’io!
Buon weekend…
20 Ottobre 2008 a 4:03 pm
Alex
Diceva Mafalda in una sua striscia “Le donne non hanno lasciato segni nella Storia perchè anzichè scriverne le pagine, ne hanno lavato e steso i panni”.
Avevo fatto tempo fa una riflessione sul conto di Eva, magari per pigrizia e mancanza di tempo la incollo qui.
La prima rivoluzione, la prima ribellione alle regole imposte dall’alto il primo gesto di sfida, la prima autoderminazione non è venuta da un macho, da un guerriero, da un eroe muscoloso con gli occhi brillanti di fiera libertà, ma da una donna che si è assunta sulle spalle questo peso e che per questo è stata bistrattata nei secoli.
Eva!
Credo che tutti conosciamo la storia di Adamo ed Eva, della loro disobbedienza e della successiva cacciata dall’Eden.
Questo fatto, per la religione cattolica ha generato il mito del peccato originale, secondo la quale ancora oggi noi siamo qui ad espiare il peccato di Eva, la sua disobbedienza che ha marchiato gli uomini.
Questa idea, dovuta alla lettura testuale della genesi è sopravvisuta fino ai nostri tempi generando modelli distruttivi che fanno affermare a John Phillips, (autore del libro “Eva, la storia di un’idea”) , “visto il modo in cui Adamo ed Eva sono caratterizzati, la storia umana e le relazioni sociali sono ordinate in modo tale da escludere determinate possibilità”,
Basti pensare che Sant’Agostino, uno dei dottori della Chiesa sosteneva che le donne non hanno anima
E’ interessante come siano molte le religioni che sono ricorse a simili espedienti per giustificare la prevaricazione nei confronti delle donne, basti ricordare Pandora ed il suo vaso che disperse il male nel mondo, mito a cui la trascrizione cristiana del mito di Eva attinge a piene mani .
Ma ritorniamo un momento all’antica Madre.
Siamo veramente sicuri che il nostro destino sarebbe stato quello di vivere in un paese idilliaco, in cui non avremmo dovuto fare nulla, in cui gli alberi si sarebbero chinati ad offrirci i loro frutti?
Un luogo in cui non esistendo la morte saremmo vissuti in eterno?
Assolutamente no, probabilmente non saremmo mai esistiti, sarebbero rimasti non il primo uomo e la prima donna, ma gli Unici esseri umani, se è vero che i figli di Adamo ed Eva nacquero dopo la cacciata.
Ma anche se fosse, ci sarebbe stata risparmiata la noia?
Ci sarebbe piaciuta una vita da animale che non ha la coscienza del tempo e che può restare accovacciato sulle zampe ore ed ore, in attesa di non si sa cosa visto che non ha concetto di futuro?
Tutti questi concetti ,che formano la nostra consapevolezza noi l’ abbiamo appresa nel momento in cui è stato violato l’albero della conoscenza del bene e del male, da quel punto è iniziato il cammino dell’uomo.
Forse non sarà un cammino semplice, forse non sarà un cammino agevole e scevro da difficoltà e sofferenze, ma chi ha cuore di affermare che non vale la pena di farlo? Chi vorrebbe vivere una vita da pecora al pascolo?
Eva con la sua disobbedienza e di conseguenza con la sua ribellione ci ha aperto la porta della consapevolezza, ci ha dato la prima vera libertà.
E mi piacerebbe pensare che nell’atto di Adamo di mangiare la stessa mela anche l’Uomo abbia accettato di condividere con la sua compagna questo cammino ed abbiano insieme accettato le conseguenze, senza rinfacciarsi ciò che avevano perduto, ma felici di ciò che avevano generato.
E’ per questo che tra tutte le rappresentazioni di Adamo ed Eva amo particolarmente quella di Klimt.
Purtroppo il potere non ama i rivoluzionari ed è per questo che ancora oggi le donne sono costrette a subire , ma spero che il DNA di Eva non sia stato annacquato e che lo spirito di Adamo non sia del tutto evaporato negli Uomini.
Alex
21 Ottobre 2008 a 4:54 pm
Jessica Moh
La storia è stata indirizzata dalle donne. Cleopatra, Petacci (armiamoci e partite), Braun (non il rasoio elettrico), Caterina (di Russia, quella che
scopavail suo cavallo), Lewinsky (la pompinologa)…..kisses
22 Ottobre 2008 a 10:28 am
Elle
@Alex: profonda ed acuta analisi la tua Alex, come sempre del resto…
Mi trovi particolarmente d’accordo sulla rappresentazione di Adamo ed Eva di Klimt e sulla striscia di Mafalda (insuperabile!!!)
Ma soprattutto mi ritrovo in quella speranza (l’ultima a morire, appunto!) che “il DNA di Eva non sia stato annacquato e che lo spirito di Adamo non sia del tutto evaporato negli Uomini.”
@Jessica Moh: è indubbio che molta storia sia stata scritta dalle donne, alcune come protagoniste, altre sono intervenute solo come comparse.
Cherchez la femme…sì, ma fuori dai cliché, s’il vous plait!
(P.S.: nel pubblicare il tuo commento mi sono permessa di “barrare” un paio di termini che personalmente non condivido. Non prendermi per una suscettibile bacchettona, si suppone che chi legge sia maggiorenne e vaccinato e che i veri “scandali” non siano certo parole. Tuttavia non amo i “fuochi d’artificio”, gusto personale, nulla più.)
22 Ottobre 2008 a 12:48 pm
Alex
Mah, ho dei seri dubbi sull’importanza storica della Lewinsky e credo che l’aggettivo “la grande” attribuito a caterina di Russia non si riferisse al suo organo sessuale, ma ad una visione del mondo e della storia innovativa per la sua epoca ed il luogo in cui viveva.
Cleopatra ha perso alla grande la sua lotta contro Ottaviano Augusto, la Petacci e la Braun sono arrivate quando quel piccolo pezzo di storia era già stato scritto.
Se avessi dovuto parlare di donne che hanno influenzato la storia avrei probabilmente usato altri esempi.
Che strano però questa misoginia nelle parole di un nick apparentemente femminile; sembra un post scritto da un maschio.
Alex