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E’ la mia prima volta con Joe, all’anagrafe Giuseppe Barbieri, classe 1973.
Mi avvicino alla sua musica come di solito faccio con i libri, apro una pagina a caso, senza andare per ordine, alla ricerca di qualche riga o anche solo una parola, un’espressione, che mi catturi.
In questi casi preferisco non scegliere ma farmi scegliere, perciò ripongo in un cassetto i facili sentimentalismi e mi metto in religioso ascolto del suo pezzo, con atmosfera appositamente dedicata di sola luce naturale filtrata e soffusa, telefono rigorosamente spento.
Mi faccio guidare dalle parole di un titolo, quel “Fammi tremare i polsi” che già di per sè suona come un invito più che allettante, una sorta di richiamo che non posso ignorare.
…e vediamo se sai farmeli tremare davvero i polsi, Joe! penso mentre premo con veemenza il play del lettore.
Le prime note sono di un’orchestra di archi, forse composta da pochi elementi, riconosco il suono caldo del violino ed un contrabbasso, subito raggiunti da appena due o tre note di pianoforte suonate in punta di dita…poi eccola, entra morbida la sua voce “Fai bella mostra di te dietro un velo turchese…”
Parole quasi sussurrate, suggerite, soffiate, che non sovrastano la musica, perfettamente bilanciate e calibrate tra loro, in quell’armonia di suoni e parole e voce.
E continua…“Fai bella mostra di te come se fosse niente, mia declinata padrona del tempo presente…” pronuncio mentalmente scandendo ogni singola parola, cercando di farmele scorrere tra lingua, denti e palato, le mordo spremendole per farne uscire il succo, sino a farle scendere giù in gola ad assaporarne il suono.
Mi tiene per mano la voce di Joe scivolando sotto pelle, senza tuttavia essere invasiva nè ruffiana, mi scalda come un abbraccio, ma prima che me ne accorga, mi ha già rapita in un amplesso vertiginoso dai profumi persistenti.
Una voce che a tratti si sospende, si interrompe in lievi pause quasi ad emettere un sospiro…e quell’alone leggermente speziato al pepe, chiodi di garofano, liquirizia…aromatico come il tè alla menta e penetrante come l’artemisia.
“Fammi tremare i polsi sotto il cuscino, di pene e confidenze fammi tremare, lungo la schiena c’è un filo che disegnasti per me, fammi tremare i polsi per te…” …e se non è profumo di poesia questo…ascoltate!


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