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E’ ormai sera ed i rumori si spengono, così come le luci accese nelle stanze. Solo la tua finestra rimane illuminata, ma non c’è nessuno che deve arrivare, nessuna barca da guidare in porto. Dovresti dormire, stanca del tuo navigare sopra un mare in tempesta, dove l’onda ti sbatte e si riprende quel coraggio che a terra dicevi di mostrare.
Senti quel bisogno di camminare a piedi nudi per la casa, disperdendo le energie e confondendo i pensieri che continuano a bussare alla tua mente.
Ma quel tuo rifugio improvvisato si anima di cose che non ti fanno compagnia, che si vestono di ombre e di mistero, scambiando ai tuoi occhi il falso sentire con il vero.
La musica bassa si disperde e si mescola alla polvere nell’aria, un susseguirsi di note trasparenti che scivolano intorno a te e rimbalzano sui muri. Note conosciute ma che non creano nè gioia, nè dolore, solo semplici sfilacciature di emozioni contenute.
Anche il libro buttato sul divano, sembra racchiudere storie che non ti interesseranno, che non potranno mai far parte di te, come se quel titolo in evidenza potesse dire tutto e le pagine interne restare bianche.
Non c’è tempo stasera per le scuse e non è una scusa il tuo dirti che c’è il tempo per risolvere le cose, se tutto fosse a posto.
Eppure quella sensazione di aria fredda, di corrente che spiffera da una fessura o da un uscio socchiuso, ti secca le labbra, che chiuse non vogliono parlare.
Aspetti che il sonno ti venga a prendere ed intanto ripensi a quelle volte in cui l’hai atteso, ma non sai come, è giunto all’improvviso, senza farsi nè vedere, nè sentire, nascosto in una nuvola di pensieri dispettosi.
Ma è tardi ormai ed i tuoi discorsi abbandonati diventano rivoli d’acqua che si tuffano nel grande fiume dei tuoi sogni.


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