
E’ ormai sera ed i rumori si spengono, così come le luci accese nelle stanze. Solo la tua finestra rimane illuminata, ma non c’è nessuno che deve arrivare, nessuna barca da guidare in porto. Dovresti dormire, stanca del tuo navigare sopra un mare in tempesta, dove l’onda ti sbatte e si riprende quel coraggio che a terra dicevi di mostrare.
Senti quel bisogno di camminare a piedi nudi per la casa, disperdendo le energie e confondendo i pensieri che continuano a bussare alla tua mente.
Ma quel tuo rifugio improvvisato si anima di cose che non ti fanno compagnia, che si vestono di ombre e di mistero, scambiando ai tuoi occhi il falso sentire con il vero.
La musica bassa si disperde e si mescola alla polvere nell’aria, un susseguirsi di note trasparenti che scivolano intorno a te e rimbalzano sui muri. Note conosciute ma che non creano nè gioia, nè dolore, solo semplici sfilacciature di emozioni contenute.
Anche il libro buttato sul divano, sembra racchiudere storie che non ti interesseranno, che non potranno mai far parte di te, come se quel titolo in evidenza potesse dire tutto e le pagine interne restare bianche.
Non c’è tempo stasera per le scuse e non è una scusa il tuo dirti che c’è il tempo per risolvere le cose, se tutto fosse a posto.
Eppure quella sensazione di aria fredda, di corrente che spiffera da una fessura o da un uscio socchiuso, ti secca le labbra, che chiuse non vogliono parlare.
Aspetti che il sonno ti venga a prendere ed intanto ripensi a quelle volte in cui l’hai atteso, ma non sai come, è giunto all’improvviso, senza farsi nè vedere, nè sentire, nascosto in una nuvola di pensieri dispettosi.
Ma è tardi ormai ed i tuoi discorsi abbandonati diventano rivoli d’acqua che si tuffano nel grande fiume dei tuoi sogni.


7 comments
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25 Aprile 2009 a 9:10 pm
sancla
a volte sembra che solo la stanchezza faccia parte di noi, meno male che ci sono i sogni
25 Aprile 2009 a 10:40 pm
romaguido
La sera è sempre un momento particolare: si resta più facilmente soli con se stessi, si fa il bilancio di una giornata, a volte di una vita. Forse il segreto per viverla bene è rimandare i pensieri all’indomani, con la speranza che il nuovo giorno apra uno spiraglio di luce, “un gancio in mezzo al cielo”.
26 Aprile 2009 a 1:57 am
arthur
La sera è sempre il momento del ritorno con se stessi e spesso i pensieri bussano ad una porta che a volte è impossibile aprire, per paura, perché si è persa la chiave o solamente la si è buttata via.
Immagini che scorrono davanti agli occhi come sulla linea di un asfalto, che si perdono passo dopo passo, lasciandosi alle spalle un cammino che magari è da ripercorrere in un altro momento.
26 Aprile 2009 a 8:42 am
api
quel sonno che non arriva si nasconde, come dietro nuvole di pensieri dispettosi..solo ai bambini è concesso il privilegio di immergersi, in un attimo, nel sogno.
i piedi nudi, desiderio di liberare il corpo, come se fosse possibile liberarne anche il pensare, ti riportano alla terra, la senti fredda, forse ostile, come un libro di pagine vuote, per te,in quell’attimo.
è un “inganno”, proposto con un’immagine di leggerezza e di candore, contrapposto al tuo scrivere che invece, mi riporta a planare sul mondo, di nuovo. bella, elle, un’altra volta mi porti a condividere sensazioni. api.
ps: lo so, lo so, si dirà: ma questa…non può farla meno lunga!? dipende…
26 Aprile 2009 a 11:44 am
splendidiquarantenni
Qual era il titolo del libro buttato sul divano?
26 Aprile 2009 a 12:44 pm
api
ma il quarantenne da quanto tempo lo è??? chè gli anni passano, eh! scusa elle, ma ho riso di gusto al commento di splendor…come volevasi dimostrare, la sintesi insegna! buona giornata a tutte/i! api.
27 Aprile 2009 a 1:31 pm
spaziocorrente
Difficile entrare in queste sere, che se non hai vissuto rimangono misteriose come le pagine di un libro che possiedi ma non hai mai letto.
Buona giornata