
Dicono che quando ci si addormenta tra le braccia di qualcuno, quello poi diventi la tua famiglia e ti appartenga per sempre.
Non ricordo di essermi mai addormentata così, se non tra le braccia di mia madre da piccola, ma poi non è più ricapitato.
Ed è bello quel senso di appartenenza che da un lato ti rassicura e dall’altro ti disperde…perchè quel chiudere gli occhi ed abbandonarsi completamente è un po’ come offrirsi senza pudore alcuno.
E per sentire di appartenere forse devi prima perdere tutto, per poi capire ciò che avevi, se mai lo si capisca veramente…
Io tra queste pagine mi sono anche addormentata, sì, la maggior parte delle cose scritte qui dentro nascono di notte, quando scrivo mentalmente cercando di fissare nella memoria i pensieri perchè non sfuggano, dando loro appuntamento alla mattina successiva per renderli parola scritta.
E’ per questo forse che sento di appartenere loro e loro a me, è per questo che starne lontana mi allontana da me…e di sè stessi normalmente ci si prende cura, non ci si allontana.
Torno qui e trovo ciò che sono, il mio nome inciso su una vecchia trave di legno, il calore ancora vivo del fuoco tenuto acceso, un vecchio disco che gira ancora nel piatto…
Mai aver paura della propria fragilità, mai lasciar decidere agli altri del proprio tempo, perchè non torna e se pensi di aver diritto ad un risarcimento per le delusioni subite, mai aspettarsi che qualcuno si faccia carico di tutto.
E poi però l’anima chiede e la carne risponde e finisci per abbracciare ideali pur di sentirti parte di una carezza o di un respiro, perchè sono i respiri e le carezze che ci fanno esistere e nessuno mai dovrebbe poter restare senza.
E’ per questo che torno qui, perchè forse non c’è e non ci sarà mai un altro posto al mondo in cui io possa sentirmi più a casa, un posto in cui ti amano o ti odiano per quello che sei, non per ciò che dovresti essere.
E non si può restare a lungo lontani da ciò che si è, nemmeno quando vorresti solo addormentarti per sentire di appartenere ancora, sempre, solo a te stessa.


18 comments
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8 Maggio 2009 a 1:17 pm
Loris
Ho la pelle d’oca. Magnifico quello che hai scritto, magnifico!
8 Maggio 2009 a 1:28 pm
spaziocorrente
Ben tornata Elle … sei sempre splendida …
8 Maggio 2009 a 5:15 pm
splendidiquarantenni
spaziocorrente ti ha detto splendida. Mica un aggettivo da poco eh! Bentornata.
8 Maggio 2009 a 5:24 pm
morenafanti
ah, ecco. mi sembrava di saperlo.
contenta di trovarti qui. un bacio
8 Maggio 2009 a 5:38 pm
arthur
Pensavo, pensavo… ma forse l’unica cosa da dire è bentornata Elle, mancava in queste pagine il suono della tua voce.
8 Maggio 2009 a 7:09 pm
api
elle, le stanze sono arieggiate, il focherello sfrigola la sera nel piccolo camino, artur e dm sono sempre loro, l’ape non sa.
ah; ricordatevi d’innaffiare i gerani, che sono cascate di colori ad ogni finestra.
bentorata, elle, un abbraccio, api.
9 Maggio 2009 a 10:39 pm
pani
la musica è tornata ad essere più rotonda.
9 Maggio 2009 a 10:44 pm
sancla
Che bello riaverti qui !
(con un post come questo, poi… )
11 Maggio 2009 a 1:39 pm
Fabioletterario
insomma, tutti i bimbi che ci si addormentano in braccio ci appartengono?
sono tante volte papà, allora…!
12 Maggio 2009 a 12:13 pm
riccardo
Vedo con grande piacere che sei tornata, cara Elle; mancu malis (meno male)!
Per me, il post “Addormentarsi” è uno dei tuoi pezzi migliori: racchiude calore, tenerezza, anche un filo di paura ed una forte consapevolezza: per es. quando scrivi 1) “mai aver paura della propria fragilità” e 2) “mai aspettarsi che qualcuno si faccia carico di tutto.”
Infatti, spesso pensiamo (per il punto 1) di dover essere dei supereroi, anzichè degli esseri umani col loro normalissimo insieme d’ansie, delusioni e frustrazioni.
E (per il punto 2) talvolta crediamo in qualche deus ex machina, che però non esiste.
Un… Deus esisterà, ma su questa terra ognuno di noi deve essere il proprio dio… ma sapendo anche prendersi un po’ in giro. Tutto questo
è duro ma a volte anche divertente, ti pare?
Un carissimo saluto dal solito, logorroico
Riccardo
12 Maggio 2009 a 1:25 pm
Elle
@tutti: io, forse appartengo a quelle persone con il cuore sempre in mano e magari ogni tanto dovrei trovare la forza o il coraggio per posarlo da qualche parte, lasciarlo riposare, senza affanno.
E invece è qui che batte, sempre in tumulto, tant’è che talvolta sembra persino far troppo rumore…
Questo solo per comunicarvi il mio grazie…grazie a chi di quel cuore si prende cura, a chi lo guarda senza averne paura, a chi lo legge così com’è, perchè non ce n’è un altro e diverso non potrebbe essere.
E’ incomprensibile la sicurezza senza il dubbio, la bellezza senza il calore, la grazia senza un po’ di paura.
Dicono che il tempo sia un galantuomo ed io in quella gentilezza continuo a scavare e cercare…ed è qui, tra queste righe, le mie, le vostre, che mi piace percorrere un pezzetto della mia strada, mescolando i miei passi ai vostri.
Andiamo…
12 Maggio 2009 a 5:31 pm
arthur
Andiamo… se hai voglia, ti prendiamo per mano e camminiamo insieme su di una spiaggia deserta ad ascoltare il mare, il dolce rumore della risacca che sembra di scorgere in lontananza sugli scogli.
Le braccia che dondolano, l’orma dei passi che resta impressa prima che l’onda la spazzi via, una tiepida brezza che ti entra nelle ossa, che dà la sensazione di voglia di star bene e che allontana dalla mente quei tanti pensieri che altrimenti starebbero lì solo per essere ascoltati.
Un passo dopo l’altro; rumore di passi che non fanno più rumore, senza aver fretta, senza avere voglia di correre chissà dove. Fermarsi ogni tanto, guardare una conchiglia che spunta fuori dalla sabbia, quasi a voler dire che un tempo c’era anche lei, come un passato che ritorna, ma solo per farsi dimenticare, a riproporre speranze senza l’ansia di un qualcosa che non è mai stato, ma che non per questo potrebbe un giorno diventare.
Racconti di parole che vanno oltre la metafora.
Andiamo…
12 Maggio 2009 a 6:44 pm
api
vedi, artur, come sei?!
svegli tutti, compresa me, che me ne volevo star zitta…
anche se cammini in punta di piedi! andiamo, su, che sia spiaggia o bosco, portando elle e la sua radio…io vado, volando, in cerca di conchiglie.
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12 Maggio 2009 a 7:33 pm
arthur
Mannagg… Api, mi sembrava di sentire un ronzio…
12 Maggio 2009 a 8:54 pm
api
…ma la conchiglia si vede…dietro tutti quei numeri?!
delucidazioni, pour plaisir, ché mica lo so cosa ho fatto! ascolta, artur, ascolta, e riposati…quella ricetta mi sembra un abominio, scusa! api.
12 Maggio 2009 a 10:18 pm
romaguido
Hai ragione api! Arthur non ha specificato il tipo di pecorino; ma non prendertela se è siciliano; in fondo si tratta sempre di un formaggio isolano.
13 Maggio 2009 a 8:57 am
api
e va bene, lo perdono…
eeellee, questo è anche per te! quando ti svegli per bene, riempiti gli occhi di questi colori..buongiorno a tutti i passanti!
13 Maggio 2009 a 9:36 am
arthur
@ Apiiiiiiiiiiiiiii! : la mia ricetta un abominio? Però non hai il coragggggggio di venire a dirmelo in casa mia… hahahahahaaaaa…
E poi… che devo dare la marca del pecorino?
Evvabè, devo pensarci su se perdonarvi (Apiiiii e Rosamaria… ) e nel frattempo… belli i murales di Orgosolo, ne avevo visti alcuni un po’ di anni fa e tra l’altro, Orgosolo è un paesino del tutto particolare.
‘giorno alla padrona di casa (‘un v’allargate, ho detto solo alla padrona di casa…
)