Io, legata ad un bacio mancato mentre parole scomposte fanno il giro dello stomaco, scendendo giù a sollecitare istinti e desideri.
Mi mordo le labbra per non spezzare quella magia del momento che mi vede convulsa nel formulare pensieri ma infine tranquilla se, con la testa lievemente reclinata all’indietro, incontro la nicchia calda tra il collo e la tua spalla.

Il tuo (ab)braccio mi ha attesa e mi ha guidata perchè potessi abbandonare la testa proprio lì, ubriaca e disillusa, la mente piegata dinnanzi alle emozioni.
E’ lì, quando la tua mano tocca il mio collo e sotto i polpastelli sente scivolare le mie paure, scorre poi sulle mie spalle, si allunga piano sulle braccia come sui pensieri, approda infine sul mio fianco e lo disegna, a riconoscere e svelare la forma della mia anima.
Lì…dove tutto accade e tutto si ripete, dove il suono di questa matassa di parole silenziose, prende forma e si abbandona.