
In principio è una sensazione di vuoto.
Uno spazio che però non si può riempire, ché se provi a farlo il vuoto si fa più stretto e doloroso e ti attanaglia, sino a soffocarti.
E’ il cuore che martella all’unisono con le tempie. E’ un nodo in gola.
E’ il desiderio insano di voler(ti) assorbire, di poter essere lingua, per leccar via, sciogliere ed ingoiare tutto ciò che di amaro c’è intorno.
E’ fame di respiro leggero e non poterla alleviare, fame di radici bagnate e coperte, non esposte all’aria, al vento che soffia e prosciuga dentro.
La mascella serrata, stretta, non si dischiude più e riarsa brucia come fiamma viva.
Vigile incoscienza che mi fa chiudere gli occhi per riempirmi ancora.
Socchiudo gli occhi appena e mi accarezzo la pancia, lasciata lì ad essiccare.
Il senso ineluttabile della siccità.


14 comments
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1 Giugno 2009 a 7:45 am
Non solo amore « Amanti Segreti Blog
[...] con FAMELICA, scrive un post molto [...]
1 Giugno 2009 a 6:17 pm
eppifemili
solo un passetto in punta dei piedi per dirti che mi hai regalato belle parole e 10 minuti di buona lettura.
1 Giugno 2009 a 6:24 pm
Elle
Eh eh “un passetto in punta di piedi”…vorrei proprio vedere, con quei tacchi…
Grazie a te per esserti fermata qui a leggere. A presto…
2 Giugno 2009 a 12:03 pm
specchio
Mangifica descrizione della perdita di chi amiamo……….. nonostante tutto e niente può colmare:-))
2 Giugno 2009 a 12:23 pm
Elle
In effetti, Specchio non ci sono tanti modi per chiamare le cose col loro nome…ne esiste uno ed uno solo, anche se proviamo a cercarne altri che possano andar bene lo stesso. Grazie…
3 Giugno 2009 a 10:17 am
arthur
Meraviglioso…
3 Giugno 2009 a 1:46 pm
Peppermind
Uhm, traduci fisicamente, sensibilmente, quel che provo spesso quando guardo dentro di me…
3 Giugno 2009 a 3:03 pm
sancla
mentre lo leggevo sentivo pure io le sensazioni che descrivi (per non parlare di quanto sia ipnotica, e azzeccata la fotografia che hai scelto)
3 Giugno 2009 a 10:31 pm
pani
se non fosse per l’ultima riga, io avrei pensato che fosse amore, innamoramento. Una cotta, insomma.
4 Giugno 2009 a 8:07 am
api
all’inizio sembra proprio così, un innamoramento…
l’ultima frase chiarifica, ma non esclude il precedente…un amore da leccare e riassorbire da un ventre ormai vuoto, quasi nella voglia impossibile di ri-crearlo. api.
4 Giugno 2009 a 11:03 am
Elle
@Arthur: nella versione Negramaro o Modugno?
@Peppermind: grazie…in effetti è una sensazione moooolto fisica quella che descrivo, non è poi così inconsueto che ciò che si “sente” si trasferisca sul corpo…
@Sancla: eeeeeh cara, la foto…ha un suo perchè, come sempre
@Pan: e invece? era un calesse?
Mi piace che ci sia sempre più di una chiave di lettura e se a te quella chiave apre la porta…avanti, si accomodi!
@Api: tu mi leggi eh? e sì che mi leggi…
4 Giugno 2009 a 11:07 am
arthur
@ Elle: nella versione Elle…
5 Giugno 2009 a 11:01 am
eppifemili
proprio con ’sti tacchi…per forza in punta dei piedi io!!
5 Giugno 2009 a 7:30 pm
Irish Coffee
nasce sempre così, con questa fame impagabile
poi, come accade sempre, il buco si stringe
la fame diminuisce
si resta immobili in attesa che questa ritorni
con altri cibi, altri sapori
buon week end