
Foto by Elle e photofunia
Tace vorace l’immagine riflessa
a ricordare come ci si sente ad essere solo essere.
Muta lo sguardo e si fa sognante,
sospiro interno di rima incalzante.
Ho sempre invidiato (in senso buono) chi riesce a scrivere versi in rima componendo frasi di senso compiuto. Ed io non ci riesco mai, forse perchè in genere, prediligo le dissonzanze più che le assonanze, ma ’sta cosa di scegliere e riuscire a mettere insieme parole con suoni simili, che rendano l’idea di qualcosa di musicale, mi gira dentro da un po’, senza trovare il giusto canale d’espressione.
E comunque stamattina ci ho provato, ma più dell’haiku di cui sopra, non mi viene. E quando il pensiero non scorre liberamente, allora meglio fermarsi, ché vuol dire che ha bisogno di tempo per maturare, o forse solo dell’energia e della spinta giusta per fluire libero.
E poi mi piaceva l’idea di “osare” ed ho osato.


48 comments
Comments feed for this article
9 Giugno 2009 a 12:09 pm
Peppermind
Osare è uno sguardo
sfrontato al mare ostile
un levare in ritardo
dita da crepe di stile…
9 Giugno 2009 a 12:36 pm
Elle
Eh ma io non avevo dubbi sull’essere artisti, compositori, poeti e chansonnier dei miei lettori…lo sapevo che mi avreste stupito con effetti speciali!
Grazie Pepper, bella la tua quartina e si fa leggere bene anche di seguito alla mia…
Vuoi vedere che ne esce qualcosa di serio? altro che frivolitudini qua…
9 Giugno 2009 a 1:35 pm
Diemme
Se non tutti sappiamo scrivere versi
è perché siamo splendidamente diversi:
un arcobaleno monocolore
non scalderebbe mai nessun cuore.
9 Giugno 2009 a 2:26 pm
splendidiquarantenni
Ambarabaciccicocò, tre civette sul comò, che facevano l’amore con la figlia del dottore.
Rime, sensualità e zoofilia. ‘na traggedia
9 Giugno 2009 a 2:56 pm
Elle
@Diemme: già, evviva la diversità!
@SQ: e ci mancava proprio il tocco di zoofilia, sì, mancava! Troppo avventata quando ho pensato che poteva uscirne qualcosa di serio…torniamo ad esser frivoli và.
9 Giugno 2009 a 3:01 pm
arthur
Beh, se mi è concesso dire la mia, i tuoi versi mi sembrano bellissimi e poi, non deve esserci per forza la rima…
E poi, tu hai il dono di scrivere in prosa come se fosse una poesia…
9 Giugno 2009 a 3:07 pm
Elle
Certo Arthur, la rima baciata non deve esserci per forza, infatti in genere mi piacciono di più i versi scomposti, scapigliati, crepuscolari, decadenti, insomma anche quelle robe nonsense che non capisci niente dalla prima all’ultima riga, ma che hanno dentro un che di musicale. E per rendere quel ritmo ci vuole…uuuuh se ce ne vuole.
Con la prosa mi trovo più a mio agio, ma poi va a periodi ed ogni tanto mi prendo una licenza poetica
9 Giugno 2009 a 9:23 pm
Laura
Elle, trovo che assonanze e dissonanze (come dici tu) siano molto più affascinanti delle rime… A meno che le rime non siano quelle dello Splendido, ovvio
9 Giugno 2009 a 10:44 pm
Elle
Laura, io con la poesia andalusa e il paroliere dei miei ciondoli non entro in competizione. Non c’è gara proprio!
9 Giugno 2009 a 10:54 pm
pani
uh! Che bel capo di biancheria. Qui hai osato.
E poi, le poesie o gli scritti migliori nascono sempre da un momento audace.
9 Giugno 2009 a 11:04 pm
Elle
Pan, ho osato anche con i versi e le rime in verità, che non sono proprio nelle mie corde ma è un divertissement anche quello…
10 Giugno 2009 a 11:12 am
splendidiquarantenni
Tace vorace.
Mi piace.
Ci farei il tormentone dell’estate. Un po’ come Zucchero con “Nice che dice bo bo.”
10 Giugno 2009 a 12:08 pm
Elle
Seeeeee ce la vedi la gente sotto l’ombrellone quest’estate a canticchiare “…tace-vorace-mi piace…”?!?
invece di sole-mare-cuore-ammmmore?
E dopo aver visto l’interpretazione di Jops (all’anagrafe Andrea) con Noemi a X-Factor chi osa più canticchiare “Nice che dice bo”
10 Giugno 2009 a 12:21 pm
paolozardi
Sono sempre stato attirato dalla rima, e ho provato a chiedermi in cosa consista il suo potere… Io credo che abbia a che fare con il solletico al cervello: unire due punti di una massa grigia con un collegamento inaspettato. Tace vorace: due parole che trovano una somiglianza solo nel mondo delle parole. La rima scopre universi paralleli.
10 Giugno 2009 a 12:26 pm
Elle
Com’è com’è ’sta cosa del solletico al cervello?
Ah però…interessante!
Il tuo commento mi fa pensare a quel giochino dell’enigmistica che consiste nell’unire i puntini numerati sino ad ottenere un’immagine.
Ed ecco che la “somiglianza solo nel mondo delle parole” forse diventa qualcosa di più. Anche questa, è una sfida
10 Giugno 2009 a 1:45 pm
Peppermind
Elle, volevo infatti commentare il tuo post in rima.
Ci ho messo sette quarti d’ora per trovare quelle giuste, ma tanto non lo dico, e sembro fico.
Come sempre Splendidi ci umilia con la sua facilità di penna.
10 Giugno 2009 a 2:17 pm
paolozardi
La teoria del sollecito al cervello è il mio modo di vedere le cose. Sono convinto che creare “link” tra cose diverse – il senso della curiosità – produca scariche elettriche particolarmente piacevoli. E’ come con le carezze: mettono in comunicazione parti del corpo che si erano addormentate. La poesia continua a capovolgere la realtà, o a crearne una nuova: stimola uno degli istinti primordiali dell’uomo, che è quello di c o n o s c e r e.
10 Giugno 2009 a 3:17 pm
Elle
@Pepper: eh ma qui si risponde a suon di umiliazioni. E’ un circolo vizioso, non se ne esce, non se ne esce mica…
Bello il tuo sette quarti (d’ora), quasi un nuovo tempo musicale, mica il solito quattro quarti in battere e levare
@Paolo: capito, proprio fantastica ’sta teoria che mescola carezze e poesia, realtà capovolte e istinti primordiali!
Ma è la teoria del solletico o del sollecito al cervello? Non che cambi molto, il solletico è un sollecito quindi…sì insomma il concetto è quello.
Conoscere sì, bello, tutto spaziato, come piace a me.
E poi lo diceva anche il sommo poeta “…fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”. Appunto.
10 Giugno 2009 a 7:25 pm
Laura
Elle, su Joe Barbieri: ascoltarlo e leggerti mi hanno fatto innamorare
10 Giugno 2009 a 8:03 pm
Elle
Grazie Laura, una gran bella responsabilità mi attribuisci, ma appunto…è grande e bella!
Buona serata cherie
11 Giugno 2009 a 1:06 pm
Peppermind
(tanto per fare nozionismo senza limitismo, la musica sarda è in 7/8)
11 Giugno 2009 a 1:15 pm
Elle
@Pepper: non affidiamo nulla al caso eh?, nemmeno le rime
11 Giugno 2009 a 3:28 pm
sarimagiha
cara elle posso essere sincera? la vera poesia sta nell’immagine che hai scelto. bellissima!!! la poesia ti canta dentro e la esprimi bene con la tua prosa disinvolta. Non ti preoccupare dei versi in rima.
Cos’è la poesia oggi? Su questo tema mi piacerebbe avere risposta.
11 Giugno 2009 a 4:25 pm
specchio
Una prova ben riuscita, vale la pena di continuare…….
11 Giugno 2009 a 4:48 pm
arthur
@ Sarimagiha: Cosa è la poesia oggi? Perché secondo te c’è differenza tra la poesia di oggi e quella di ieri?
Io non credo, perché l’emozione non ha tempo.
Come Elle, anch’io ho difficoltà con le rime, ma ho avuto un padre che era un poeta e nelle sue poesie leggevo essenzialmente l’emozione dell’animo, nient’altro. Concordo con te che l’immagine che ha elaborato Elle è poetica, ma lo è non più di quanto lo sono le sue parole.
Poesia che lei ha voluto esprimere in maniera diversa, dando all’immagine il dono di accompagnare le parole e viceversa, e per uno che come me “gioca” con entrambe le cose, è il massimo.
“Tace vorace l’immagine riflessa…” parole che dentro nascondono una forza, che s’incastrano con la delicatezza di un’immagine che tra bianco e nero, tra luci e ombre, ci parlano di un momento che sa di complicità e… quello sguardo che si fa sognante, si avverte quasi impercettibile, lo sguardo di lei che si guarda nello specchio, lo sguardo di chi la guarda mentre si specchia…
Poesia!
11 Giugno 2009 a 6:05 pm
sarimagiha
Caro Arthur. Si c’è una velata critica a elle, ma mi auguro che Elle comprenda che qualche volta fa anche bene riceverne una costruttiva. Non sempre le lodi fanno bene. La poesia ha le sue regole e i suoi rigori. Se invece per poesia si intende il pensiero poetico e le diverse forme per esprimerlo, sono d’accordo con te, Elle è impregnata di poesia.
11 Giugno 2009 a 8:10 pm
Elle
Sarima cara, ma figurati se non comprendo e accetto la “critica velata”.
Io per prima scrivendo questo post ho voluto “giocare” (non a caso il titolo è Frivolitudini) e prendermi in giro col discorso delle rime baciate che non mi riescono e “l’invidia” verso chi invece possiede questa abilità e virtù.
Ma il mio non voleva certo essere un gioco irriverente o irrispettoso verso la poesia, quella vera, con le sue regole ed i suoi rigori, di cui sono innamorata e verso cui nutro da sempre il massimo rispetto.
Quanto poi ai vari modi di esprimere poesia, o meglio, pensiero poetico (hai ragione!), sai che anch’io come te amo estendere il discorso dalle parole alle immagini (e viceversa), ai suoni e se potessi (ma da qui non si può) persino agli odori, figurati!
Ché non sempre la poesia sta dentro regole ben definite, anzi, quelli che ammiro di più, tra i veri poeti, sono quelli che dettano nuove regole, non quelli che seguono quelle già esistenti.
E allora forse il punto non è chiedersi cos’è la poesia oggi, ma dove e come possiamo trovarla, distinguerla e sentirla per poi rappresentarla nelle forme che ci sono più congeniali.
E’ così che io intendo la poesia, quella senza spazio nè tempo, quella che posso persino incontrare per strada, in una musica o nel silenzio di una stanza, o in un sorriso, o in uno sguardo complice, quella che trasmette sensazioni sulla pelle anche quando non è scritta. Ché la forma che essa assume non ha poi molta importanza, ciò che conta è il colore (ed il calore) che ti lascia addosso.
A presto Sarima e grazie per aver acceso questo piacevolissimo confronto.
@Arthur, Specchio: troppe lodi (immeritate) che mi lasciano ben poco da dire, se non grazie per aver “sentito” la mia poesia.
11 Giugno 2009 a 9:33 pm
sarimagiha
Cara Elle, così mi piace. Hai saputo rispondere magistralmente alla mia provocazione!!! Ora sì vorrei gli applausi dei tuoi fans che senz’altro ti conoscono bene e giustamente ti apprezzano!. Anch’io ho imparato qualcosa in più dalle tue parole. Mi hai fatto riflettere sul fatto che la regola più importante è quella di essere fedeli a se stessi fino in fondo. Ma anche che nell’arco della vita c’è sempre la possibilità per ognuno di noi di migliorare e di affinare i propri gusti. Questa certezza rende piacevole anche il percorso più tortuoso. Abbraccio te e tutti i tuoi amici.
11 Giugno 2009 a 10:03 pm
spaziocorrente
Chissà se quel mondo che esiste al di là dello specchio non è pura realtà,
che si liquefa in riflessi dorati per chi tace e li osserva da fuori.
Ma io sono dentro ora, e quel che regge il mio sguardo
è solamente passato che più non ritorna.
Bellissima immagine.
Ciao
11 Giugno 2009 a 10:13 pm
Elle
@Sarima: in verità sono io che applaudo te (eh sì io sono una tua fan, non avrai mica già dimenticato la nostra collaborazione…anzi, a proposito, a quando la prossima?) perchè mi hai offerto l’opportunità di ampliare il cuore di questo post apparentemente frivolo, conducendolo anche verso orizzonti più ampi.
@Spazio: un velo di malinconia ma anche di consapevolezza in quello sguardo al passato che più non ritorna…
Come sempre i tuoi versi sanno toccare corde delicate in me. Grazie per questa carezza.
12 Giugno 2009 a 12:26 am
eppifemili
l’importante è osare…
ti sei divertita?
credo di si.
e quello importa.
E comunque nel tuo caso mi sembra ben riuscita !
12 Giugno 2009 a 1:01 am
arthur
Cara Elle, le mie erano tutto tranne che lodi e men che meno immeritate.
Ho solo “navigato” tra le parole e l’immagine che ci hai regalato, cercando di trovare un’intesa con la tua intenzione di correre sul filo delle emozioni.
Ed è proprio per questo che non riuscivo a capire la “critica velata” di Sarimagiha, perché in un post del genere, nella sua delicata semplicità, nella sua riconosciuta e sottile ironia, tutto poteva starci tranne la provocazione.
E non è da fans sfegatato che te lo dico, ma da semplice lettore che ha imparato in un anno a conoscerti ed anche da blogger, che sa come è difficile alle volte poter comunicare delle sensazioni, da uno che come me utilizza le immagini come una metafora, l’espressione di un linguaggio che ognuno di noi è libero di vedere con i suoi occhi, di percepire con la sua sensibilità.
Quando l’immagine è parola… (ricordi?) e viceversa.
Tutto il mio blog è impostato su questa sfida, che ogni volta è sempre più grande e in questo, per certi versi il nostro percorso è parallelo.
Quindi… nessuna lode, se hai imparato a conoscermi, sai che questa cosa non mi appartiene.
Belle le parole di entrambe in risposta l’una all’altra.
12 Giugno 2009 a 9:41 am
Elle
Caro Arthur, non volevo certo sminuire o minimizzare ciò che tu avevi espresso nel tuo commento, che per altro, è (come sempre) molto “dentro” a ciò che scrivo e questo non può che farmi piacere.
Il termine “lodi immeritate” voleva essere una battuta in risposta al commento di Sarima, benchè concordi assolutamente con lei che non solo gli apprezzamenti fanno bene, una critica costruttiva è, al pari di essi, ben accetta.
La “provocazione” (tra virgolette perchè assolutamente in buona fede) di Sarima a me è piaciuta, perchè è così che nasce e si sviluppa davvero il confronto e la discussione, non certo con quelli che io definisco “saluti e baci” o atteggiamenti reverenziali cui non sono abituata, nè desidero attorno a me.
@Eppifemili: e sì che mi sono divertita! Il divertimento a volte passa anche attraverso una stupida rima, un giochino improvvisato ed un sereno confronto con i miei lettori (no fans please! ché poi mi tocca vestirmi da rock star e non c’ho il guardaroba pronto. p.s.: mi presti i tuoi sandali glitterati, nel caso servissero?!?)
12 Giugno 2009 a 10:42 am
arthur
Cara Elle… caro Arthur… cara Elle… caro Arthur…
‘giorno Sarima!
12 Giugno 2009 a 10:55 am
Elle
Ahahahhahahah
ahahahhahahhaaaa
Cher Arthur… va meglio così? ma pensa te…
12 Giugno 2009 a 2:32 pm
eppifemili
eccertochettelipresto!
14 Giugno 2009 a 4:01 pm
sancla
hai fatto benissimo ad osare (la foto, poi…)

PS: i hai fatto pensare che è un secolo che non scrivo più versi (per la fortuna di tutte le muse)
15 Giugno 2009 a 10:59 pm
api
Poca audace cosa
si osa respiro nel ventre di madre,
in attesa di mare che soffi mistero.
si osa vita,
tra secche foglie e approssimate melodie.
delicati movimenti e profondi graffi,
da leccare con raffinata sapienza
o convulsa frenetica dispersa ricerca.
osa, usa
delicatezza nel porgerti al vento,
si spargeranno semi.
ginepro ginestra giunco
forte giallo flesso
sul corpo.
dentro il blu dell’animo.
ciao, elle, una frivolitudine buttata così..al solito! notte, api.
15 Giugno 2009 a 11:17 pm
Elle
@Sancla: grazie cara, forse è giunto il momento di dare una smossa a quelle muse
@Api: E per fortuna che è buttata lì così, ma pensa te…
Meravigliosa sei, come sempre!
16 Giugno 2009 a 6:56 am
api
elle…ma che dici? le butto un pò in tutti i modi, ormai mi pare di avertene dato visione. meravigliosa? nooo, solo impulsi, qualche volta buoni, altre per niente. comunque grazie, mi crogiolo tra caldo e parole, le tue…ciao!
16 Giugno 2009 a 9:26 am
splendidiquarantenni
api, se tu butti le cose così, il tuo cassonetto è dorato. benedettiddio.
16 Giugno 2009 a 9:50 am
arthur
E già, api, dimmi in quale cassonetto le butti che vengo a raccoglierle…
16 Giugno 2009 a 11:00 am
Peppermind
(Api mi sembra una di quelle gnocche che arriva tutta tirata a figume, la guardano tutti con ammirazione, e alle millemila domande sulla sua mise, lei risponde sempre: mah, non so, mi sono buttata addosso il primo straccetto che ho trovato prima di uscire!)
16 Giugno 2009 a 11:22 am
morenafanti
l’importante è sempre provarci, come disse un mio amico dopo aver rimorchiato una al pub (scusa mi è scappata)
volevo scrivere: l’importante è provarci (con la scrittura). il risultato è sempre una vittoria no?
16 Giugno 2009 a 12:25 pm
Elle
@Api: dai retta agli intenditori qui convenuti per l’occasione. Recupera tutto sto bendiddio dal cassonetto ché poi a riversarlo nei posti giusti, sei sempre in tempo.
@Pepper: api non se la tira così Pepper, pensa che non se la prende nemmeno se scrivi il suo nome con la A maiuscola o minuscola, davvero eh! Fidati
@Morena: provarci? dipende, bisogna sempre circostanziare. Vedi il pub
Con la scrittura è più semplice, non rischi un ceffone in faccia, solo qualche ortaggio volante, ma confido nel buon cuore dei convenuti
16 Giugno 2009 a 2:04 pm
api
merci a tutti…pepper, giusto a te direttamente:
si vede che non conosci la mia abituale mise! metto davvero i primi straccetti che trovo, ho giusto quelli!
non ho faccine, ma rido di gusto!non sono poi così nuova al buttare qua e là, del resto che faccio nella vita, se non svolazzare?!
morena: poi, com’è finita, al pub?
splendido: non è oro, è polline..che ci fai?
arcleto, mio ex concittadino: hai presente il corso? dritto dritto, poi vai giù, ancora un pò, non esitare…e qualcosa troverai!
ciao, cara elle, sempre un’ottima padrona di casa…
api
18 Giugno 2009 a 12:37 pm
stellasolitaria
Elle,
è un po’ che non passavo da queste parti e sono stata colpita dalla forte bellezza d questi pochi versi. Affascinata da quanto sono suggestive poche parole. (io che potrei essere la regina dei prolissi)
E poi sono stata catturata dall’immagine che hai scelto, e a proposito di voli pindarici e di fuori tema (argomenti ricorrenti da me e da altri amici nelle ultime settimane) mi sono ricordato di uno specchietto d’argento di quando ero piccina. Io sono cresciuta e lui è rimasto in un porta gioie con lo specchio rotto e in parte mancante. Che fascino quel piccolo specchio…a presto Stella
18 Giugno 2009 a 1:22 pm
Elle
Ciao Stella e grazie per aver condiviso qui il tuo bel ricordo dello specchietto d’argento di quando eri piccolina.
E’ vero, ci sono oggetti e ricordi che vengono come accarezzati dal tempo e che conservano immutato il loro significato ed il loro fascino.