You are currently browsing the daily archive for Luglio 14th, 2009.

Lei è così, on/off, accesa o spenta, dentro o fuori e quando pratica le mezze misure, quelle rare volte, lo fa più per necessità che per virtù.

Può annullarsi sino a scomparire lei, ci è abituata ad esser trasparente, infatti non chiede, non chiede mai, pur sapendo che è sbagliato, perchè il mondo non è popolato da indovini e leggere il pensiero non è aspirazione dei più.

Lei odia l’idea del dolore e pur di non farlo sentire, preferisce sentirlo su di sè, odia l’idea di poter far male e così si fa del male da sola. Ha la soglia del dolore alta ormai, col tempo è cresciuta, insieme a lei.

Lei è la donna col rossetto sbavato, la donna coi capelli arruffati buttati in avanti sul viso, lei è i suoi jeans sdruciti, lei è lo specchio sporco nel quale si riflette.

Indossa accenti e apostrofi, parole e silenzi come fossero perline colorate e ne fa collane, infilandole con cura una ad una, sempre attenta agli accostamenti cromatici e di forma, alla consistenza, al peso, alle dimensioni. E’ così che le piace ed è così che si piace.

Lei è la sua fatica emotiva, le sue ossa fratturate, i lividi sulla pelle, lei è il fardello di se stessa, ironica, disinibita e leggera ma con lacci e lacciuoli che la stringono un po’ ovunque e se prova ad allentarli sente quasi di compiere un’ingiustizia. Lei lotta contro la forza di gravità che la tiene ancorata a terra e nel farlo accade che si tiri addosso gli sguardi indispettiti ed interrogativi della gente.

Lei che si fa scalfire da una piuma e gioca con la lama del coltello rischiando di tagliarsi, lei che vola a pelo d’acqua, ma non le riesce di restare in superficie. Una parte scende sempre in profondità e scava tra acque scure e melmose, quasi fosse una missione, mentre l’altra, col naso in su, resta a guardare il cielo e respira, sognando.