Era un lunedì, me lo ricordo bene, di un luglio caldo come questo, anche se di uguale c’è solo quello, il resto non è più come allora.

Tutto era nuovo per me, questo posto era così diverso da ciò che mi lasciavo faticosamente alle spalle, luoghi, persone, tutto era una nuova scoperta.

Quasi mi tremavano le mani sulla tastiera mentre scrivevo e nel premere il primo “pubblica” mi è sembrato quasi di sentire un “click” dentro, in un punto indefinito e imprecisato, uno scatto interno di quando senti che stai per fare qualcosa di importante, ma di cui non hai ancora esattamente consapevolezza.

Sapevo solo che mi piaceva l’idea di un posto tutto per me, mi piaceva l’idea di fermarmi a scrivere i miei pensieri, di leggere e farmi leggere.

Centotrentacinque post e tremilaseicento e rotti commenti dopo, posso solo dire che questo blog è cresciuto di pari passo con me ed è proprio come me.

Si è scritto da solo, è nato e rinato più volte, accudito, protetto, guardato, amato a distanza, per un po’ lasciato sospeso poi ripreso, ma infine, mai solo. E come me è sempre qua, giorni e notti che si inseguono, alternando umori e maree.

Ed è con l’occhio un po’ lucido che ora lo guardo e lo vedo cresciuto.
Ha due anni ormai il mio blog…