
© Elle's tournesol
Portami il girasole ch’io lo trapianti nel mio terreno bruciato dal salino… scriveva Montale.
Un verso che ho stampato nella memoria dai tempi della scuola e che, per qualche strana ragione, oggi mi gira in testa e non se ne va.
E allora ti racconto di questo fiore che trema al vento, con i petali aperti e lo stelo fiero, dritto.
Lo guardo e mi osservo, mi sorprendo.
Oggi, così lontana da come volevi o credevi io fossi, eppure così vicina ad essere, così come sono.


33 comments
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1 Agosto 2009 a 12:12 pm
romaguido
Mi viene da pensare che il girasole è un fiore rustico, si accontenta di poco; eppure guarda sempre la luce, dà luce, mette allegria e, con suoi semi, dà molto più degli altri fiori: nutre, nutre davvero tanto
E pensare che qualcuno, elargendo le stesse cure, pretenderebbe di veder spuntare un’orchidea!
1 Agosto 2009 a 1:09 pm
Ivano Natalini
Il girasole è una pianta che segue la luce,
durante tutta la giornata…è un ottimo esempio di vita.
Bella poesia.
Dolce giornata.
1 Agosto 2009 a 2:21 pm
peppermind
… a me invece viene da pensare…
Non te l’ha portato, poi, il girasole.
O forse te l’ha portato, ma non l’hai piantato nel tuo terreno bruciato e salino.
O molto più probabilmente te l’ha portato, l’hai piantato, ma è fiorito con unicità inaspettata.
1 Agosto 2009 a 3:21 pm
api
…non penso. spero che i girasoli che ho sull’uscio di casa siano sempre alti e fieri come il tuo, elle. e rivolti alla luce, cosa che sanno fare molto bene.
api.
1 Agosto 2009 a 7:39 pm
Elle
@Rm: il poco che produce il tanto…paradossalmente a volte è proprio così.
E con le opportune cure qualcosa può nascere anche in un “terreno bruciato dal salino”…
@Ivano: benvenuto e grazie per il tuo commento. La poesia di Montale…sì, è una delle sue più belle secondo me, anche se si fa fatica a scegliere in tutto Ossi di Seppia. Buona serata a te.
@Pepper: e tu…tu hai per caso la sfera di cristallo?
Direi che in tempi e modi diversi si sono verificate entrambe le situazioni…
@Api: i girasoli sono sempre rivolti verso la luce, una luce che rischiara la visione delle cose. E sono certa che quelli sull’uscio di casa tua, sono così.
1 Agosto 2009 a 7:43 pm
Ivano Natalini
Hai ragione, ossi di seppia è un insieme di poesie molto bello, tutte belle
.
1 Agosto 2009 a 10:26 pm
pani
il girasole, il mio fiore preferito. Otto anni fa, in toscana, mi sono svegliato presto per fotografare l’alba in un campo di girasoli. E sono rimasto a lungo lì, nel campo, in mezzo a queste presenze quasi inquietanti, più alte di me. Tutte queste teste che mi osservavano. Poi ne ho tagliata una, l’ho portata a casa e in famiglia abbiamo contato i semi. Erano più di 1400. Qualche girasole del mio giardino è figlio di quella testa.
1 Agosto 2009 a 11:59 pm
romaguido
Montale, Il Girasole
3 Agosto 2009 a 12:14 pm
arthur
Parole e immagine, metafora che della metafora si nutre… così giusto per dirlo con le mie parole.
Che bella l’idea di questa foto… e poi diventi sempre più brava a combinare parole e immagini.
Che tra l’altro, lo sguardo di chi la guarda (la foto e il mio ovviamente in questo caso…), viene rapito da quello sguardo, che quasi gioca a nascondino con il girasole… “lo guardo e mi osservo, mi sorprendo.”
E poi… “Oggi, così lontana da come volevi o credevi io fossi, eppure così vicina ad essere, così come sono…” che belle queste parole!
‘nnaggia Elle!!!
3 Agosto 2009 a 12:15 pm
Peppermind
Uhm… quindi te l’ha portato e hai scelto entrambe le strade in tempi differenti.
Be’, ho solo esposto tutte le possibilità: non sono un indovino, solo un arido praticante della logica
Basta, mene vado, se no il girasole si secca e tu mi meni con una sequoia.
3 Agosto 2009 a 12:40 pm
Elle
@Pan: immagino sia venuta una foto meravigliosa la tua, da incorniciare!
Son belli così alti e grandi i girasoli, di questo periodo ce ne sono interi campi pieni qui, alcuni già secchi pronti per esser raccolti, altri ancora fioriti, che ti ci perdi in quel mare di giallo…
@Rm: grazie cara per la musica
@Arthur: sono loro, i girasoli, che hanno rapito me. In senso letterale proprio
Ne ho raccolti un po’ e il resto praticamente si è scritto da sè…
@Pepper: e allora pratichi bene
Più che scegliere entrambe le strade in tempi differenti, direi piuttosto che il terreno si è modificato nel tempo. E forse il girasole è l’unico fiore che poteva starci bene e sopravvivere, anche in condizioni non ottimali…
3 Agosto 2009 a 1:55 pm
Claudio dei Norma
Il girasole in inglese si chiama sunflower, fiore del sole. Mi piace di più.
Da piccolo correvo con i miei cugini in mezzo ai girasoli in un posto che non riesco proprio a ricordare, in provincia di Roma ma chissà dove. C’erano delle stradine in mezzo al campo, sembrava un castrum romano con i soldati del sole sull’attenti, con lo sguardo fisso verso il loro condottiero.
Cosa pensavo allora mentre correvo non lo ricordo davvero, so che vorrei rifarlo, provare di nuovo quella meravigliosa leggerezza inconsapevole ma ho le vertigini solo a immaginare l’effetto che mi farebbe adesso. Lo schianto delle sovrastrutture, la liberazione dalla gabbia della logica e dal giogo delle preoccupazioni, l’ebbrezza del gioco per il gioco. Mi scoppierebbe il cuore.
Eppure ancora fisso il sole, come facevo da bambino.
Ti abbraccio forte, Elle.
3 Agosto 2009 a 2:44 pm
arthur
@ Elle: vuoi mettere che se mi lascio rapire anch’io dai girasoli, non riseco a scrivere la stessa cosa che hai scritto tu?
Porcacc…
3 Agosto 2009 a 3:23 pm
api
comunicazione di quasi fine ferie, quasi godute: il mio luogo lavorativo riapre a settembre…se qualcuno vuol giocare..è ben accetto! non faccio altro per sei ore!…pensandoci, gioco molto anche fuori orario.
api.
3 Agosto 2009 a 4:47 pm
Antonio
Imparo
imparo dal girasole
il rovescio della carne ardente
il fondo del suo sangue agreste
nella mattina di calce
imparo per vizio
di rivoltare il ventre
di toccare la vertebra
dove palpita la voracità
dell’essere in oscillazione
Vera Lucia de Oliveira
3 Agosto 2009 a 7:29 pm
Laura
Elle si copre col girasole eppure si svela (come lei sa fare) nell’ultima frase. Che suona come una poesia.
3 Agosto 2009 a 8:29 pm
Elle
@Claudio: sì in effetti in inglese ha un bel suono, preferisco anch’io se non fosse per questa mia fissa col français, francesizzo un po’ tutto…
Bello il tuo ricordo di bambino e grazie per averlo condiviso qui.
E comprendo perfettamente il desiderio di volerlo rivivere anche se sappiamo bene che non sarebbe più la stessa cosa, nè più bella, nè più brutta, forse solo diversa…e noi invece la vorremmo uguale.
Però non perderlo quello sguardo verso il sole Clà, ché con il tuo abbraccio mi trasferisci un po’ del suol calore. Grazie…
@Arthur: la stessa no, ma vuoi mettere che ti viene addirittura meglio?
@api: io invece tiro dritta fino a fine settimana, poi chiudo per ferie pure io! in senso figurato eh?
@Antonio: Grazie!!! ma è semplicemente meravigliosa questa poesia! E non hai idea di quante attinenze ci siano tra “Imparo” e qualcuna delle mie righe…
Devo, dico DEVO assolutamente leggermi qualcosa di questa Vera Lucia de Oliveira.
@Laura: è con le parole che ci si svela maggiormente, è proprio così!
Il resto, rimane solo un petit joli jeux
4 Agosto 2009 a 9:38 am
Gary Coopo
Se fossi un girasole mi girerei in direzione opposta per vedere che faccia hanno tutti gli altri
4 Agosto 2009 a 10:17 am
Elle
Ciao Gary, benvenuto!
In effetti un po’ di curiosità di vedere cosa c’è dalla parte opposta, potrebbe nascere spontanea. Ed è sempre positiva la voglia di girare l’angolo, per vedere cosa c’è…
4 Agosto 2009 a 12:41 pm
Peppermind
@api: dici sul serio?
Offri lavoro?
4 Agosto 2009 a 12:52 pm
Peppermind
@Elle: sai… mi hai fatto venire in mente una ghostmindata…
[mollicon mode]
La dedicherò a te, questa nottA, cioé, notte.
[/mollicon mode]
… mh…
4 Agosto 2009 a 9:16 pm
Claudio dei Norma
Peps!!!
Ma la fai finita?
E’ una donna sposata, posata e riposata (quasi, appena andrà in vacanza), smettila di fare l’impenitente provolone!
Sheeesh, ’sti romani wannabe certe volte so’ peggio dei nostri bori…
4 Agosto 2009 a 11:15 pm
Elle
@Pepper: brrrrrrrrrrr brivido di curiosità misto ad impazienza di leggere la gosthmindata
Mi chiedo da dove puoi aver tratto ispirazione, forse dal mio commento in risposta a Gary sul girare l’angolo? Beh, se io non avessi girato l’angolo non sarei mai approdata all’hyper maieutic phone center e al Canile Inquieto di Claudio, per esempio.
Ecco perchè dico che non bisogna mai farsi mancare la voglia di scoprire cosa c’è dall’altra parte. Qualche volta la vita sa stupire anche in positivo
@Claudio: sii indulgente con il mollicon mode e pure con le donne sposate, posate e riposate (o quasi) che due complimenti lasciati scritti su pagine elettroniche non han mai fatto male a nessuno, va là
Ne beneficia lo spirito della desperate housewife che a quest’ora sonnecchia, ma “a tratti”, resta sempre vigile
5 Agosto 2009 a 12:44 am
api
pepper: offro lavoro? forse non mi sono spiegata…
e poi c’è un problema: chi ti paga?!
buonanotte elle, ‘notte, clà!
5 Agosto 2009 a 2:27 am
arthur
Ma scusate, (non conosco le lingue…), mollicon mode è la traduzione inglese di provolone impenitente?
Beh, questa me la segno, magari risulterà utile prima o poi…
5 Agosto 2009 a 8:41 am
api
…già…buongiorno a tutte e tutti!
5 Agosto 2009 a 9:48 am
Claudio dei Norma
Buongiorno a tutti, buongiorno api e buongiorno
>Arthur:
c’hai preso, è il peppermindese per provolone o lumacone, come preferisci. Sembra un tipo strambo, e lo è, ma taaaaaaaaaanto a modino.
>Elle:
occhio che ti infilo in uno dei racconti, st’attenta te.
5 Agosto 2009 a 10:11 am
Peppermind
Elle: più che altro ho avuto questa visione di un fiore “ostinato e contrario”, che cresce sempre mirando a qualcosa che non riesce ad afferrare…
Claudio: grassie per la tradussione… e comunque si scherza, e come dice Elle, son solo due complimenti, spesso conditi di autoironia, e che rimangono qui nel virtuale in gran parte… quella che migra nel reale è solo un’amicizia in potenza.
5 Agosto 2009 a 10:32 am
Elle
@Arthur: eccome se può tornarti utile….l’estate è lunga e le vacanze imminenti, noooooo?
@Claudio: mi infili in uno dei tuoi racconti? ma l’hai già fatto! e comunque puoi rifarlo quando vuoi eh che mica mi offendo, anzi…
@Pepper: e l’ho letta la tua visione, l’ho letta e ancora devo riprendermi…
Ed hai saputo cogliere l’anima di quel fiore, che solo fiore non è. Quell’inafferrable, irraggiungibile, quel tendere a…che abbiamo dentro.
@api e tutti: bonjour e fate i bravi eh?!?
5 Agosto 2009 a 10:33 am
Claudio dei Norma
Tentiamo il raduno? Un bel tendone di Anime Blogghe? Non sarebbe male.
Se ribeccamo, devo scappa’.
Un bacio ai pupi.
5 Agosto 2009 a 7:04 pm
eppifemili
adoro i girasoli!
COn quel loro seguire la luce.
Naturalmente.
COn eleganza.
poesia pura.
6 Agosto 2009 a 10:33 am
Elle
Eppi eccicredo che adori i girasoli
Gialla e solare come loro ti immagino…e mi hai fatto ricordare che non son più passata da te, sorry. Rimedierò però eh?
30 Agosto 2009 a 10:04 pm
spaziocorrente
“…così come sono”, perchè non si può essere a lungo diversamente. E come il girasole insegue la sua luce, noi facciamo lo stesso quando ascoltiamo e guardiamo il suono della luce che abbiamo dentro.
Impossibile poi ignorarne l’esistenza. Ciao