C’è bellezza e inferno negli occhi e nelle parole di Roberto Saviano mentre racconta le storie di Neda e Taranhe, di Ken Saro-Wiwa, di Miriam Makeba, di Shalamov, di Anna Politkovskaja.
Perché bellezza è verità e verità è bellezza e nella sua comunicazione ce n’è in misura e quantità perfetta, precisa, una miscela esplosiva, potente più del tritolo.
Un defilato Fabio Fazio lo introduce e poi torna ad ascoltare, in ombra, dietro le righe. Saviano parla disinvolto, concedendosi giusto qualche passo lungo il perimetro della scrivania piena di libri. Di tanto in tanto si ferma, poi si appoggia sul bordo di quell’unico elemento di scenografia nello studio televisivo, reso per l’occasione, sala di lettura.
Ed essenziale, pulito, lineare, senza sbavature è anche lui nel raccontare in due ore di televisione altamente ispirate, storie di verità e testimonianza.
E’ un treno ad alta velocità Saviano che sostiene da solo il palco, non guarda quasi mai fisso in camera e vaga con gli occhi, racconta e si muove come un attore fuori dalla parte, con tempi e ritmi che non si addicono affatto ai canoni televisivi, ma che inchiodano l’attenzione della platea facendo vibrare perfettamente le corde della sensibilità collettiva.
Con Saviano va in onda l’emozione vera, profondamente diversa da quella che può trasmettere uno scrittore o un attore, la sua è l’emozione che proviene dalla vita negata, dalle privazioni, dai desideri confinati. Di chi vive l’inferno di certe scomode verità, trasformandole ed elevandole, a diventare bellezza.


13 comments
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15 Novembre 2009 a 7:19 pm
matteo r
Condivido dal “C’è bellezza” al “diventare bellezza”. Ma più che un treno ad alta velocità Saviano è un antico rapido, che corre veloce tra le stazioni ma ferma dappertutto. Cioè ti lascia sempre il tempo di trasformare la parola ascoltata in sensazione vissuta.
16 Novembre 2009 a 10:55 am
Elle
Hai ragione Matteo, l’antico rapido si addice di più.
Anche perché dei TAV adesso si parla tanto (e anche di Saviano), sono moderni, belli, pubblicizzati, sponsorizzati, sempre in primo piano.
Ma come Saviano stesso scrive in prefazione de La Bellezza e l’inferno, “ho avuto anche un altro tipo di paura, più complicata. Paura della mia immagine. Paura che se mi fossi esposto troppo, se fossi diventato troppo “personaggio”, non sarei più stato ciò che ho voluto essere (…) Per questo, se mi invitano a parlare in televisione e so che mi ascolteranno in molti, cerco solamente di farlo bene, senza sconti, addolcimenti, semplificazioni.”
16 Novembre 2009 a 3:11 pm
lindalov
Anche a me ha colpito la frase sulla Bellezza e sulla Verità.
GRazie a Dio ha fatto più ascolti di altre reti, senza con questo giudicare chi guarda programmi di intrattenimento.
Quando x-factor andava in onda il lunedì sera e c’era la Ventura, io mi dividevo in due dal ridere, lo confesso!
16 Novembre 2009 a 8:16 pm
Elle
Linda, io resto affezionata a x-factor solo per Morgan, e mercoledì scorso non mi sono pentita di aver scelto Saviano. (durante la pubblicità però giravo, eh!)
17 Novembre 2009 a 9:38 am
Laura
Sei un’osservatrice (e ascoltatrice!) acutissima…
17 Novembre 2009 a 11:51 am
Elle
L’ho guardato ed ascoltato attentamente sì ed ora lo sto anche leggendo Saviano. E devo dire che l’attenzione se la guadagna e merita tutta!
17 Novembre 2009 a 12:28 pm
Antonio
verissimo !
17 Novembre 2009 a 1:04 pm
jean loup
visto, visto.
ovviamente.
17 Novembre 2009 a 1:04 pm
riccardo uccheddu
Abbiamo bisogno di scrittori come Saviano, e sai perchè, cara Elle? (ma in effetti lo sai benissimo).
Perchè Saviano è uno scrittore che non dimentica mai d’essere uomo…
Era questo, il precetto o l’ammonimento greco: ricordati di essere uomo.
Scrivere è bello, liberatorio, esaltante e forse, artisti arrivati a notevoli livelli di fama, possono anche credere di essere “perfetti.”
Ma lo scrittore che viva in questo mondo, nella società di cui è figlio, soffre con lui, soffre con lei.
E lo dice. E dice anche perchè.
Come fa Saviano.
Era dai tempi forse di Pasolini, che non avevamo un testimone del nostro tempo, come lui.
Un caro saluto!
18 Novembre 2009 a 11:02 am
Elle
@Antonio: Perché verità è bellezza. Anche quando è infernale.
@Jean: anche tu infatti… ho letto!
@Riccardo: eh sì che ne abbiamo bisogno di scrittori ma soprattutto uomini come Saviano e credo che lui lo sappia bene.
Senti cosa scrive sempre in prefazione de La bellezza e l’inferno:
“Se ho avuto un sogno, è stato quello di incidere con le mie parole, di dimostrare che la parola letteraria può ancora avere un peso e il potere di cambiare la realtà. Pur con tutto quello che mi è successo, la mia “preghiera”, grazie ai miei lettori, è stata esaudita. Ma sono anche divenuto altro da quel che avevo sempre immaginato. Ed è stato doloroso, difficile da accettare, finché non ho capito che nessuno sceglie il suo destino. Però può sempre scegliere la maniera in cui starci dentro. Per quando mi riesce, voglio provare a farlo nel migliore dei modi, perché è questo ciò che sento di dovere a tutto coloro che mi hanno sostenuto.
Credo che in queste poche righe si senta tutta, ma proprio tutta, la bellezza e l’inferno del Saviano-uomo, figlio sofferente della sua terra, scrittore scomodo e grande comunicatore.
Grazie per il tuo intervento e a presto da te.
19 Novembre 2009 a 5:04 pm
specchio
E’ stato dimostrato, contrariamente a quanto sostengono gli esperti, che il teleutente medio resta lì inchiodato quando dalla TV arrivano sincerità di intenti chiarezza e sapiente uso di mezzi tecnici messi al servizio di temi di vitale importanza per il nostro paese.
)
20 Novembre 2009 a 4:56 pm
simple
Con la prima frase hai fatto un riassunto perfetto (col resto del post, i hai fatto rivivere le emozioni di quella sera)
21 Novembre 2009 a 5:52 pm
Elle
@Specchio: io sono una teleutente discontinua, però con la tv, come per altre cose, vado ad affetti. Se mi affeziono, seguo sempre. E a Fazio sono sicuramente affezionata.
@Simple: grazie cara, io mi son riguardata spezzoni dello speciale su Youtube per diversi giorni di seguito, per rivivere le emozioni di quella sera.