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	<title>Elle...oui c&#039;est moi &#187; attualità</title>
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	<description>Penso alla scogliera in cima al paese. Di sera, in questa stagione, è immersa in un blu fondo. L&#039;acqua è liscia, immobile. Lenta copre i sassi, gli scogli appuntiti. Non fa schiuma. E il cielo, riflesso in quel foglio d&#039;acqua nera, brilla senza tremare. Non c&#039;è nessuno, a quest&#039;ora. Il silenzio lassù dev&#039;esser teso come una corda. Durissimo e freddo, appena scaldato dal frusciare secco della lampada dal faro che si apre e si chiude come un occhio.   Simona Vinci da &#34;In tutti i sensi come l&#039;amore&#34;</description>
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		<title>Ingrid</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 10:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elle</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Lo ammetto: prima che la tv ed i giornali le avessero dato così tanta visibilità nell&#8217;ultima settimana, io, Ingrid Betancourt non l&#8217;avevo mai sentita nominare.
Non sapevo nulla di cosa fossero le FARC, questa sigla sconosciuta, della situazione politica della Colombia e di quella donna rapita nel lontano 2002.
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"><img align="left" src="http://2elle.files.wordpress.com/2007/12/deftrsite.jpg" alt="deftrsite.jpg" /> <font color="#000000">Lo ammetto: prima che la tv ed i giornali le avessero dato così tanta visibilità nell&#8217;ultima settimana, io, Ingrid Betancourt non l&#8217;avevo mai sentita nominare.<br />
Non sapevo nulla di cosa fossero le FARC, questa sigla sconosciuta, della situazione politica della Colombia e di quella donna rapita nel lontano 2002.<br />
E&#8217; vero, non guardo molta tv, nemmeno quella cosiddetta d&#8217;informazione, perchè di informazione vera non ne vedo circolare molta ultimamente&#8230;<br />
Eppure non ricordo nemmeno di aver letto, seppur siano passati quasi 6 anni, la notizia del suo rapimento&#8230;forse non aveva suscitato molto clamore, o forse era stata trattata come una delle tante notizie di politica estera della quale si parla giusto il giorno in cui accade il fatto, per poi lasciarla cadere nel silenzioso dimenticatoio di sempre.<br />
Ma circa dieci giorni fa ecco il video shock con la prova che la Betancourt è ancora viva e da lì, giù fiumi d&#8217;inchiostro e di video per mostrare al mondo questa donna ridotta ad una magrezza innaturale, con lo sguardo basso per lo più rivolto a terra ed i capelli lasciati crescere lunghissimi raccolti in una coda dietro la nuca.<br />
Impossibile non restarne colpiti, impossibile non farsi schiaffeggiare da quell&#8217;immagine ed ancor più dalle parole della lettera scritta alla madre Yolanda, della quale riporto alcuni dei passi più significativi.</font></p>
<p align="justify"><em><font color="#000000">&#8220;È un momento molto difficile per me. Chiedono le prove che sono viva e ti apro l&#8217;animo in questo scritto. Fisicamente sto male. Non mangio, non ho fame, mi cadono molti capelli. Non ho voglia di niente. Credo che sia la cosa migliore che possa capitare, non aver voglia di niente, perché qui, in questa giungla, l&#8217;unica risposta a qualunque richiesta è «no». Dunque, è meglio non avere voglia di nulla ed essere almeno libera dai desideri. Sono ormai 3 anni che chiedo un dizionario enciclopedico per poter leggere qualcosa, per imparare qualcosa, per mantenere viva la curiosità intellettuale. Continuo a sperare che, almeno per compassione, me ne procurino uno, ma è meglio non pensarci. Ogni cosa è un miracolo, anche ascoltarti ogni mattina, dato che la radio che ho è vecchia e mal funzionante. </font></em></p>
<p align="justify"><em><font color="#000000">Voglio chiederti, mamma cara, di dire ai ragazzi di mandarmi tre messaggi alla settimana. Niente di speciale, se questo è anche il loro desiderio e se avranno voglia di farlo. Non ho bisogno d&#8217;altro se non di essere in contatto con loro. È la sola informazione vitale, essenziale, indispensabile, il resto non mi interessa più.&#8221;</font></em></p>
<p align="justify"><font color="#000000">Seppur specchio di una situazione estremamente drammatica e dura, in queste parole risuona una volontà straordinaria, una dignità ed una forza d&#8217;animo che raramente si incontrano nelle persone.<br />
Mi ha affascinato la personalità di questa donna combattente, che pur negli stenti di questa vita non-vita di prigionia, non si lascia spegnere come una candela, anche se ne avrebbe tutti i motivi e le condizioni per farlo! Lei no, combatte, combatte con parole che arrivano (o almeno dovrebbero arrivare) direttamente alle coscienze, con la sua immagine scarna, semplice, con i suoi ideali, per i suoi ideali&#8230; </font></p>
<p align="justify"><em><font color="#000000">&#8220;Ho le mani sudate e la mente annebbiata, finisco per fare le cose molto più lentamente del normale. Le marce sono per me un calvario perché il mio equipaggiamento è molto pesante e non riesco a sostenerlo. Ma tutto è stressante, perdo le cose o me le sottraggono, come i jeans che Mélanie (è la figlia, ndr) mi aveva regalato a Natale e che avevo addosso quando mi hanno preso. L&#8217;unica cosa che sono riuscita a conservare è la giacca e questa è stata davvero una benedizione, poiché le notti sono gelide e non ho altro per coprirmi. </font></em></p>
<p align="justify"><em><font color="#000000">Prima, approfittavo di ogni occasione per fare un bagno nel fiume. Dato che sono la sola donna del gruppo, lo devo fare quasi completamente vestita: pantaloncini, camicia e stivali. Prima mi piaceva nuotare nel fiume, ma adesso non ne ho più neppure la forza. Sono debole, sembro un gatto davanti all&#8217;acqua. Io che amavo tanto l&#8217;acqua, non mi riconosco più. Ma da quando hanno separato i gruppi, non ho più avuto né l&#8217;interesse né l&#8217;energia di fare nulla. Faccio soltanto qualche esercizio di stiramento, dato che lo stress mi blocca il collo, che mi fa molto male. Grazie a questi esercizi, riesco a muoverlo un po&#8217;. </font></em></p>
<p align="justify"><em><font color="#000000">Ogni giorno, sono in contatto con Dio, con Gesù e con la Vergine. Qui tutto ha due volti, la gioia segue ogni volta il dolore. La gioia è triste. L&#8217;amore cura e allo stesso tempo apre nuove ferite, è come vivere e morire di nuovo ogni volta. Nel corso degli anni non ho potuto pensare ai ragazzi e il dolore per la morte di papà ha assorbito tutta la mia capacità di resistenza. Piangevo pensando a loro, mi sentivo soffocare, incapace di respirare. Dentro di me, dicevo: «Fab è là, vede tutto, non è necessario preoccuparsene e nemmeno pensarci». Sono quasi impazzita a causa della morte di mio padre. Non ho mai saputo come sia accaduto, chi c&#8217;era, se mi ha lasciato un messaggio, una lettera, una benedizione. Ma ciò che ha dato sollievo al mio tormento è stato il pensiero che egli è morto nella fede in Dio e che lo ritroverò lassù e lo prenderò tra le braccia. Sono certa di questo. Ascoltarti è stata la mia forza.&#8221;</font></em></p>
<p align="justify"><font color="#000000">E poi gli affetti, i suoi figli, ciò che l&#8217;ha tenuta viva nel corpo e nell&#8217;anima. </font></p>
<p align="justify"><em><font color="#000000">&#8220;Alla mia Melelinga, mio sole di primavera, mia principessa della costellazione del cigno, a lei che amo tanto, desidero dire che sono la madre più orgogliosa di questa terra. E se dovessi morire oggi stesso, me ne andrei soddisfatta della vita, ringraziando Dio per i miei figli. Mélanie, ti ho sempre detto che sei la migliore, molto migliore di me, una specie di versione perfezionata di ciò che io avrei voluto essere. È per questo, con l&#8217;esperienza che ho accumulato nella vita e nella prospettiva che mi offre il mondo visto a distanza, che ti chiedo, amore mio, di prepararti per raggiungere le mete più alte. Al mio Lorenzo, al mio Loli Pop, il mio angelo della luce, il mio re dagli occhi azzurri, il mio musicista che canta e mi incanta, al signore del mio cuore, voglio dire che dal giorno in cui è nato e fino ad oggi è stato la fonte delle mie gioie. L&#8217; altro giorno, ho ritagliato una fotografia da un giornale arrivato per caso. E una pubblicità di un profumo di Carolina Herrera «212 Sexy men». Si vede un uomo giovane e mi sono detta: il mio Lorenzo deve essere così. E l&#8217;ho conservato. </font></em></p>
<p align="justify"><em><font color="#000000">Mamita, ci sono tante persone che voglio ringraziare per il fatto di ricordarsi di noi, per non averci abbandonato. Per un lungo periodo, siamo stati come i lebbrosi che rovinano la festa. Noi, i sequestrati, non siamo un tema «politicamente corretto», suona meglio dire che bisogna affrontare con fermezza la guerriglia, anche se dovesse costare il sacrificio di vite umane. Di fronte a ciò, il silenzio. Solo il tempo può aprire le coscienze ed elevare gli spiriti. (&#8230;) Bene, Mamita, che Dio ci aiuti, ci guidi, ci dia la pazienza e ci protegga per sempre e addio.&#8221;</font></em></p>
<p align="justify"><font color="#000000">Ecco dove è stata e come ha vissuto in tutti questi anni Ingrid.<br />
E noi? Noi dove eravamo? dove siamo ora?<br />
Sempre lì&#8230;dietro le nostre scrivanie e le nostre poltrone, con lo sguardo basso a parlare del nulla, o nella migliore delle ipotesi ad indignarci, a fare della sua immagine l&#8217;ennesima icona pacifista da osannare.<br />
Vorrei avere anche solo una milionesima parte della speranza e della forza d&#8217;animo che ha Ingrid, vorrei poter credere veramente che sia ancora possibile liberarla.<br />
Questa donna è nel cuore di molti di noi, eppure non è lì che dovrebbe essere (o almeno non solo) ma nella lista delle priorità di certi capi di stato che se solo volessero, potrebbero renderla nuovamente libera.</font></p>
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