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madame

Ritratto di donna anziana di Giuseppe Cipriano - olio su tela 50x40 http://disegnicipriano.blogspot.com/

La signora ha indubbiamente i suoi anni, ma il volto, sul quale si diramano rughe sottili e profonde, conserva ancora una straordinaria finezza. E’ indubbio che, un tempo, dovesse essere d’una bellezza incantevole. Ha modi gentili e garbati che me la rendono subito simpatica. La conversazione è piacevole: all’inizio parliamo del lavoro che ha ormai lasciato, del marito di cui è rimasta vedova anni orsono e, con occhi incantati, racconta di ciò che è la sua vita oggi. Purtroppo ho poco tempo per stare con lei, è la vigilia di Natale e la consueta visita alla casa di riposo, sta per terminare. Devo ancora finire di sistemare qualche addobbo nella stanza, poi devo proprio andare e davvero me ne dispiace perchè questa donna ha un fascino non comune.

“Dubito possa esserci un reale equilibrio” – mi dice seria e continua: “Dapprima è stato quasi come perdermi nell’affannosa ricerca di me. Poi rinsavita, disposta e capace a prestarmi all’analisi del raziocinio, ho realizzato che nulla rende me inscindibile dal mio sentire. E’ ciò che vedo e come lo vedo che riabilita il mio istinto, la mia ragion d’amare, la più sconveniente che ci sia, la più inopportuna mai sperimentata.”

La guardo di nuovo insistentemente, con aria interrogativa ma in silenzio, prolungando il mio sguardo ora sul reticolo di rughe attorno alle palpebre, ora sulla candida chioma che le incornicia il viso. Non oso interrompere i suoi pensieri, li assorbo, li respiro, li ingoio, come fossero miei.

“Ed ho bisogno di tutto questo per ogni lacrima sul latte versato, ultimo rimedio al minore dei mali. Ho bisogno dell’elettricità che mi scorre nel sangue, nelle arterie, nei polmoni, nel cervello e nel cuore. Ho bisogno di sentire tutto quel rosso vermiglio annidato e palpitante tra la vita raccontata e quella che, come peso lieve sul cuore, la mia mano guida. Dubito d’inseguire l’equilibrio e la ragione, come è certezza in me quella necessità urgente che mi rende tutt’uno con ogni respiro, un battito dentro ai miei stessi battiti, imprescindibile dall’esistenza di ogni mio giorno. E se diversa fossi, tradirei l’immagine che lascerò e che di me vorrei si conservasse. Come tradirei me stessa, con il fardello di dolori e speranze, gioie e amori condivisi e nella vita riposti.”

Scoprirò soltanto qualche giorno dopo che la signora ha settantanove anni ed una malattia in fase terminale. Non posso che restare sconcertata di fronte a tanto coraggio. Scegliere di amare senza farsi sopraffare da mille paure è già un’impresa ad altre età, ma, alla sua, è davvero un atto eroico.

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Non amo le celebrazioni ed ancor meno quelle imposte dal calendario.
Anticonformista ad oltranza? No, semplicemente “minimalista” nei festeggiamenti ed ancor più nei sentimenti.
Quindi non troverete qui poesie natalizie nè festoni di auguri scintillanti, ma solo questo alberello sottile, addobbato con qualche pendaglio colorato e qualche pallina dorata.
E la neve che scende. E’ già molto di più di quanto volessi concedermi in questo Natale dal sapore…interrogativo.
Già…io con i miei mille dubbi, i miei perchè, la mia matassa di pensieri irrisolti, mentre la festa sta per iniziare…
Vi raggiungano così i miei auguri: nudi, scarni, poveri, minimali, semplici…ma sinceri.
 Buon Natale.
Titoli di coda: "The Gift" -  Annie Lennox